Una nostra lettrice, Nadia, ci ha scritto per rispondere ad Andrea su chi non paga il biglietto sul pullman:
"Chissà perché la città di Londra ha tutto una serie di leggi per chi non paga il biglietto ed ha aumentato il numero di ispettori in borghese (ci andavo spesso per lavoro e poi essendo inglese). Da notare che il ricorso al tribunale a Londra non è insolito e finisce sulla casella giudiziaria della persona. Io viaggio spesso in autobus, e molti autisti cercano di fare rispettare le regole e di solito sono offesi 'faccia il suo lavoro di autista lei non é un controllore', per non parlare dei casi di minacce. Ho anche assistito a controllori aggrediti (da notare nessun maschio Italiano si è mosso per aiutare il controllore) da clandestini e italiani, mi ricordo un caso alle 8 di mattina, il controllore ha chiamato la polizia, fatto fermare l’autobus e chiudere le porte, e il clandestino ha aggredito il controllore, e tirato dei calci alle porte finché si sono aperti e cosi è scappato. I commenti dei passeggeri erano più o meno 'uffa adesso arriveremo al lavoro in ritardo'... senso civico zero! La RT fa bene a fare causa, e se legge bene il trasgressore deve pagare le spese legali sostenuti dalla RT oltre ai € 1000. Poi diciamo la verità anche molti italiani se ne sbattono del mese di reclusione, la stramaggioranza dei portoghesi non sono persone per bene. Se sono riusciti a portare la persona in tribunale straniero o no, ovviamente non è un clandestino è in un modo o un altro dovrà pagare. Tutto il mondo è paese, ogni paese ha i suoi difetti e differenze culturali, bisogna prendere le abitudini buone da ovunque e portaseli a casa ma senza dare all’imbecille le iniziative intrapresi per fare rispettare le regole o dichiarare tutta una categoria menefreghista".














