/ Cronaca

Cronaca | 12 novembre 2012, 18:02

Sanremo: sindacato Autonomi di Polizia "L'omicidio di Lodi testimonia l'importanza di avere un organico sufficiente"

La segreteria provinciale del sindacato di polizia "Nuova Federazione Autonoma - Adp" sottolinea l'importanza di avere un organico sufficiente, specialmente in una città complessa come Sanremo sia per conformazione morfologia sia per composizione sociale. "Neanche un cane si lascia da solo" ha scritto il Vice Segretario Nazionale Maurizio Cudicio al Comandante Generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

Sanremo: sindacato Autonomi di Polizia "L'omicidio di Lodi testimonia l'importanza di avere un organico sufficiente"

La segreteria provinciale del sindacato di polizia "Nuova Federazione Autonoma - Adp"  interviene, nel giorno della visita del Ministro Cancellieri, in merito all'uccisione di un carabiniere, avvenuta pochi giorni fa a Lodi. In particolare viene sottolineata, come già fatto altre volte in passato, l'importanza di avere un organico sufficiente, specialmente in una città complessa come Sanremo sia per conformazione morfologia sia per composizione sociale. Un numero sufficiente di uomini, infatti, è un elemento fondamentale per poter controllare il territorio in una condizione di sicurezza per gli operatori stessi.

Questa tesi è stata anche oggetto di una lettera che il Vice Segretario Nazionale del sindacato di Polizia Adp - Nuova Federazione Autonoma Maurizio Cudicio ha inviato al Comandante Generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli. 

"Mi sento in dovere di scriverLe, poichè ognuno di Noi deve prendersi delle responsabilità - si legge nella missiva - Due ragazzi hanno perso il proprio padre, una donna ha perso il proprio marito e Giovanni è morto per colpa di un vero e proprio sistema che non funziona. Io sono un operatore delle Forze dell’Ordine e dopo l’ennesimo omicidio di un uomo (collega), non devo e non posso stare in silenzio. Un Carabiniere, solo, che cammina per una strada sperando che non accada nulla. Tanti dicono, in certi paesi e città, “Cosa vuoi che accada, questo è un posto tranquillo..!”.

Alla scuola di Polizia, la prima cosa che ci dissero di non scordare, fu “Dove non è mai successo nulla, può sempre succedere qualcosa”. Difatti è accaduto. Bisognava solo capire dove, quando, come e soprattutto chi venisse scelto come vittima sacrificale per servire il proprio paese. C’è chi sostiene che bisognerebbe stare in silenzio e pregare per lui e per la famiglia, ma invece è giunto il momento di dire BASTA a queste morti di colleghi che vengono costretti ad aggirarsi per i vicoli e le strade delle città e vergognosamente finiscano per trovarsi SOLI.

Un fatto del genere si poteva evitare, ma evidentemente i vertici delle nostre Forze dell’Ordine preferiscono pensare che siamo immortali. Un Carabiniere non è un robot, non ha il cuore di ghiaccio e non ha una vita di ricambio, ma forse questo interessa poco ai vertici, che preferiscono limitarsi alle solite frasi preconfezionate da propinare ai giornali “Era un bravo ragazzo, un ottimo elemento”, con conseguente messaggio di cordoglio del Presidente della Repubblica, e il giorno dopo tutto dimenticato. Anzi, non il giorno dopo. Subito dopo il funerale di Stato con tutte queste personalità che, di cosa significhi essere Carabiniere, non ne hanno idea.

Sig. Comandante Generale dei Carabinieri, si possono evitare queste morti. Non lasciamo più giovani ragazzi piangere per i propri padri, non lasciamo più mogli abbracciare una bara fredda. Provi anche Lei a rifletterci… come è possibile che un operatore delle Forze dell’Ordine giri per le strade da SOLO oggi, nel 2012? 

E’ assurdo ed inconcepibile che un Carabiniere giri per le strade da SOLO, a piedi, puntando sul fatto che potrà chiedere ausilio, quando in taluni interventi bastano pochi secondi per perdere la vita. Basta con l’assurdità e la vergogna di lasciare SOLO un uomo con pistola, giacca, cravatta e bandoliera , ci sarà un motivo se nella Polizia di Stato non è mai esistito che un operatore sia stato comandato di servizio da SOLO.

Ho ripetuto tante volte la parola SOLO perché Giovanni è morto poichè era SOLO, dunque qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità e Lei Sig. Comandante Generale, può e deve fare qualcosa per evitare che ci sia un altro Giovanni che muoia solamente perché era SOLO - conclude la lettera - Neanche un cane si lascia da SOLO".

Federico Marchi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium