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Politica | 09 novembre 2012, 16:02

Sanremo: in 500 per accogliere Vendola "La 'ndrangheta al Nord controlla gli appalti!"

“Noi abbiamo avuto un grande nemico del Nord, ovvero quella della cultura del ‘Nordismo leghista’. Un’operazione di occultamento dei pericoli e delle minacce che stavano minacciando il settentrione.

Sanremo: in 500 per accogliere Vendola "La 'ndrangheta al Nord controlla gli appalti!"

E’ arrivato alle 15.45 a Sanremo, il presidente della Regione Puglia e leader nazionale di Sel, Nichi Vendola. Con la nostra provincia (sono previsti incontri oggi anche ad Imperia, Savona e Genova) iniziano anche Vendola le primarie del centro-sinistra. Dopo un primo rapido incontro con i giornalisti, Vendola è stato accolto da circa 500 persone, all’Ariston Roof 3. Vendola ha esordito lanciando subito una frecciata a Pierluigi Bersani: “Sono in fiduciosa attesa di una smentita da parte di Pierluigi Bersani, di ciò che sia una battuta di humor nero. Ovvero che nel prossimo governo di centro-sinistra, possano essere presenti gli attuali Passera e Fornero. Questo appartiene ad un repertorio comico, alla fantascienza o alla fantapolitica. Mi auguro che le cose serie riguardino la necessita di parlare di quel 10 per cento di produzione crollata, di quel 35 per cento di disoccupazione giovanile e di quelle risposte del tutto carenti, sia nel berlusconismo che durante il governo Monti. Spero si tratti di un fraintendimento o di una battuta riportata male”.

La scelta di essere qui è anche un messaggio verso un tipo di politica che gli italiani non sopportano più? “Noi abbiamo avuto un grande nemico del Nord, ovvero quella della cultura del ‘Nordismo leghista’. Un’operazione di occultamento dei pericoli e delle minacce che stavano minacciando il settentrione. Durante un mio discorso alla borsa di Milano, ho avuto di indicare l ‘ndrangheta un protagonista strutturale di regioni come Lombardia, Piemonte e Liguria, il Presidente Formigoni min ha definitivo un ‘miserabile drogato’ mentre Il Giornale ha scritto che io mi drogo. La ‘n drangheta al Nord ha 40 anni di vita e l’insediamento delle mafie, soprattutto quella calabrese è vecchia di decenni. Al settentrione la ‘ndrangheta controlla il movimento terra e gli appalti, penetrando nella vita delle pubbliche amministrazioni. Bordighera e Ventimiglia sono due dei comuni sciolti per mafia, anche se abbiamo esempi del genere negli anni ’90. Noi abbiamo bisogno di raccontare Nord e Sud, senza reticenze ed omertà. Il paese è unitariamente interessato dal fenomeno mafioso, capace di drenare risorse fondamentali e sottrarle al futuro. La battaglia del centro-sinistra deve essere di legalità, puntuale e non retorica. Ci vuole inchiesta e denuncia sui territori, completamente permeabile ai fenomeni mafiosi. C’è da sottolineare quanto è successo alla famiglia Bossi e dobbiamo ricordarci che le culture territoriali, se diventano ‘nevrosi identitarie’, sono minacce del paese. Sono del Sud ma sono anche innamorato del Nord. Qui o ci salviamo tutti insieme o non andiamo da nessuna parte”.

Quali gli argomenti principali di un suo eventuale programma elettorale? “Io sono contrario alla pratica di mettere il carro davanti ai buoi. Una discussione che prescinda dal programma non è certo una buona idea. Si deve parlare dei precari, degli ‘esodati’ e di molti altri problemi. Dobbiamo cominciare da un confronto vero sulle ragioni della crisi e come curare la patologia grave di cui soffre l’Italia. Chi è disponibile a condividere un programma che metta al centro modernità e libertà è con noi. Vorrei un programma di Governo legato a questi due argomenti”. Cosa la distingue dagli altri candidati? “Da Renzi mi distinguo perché lui ha scelto di essere un protagonista di un cambiamento come rivoluzionario particolare, che piace ai Cardinali, ai banchieri ed ai finanzieri. Da Bersani mi separa l’ambiguità dall’agenda Monti. Quello che ha detto oggi sui Ministri Passer a e Fornero mi allontana. Se si parla di lavoro si deve affrontare l’argomento seriamente, innanzi tutto con il ripristino dell’articolo 18”. 

Carlo Alessi

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