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Politica | 07 settembre 2012, 19:49

Manifestazione pro Saint Charles: le reazioni da destra a sinistra, Cotellessa non c’è, polemiche per l’intervento dell’ex Sindaco Bosio

Assente alla manifestazione, Mario Cotellessa, direttore generale dell'ASL1, perchè riteneva l'evento un appuntamento politico più che istituzionale.

Manifestazione pro Saint Charles: le reazioni da destra a sinistra, Cotellessa non c’è, polemiche per l’intervento dell’ex Sindaco Bosio

Parata con poche centinaia di persone alla manifestazione in difesa del Saint Charles andata in scena oggi sul piazzale dell’ospedale di Bordighera, e culminata con il tavolo rotondo all’auditorium Don Bosco di Vallecrosia, contro la riorganizzazione della struttura ospedaliera e la trasformazione del Pronto Soccorso in punto di Primo Intervento. Si attendeva una ressa maggiore, ma non è mancata la bagarre.

Assente alla manifestazione, Mario Cotellessa, direttore generale dell'ASL1, perchè riteneva l'evento un appuntamento politico più che istituzionale. Così attraverso una nota inviata al Sindaco di Vallecrosia, Armando Biasi, il direttore ha motivato la sua scelta: “In considerazione del fatto che il tavolo rotondo non rappresenta un momento di incontro istituzionale, ma politico, ritengo oggettivamente di non poter garantire la mia presenza. E ciò in virtù di quelli che sono i compiti che la legge rimette ai direttori generali delle aziende sanitarie. In virtù del predetto ruolo tecnico-gestionale non politico del direttore generale, meglio del sottoscritto potranno dare il loro contributo i consiglieri regionali eventualmente presenti alla manifestazione".  

Armando Biasi, Sindaco di Vallecrosia: “Pronto un documento unitario da sottoporre in sede regionale”: “In questi ultimi anni abbiamo assistito in maniera continuativa e senza un senso logico alla riduzione dei servizi socio-sanitari del ponente. Questa manifestazione come prova dove il territorio sa rispondere in maniera democratica e corretta alle ingiustizie che si perpetrano ormai da troppi anni”. Sul futuro, se l’appello alle istituzioni non venisse accolto Biasi ha sottolineato: “Nascerà un documento unitario che verrà portato in cosniglio regionale. Laddove anche il Consiglio Regionale non dovesse prendere atto di 15 mila firme, della volontà dei sindaci, delle associazioni, dei partiti e soprattutto delle esigenze dei cittadini ci saranno sicuramente delle azioni consequenziali”.  

Marco Scajola, consigliere regionale e coordinatoore provinciale del Pdl “Speriamo che in futuro non ci sia più bisogno di fare manifestazioni, e che nelle istituzioni preposte, in primis la Regione che ha competenza sulla sanità ligure, si prendano quelle decisioni che vadano incontro alle esigenze del territorio. Salvaguardare il pronto soccorso e l’ospedale Saint Charles è un’esigenza che sentono migliaia di abitanti di questo territorio. Quindi, è doveroso per le istituzioni tutelare questo diritto alla salute. Non è battaglia di una parte politica, ma di tutti."

Sergio Scibilia, consigliere regionale del PD, che governa la regione. Proprio quest’ultima è stato bersaglio di critiche in queste settimane, perché vista come responsabile dei problemi che riguardano l’ospedale bordigotto: “Io sono in assoluta serenità, nel senso che non è una posizione difficile, questa è la mia posizione. La gente mi ha votato per rappresentare il territorio e sono qui a difendere il territorio. La situazione forse è stata spiegata, forse, non in modo efficiente. Noi abbiamo una situazione in cui l’attuale servizio di pronto soccorso rimane con i servizi che ci sonno oggi. Semplicemente, o complicatamente, quello che oggi viene definito p.s. praticamente non può avere tale titolo. Per le persone sostanzialmente la questione non cambia. Altra cosa è ciò che sta avvenendo a livello nazionale, sul fronte tagli. Questo taglio di risorse non è voluta dalla Regione, ma dal governo Monti. Che è sostenuto non solo dal Pd, ma anche dal Pdl per esempio. E non sono soldi che utilizzeremo per comprare le ville come è successo in Provincia d’Imperia in passato”. Quando è stata la parola all’ex Sindaco di Bordighera, Giovanni Bosio, sulla convenzione tra Comune e Ospedale, il democratico Scibilia ha lasciato l’auditorium visibilmente contrariato dicendosi “disgustato e contrariato dare la parola ad un sindaco sciolto per mafia”. 

Donato Basilii, Presidente del Comitato Saint Charles: “Non concordiamo con il progetto del direttore generale dell’Asl 1 Cotellessa che prevede la chiusura del Pronto Soccorso, che ha già visto la chiusura della Chirurgia, dell’ortopedia, della protesica e tutti i reparti d’urgenza. Lui vuole trasformare questo ospedale in un centro per  lungodegenti. A noi non sta bene. Chiediamo, da parte dell’attuale amministrazione di Bordighera e di quella futura, il rispetto di quella convenzione che prevede l’utilizzo gratuito, ma che ci deve essere un ospedale”.

Si dice preoccupata per il manato rispetto del crono-programma, Tiziana Civardi, sindaco di Camporosso: “Il problema è rimasto uguale allo scorso anno, e anzi si aggrava sempre di più perché c’era un crono-programma che è stato in realtà  abbastanza disatteso”. Sul documento unitario da presentare in regione e su quali sindaci non hanno ancora firmato ha detto: “L’intento di andare avanti c’è un po’ da parte di tutti. Poi, probabilmente, qualcuno ha altri impedimenti: ci sono sindaci un po’ più liberi e altri meno.  Allora si dovrà tirare fuori un testo che faccia la quadratura del cerchio, senza però perdere di vista il bene comune”. 

“Quanti mesi è che abbiamo chiesto un incontro con la Regione?", ha domandato il Sindaco di Isolabona, Danilo Veziano: "Io chiedo un aiuto ai consiglieri regionali per poter aver un incontro. Io sono mortificato per questo tricolore che porto. [..]In questo momento siamo alo sfascio generale. Quei 14 sindaci, perché purtroppo abbiamo due commissari, hanno chiesto un incontro con l’assessore alla sanità, da sette-otto mesi e non lo abbiamo ancora avuto oggi. Non ci è riuscito nemmeno il commissario di Ventimiglia. Questa la dice lunga su quello che noi possiamo contare. Purtroppo chi legifera per il nostro territorio non si rivolge alle nostre strutture perché non vive qui. Quindi non gliene fot..e assolutamente nulla. Ma noi politic una riflessione su questo la dobbiamo fare. Come cittadini in questo drammatico periodo del paese digeriamo qualunque cosa, perché diciamocelo sono rimasto anche deluso: pensavo di trovare il mondo, invece…” Aggiungendo:  Non me ne voglia Burlando, perché noi abbiamo bisticciato da 25 anni con amministratori regionali e che hanno cambiato partiti. Per i commissari che ci mandano” il territorio “rappresenta un trampolino di lancio. Ricordate tutti il dottor Grasso per non dire altro. Sicuramente il dottor Cotellessa, visto che porta bene l’estremo ponente, andrà a fare quasi il direttore generale di qualche ospedale più importante. Allora sulla nostra pelle noi queste cose qui non le vogliamo sopportare”. 

Stefano Quaini, consigliere regionale dell’Idv e Presidente Commissione Sanità punta il dito sui tagli: “Abbiamo degli ospedali, come questo che svolgevano una mole di interventi importanti. Parliamo di 30 mila interventi e non tutti erano codici che comunque dovevano andare a finire verso ospedali maggiori. Il nostro ragionamento è che i tagli vadano fatti, ma non nel settore urgenza/emergenza. Il punto di primo intervento perde anche il diritto di ricovero dei pazienti. Quindi ogni persona che si reca qui, poi deve per forza andare da un’altra parte”.

Il giovane Vicepresidente provinciale di Voce dell’Italia Studentesca, Francesco Sismondini: “E’ brutto vedere che sempe e comunque si attacchino i settori più importanti. In questo caso la sanità. Siamo qui per dare il nostro sostegno all’ospedale Saint Charles”.

I video del corteo (sotto le foto gli audio delle interviste)





Renato Agalliu

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