L'associazione culturale intemelia XXV Aprile-Arci manifesta profondo sconcerto e forti preoccupazioni per le gravissime intimidazioni perpetrate nei confronti del commissario prefettizio Giovanni Bruno: a lui e agli altri due commissari, Luciana Lucianò e Antonio Garufi:
"Esprimiamo piena solidarietà e vivo apprezzamento per la competenza professionale, l'impegno, la determinazione e il senso del dovere con cui stanno affrontando la complessa e intricata situazione amministrativa del comune di Ventimiglia recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose. Quello di inviare tre proiettili al commissario prefettizio Giovanni Bruno è un atto di criminale violenza e di prevaricazione non solo verso la sua persona, ma anche contro il suo ruolo istituzionale e contro tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere che sia possibile un'altra Ventimiglia totalmente avulsa da condizionamenti mafiosi e da intrecci e collusioni tra criminalità organizzata, affari e politica; un atto di violenza che intacca e ferisce ulteriormente la coscienza democratica della città e di tutti coloro che credono nei valori e nei principi della democrazia, della convivenza civile e nella trasparenza e nell'onestà delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche; un ulteriore atto di violenza che non può non scuotere ancora una volta la coscienza morale, civile e politica e stimolare ulteriormente la volontà di lotta dei cittadini onesti, delle associazioni culturali, delle forze politiche e sociali democratiche, e a reagire con la profonda consapevolezza che l'altissima posta in gioco è la democrazia. L'associazione XXV Aprile-Arci rinnova il proprio impegno per la costruzione di una città diversa, per una battaglia politica sociale e culturale contro il sistema mafioso e i suoi intrecci con gli affari e la politica e riafferma la condanna contro ogni forma di violenza. Auspichiamo infine che, anche alla luce di quest'ultimo episodio di intimidazione mafiosa, le indagini della magistratura e delle forze di polizia possano imprimere quella svolta necessaria per assicurare alla giustizia i responsabili delle organizzazioni malavitose e della criminalità economico-affaristica e mafiosa sempre più drammaticamente al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica in città e in provincia e dare, anche così, maggiore sicurezza democratica ai cittadini ed ampliare e rafforzare il loro senso di fiducia verso le istituzioni democratiche".














