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Politica | 14 giugno 2012, 09:14

Sanremo: conti del Casinò, intervento del segretario provinciale del PSI Bruno Marra

Sanremo: conti del Casinò, intervento del segretario provinciale del PSI Bruno Marra

"Al 31 maggio scorso i dati sulla casa da gioco possono essere considerati come elementi sufficientemente validi per fare delle previsioni sui risultati del’esercizio in corso. I dati sugli incassi evidenziano minori incassi, da gioco, rispetto a quelli dell’anno precedente di una somma pari ad Euro 6.150.880,83 ovvero il 22,05%, nonché minori incassi, da tronco mance, rispetto all’anno presedente per € 749.376,00 pari al 27,28% e minori presenze nella casa da gioco rispetto al 2011 di 33.695 pari al 11,66 %".

Lo scrive il segretario provinciale del PSI, Bruno Marra, che prosegue: "Chiarisco immediatamente che intendo effettuare un esame della situazione aziendale ed i rapporti con l’Amministrazione Comunale. L’azienda, casa da gioco, è un’azienda di servizi ludici che pertanto debbono creare nei clienti divertimento ed emozioni; la produzione dei ricavi e quindi del reddito ed infine dell’occupazione è legata esclusivamente alla capacità di attirare ed emozionare i clienti. Sono ormai anni che la casa da gioco, per come è amministrata, non solo non sa dare emozioni, ma neppure è in condizione di fornire la più banale, ordinaria ed ordinata gestione aziendale. Il sindaco non perde occasione per confermare la sua fiducia nel Consiglio di Amministrazione della Casinò S.p.A. che a sua volta contraccambia e non lesina espressioni di fiducia e di piaggeria nei confronti del Sindaco e della Giunta, e tra un elogio che va ed un elogio che viene l’azienda casa da gioco e l’amministrazione comunale si trovano nella disastrosa situazione che riassumo qui si seguito. Se i ricavi continueranno a ridursi nella percentuale del 22% (auspichiamo non aumenti) avremo a fine anno ricavi che ammonteranno a 51.000.000,00 circa di Euro complessivi del ramo giochi. I costi di gestione, previsto dal Consiglio di Amministrazione della società Casino S.p.A., per l’esercizio 2012, ammontano ad € 49.000.000,00, ammettendo un contenimento di costi per 1.000.000,00 avremo un costo di gestione pari ad € 48.000.000,00. La riduzione delle mance, intorno al 27%, (anche questo è un ulteriore disastro economico non solo per i dipendenti della casa da gioco ma per l’economia cittadina) da una parte può portare ad una riduzione di costi per i contributi che gravano sulla società, sulle somme devolute ai dipendenti, ma dall’altra parte si avranno una riduzione di ricavi della Casinò S.p.A. che comprendono il 40% della mance. (anche questa posta attiva si riduce del 27%. Quindi la situazione dell’azienda avrebbe (purtroppo avrà) i seguenti risultati:Incassi complessivi € 51.000.000,00Costi di gestione € 48.000.000,00Tassa ISI 10% delle somme di gestione € 4.800.000,00Tassa Concessione governativa € 500.000,00Costo controllori comunali € 1.200.000.00"

"Pertanto - prosegue Marra - nel 2012 la casa da gioco da per la prima volta, dopo oltre un centennio di attività, non porterà al bilancio comunale alcun contributo economico, anzi, sarà il bilancio del comunale di Sanremo che dovrà sopportare un onere di circa 3.500.000.00. oltre a circa 1.500.000,00 per coprire la perdita di esercizio del 2011 che con una manovra chiaramente elusiva l’Amministrazione Comunale non ha voluto coprire nell’esercizio di competenza. Giunti a queste conclusioni, come cittadino che paga le tasse, le cui aliquote almeno a quanto si legge sui quotidiani saranno applicate al massimo delle aliquote, legittimamente ritengo essenziale rivolgere le critiche che spettano a questa amministrazione della casa da gioco e del palazzo. Il CDA ed il Sindaco, in quella che sembra essere sempre più una cronica incapacità gestionale, a corto di argomenti e di idee alzano la voce ed il dito cercando dei responsabili, anzi dei capri espiatori. Il capo espiatorio sono i dipendenti della casa da gioco. Il presidente delle “Casinò S.p.A.” dott. Di Meco dichiara “Non siamo stati abbastanza duri nei confronti dei dipendenti”, il sindaco rincara la dose “in un momento in Italia c’è chi ha perso il lavoro e chi ha perso le aziende e questi scioperi strumentali sono una vera e propria vergogna, nei confronti di chi non ha lavoro e per chi lo ha perso”.

"Sindaco, presidente, allora è proprio vero che volete far finta di non sentire o forse non capite veramente (la cosa sarebbe ancor più grave) che l’agitazione e lo sciopero dei lavoratori ha proprio l’obiettivo di far si che l’azienda continui la sua attività, unico modo per garantire la continuità del rapporto di lavoro. I dipendenti, come tutti i cittadini mediamente accorti, sono convinti, purtroppo a ragione, che se la gestione della casa da gioco non cambia non ci sarà continuità di attività aziendale e quindi di lavoro. Iniziamo a fare alcune considerazioni sulla guida la società’: del dott. Di Meco ritengo che il suo passaggio alla presidenza del CDA dell’AMAIE è stato tale che sopportiamo ancora le infauste conseguenze, del dott. Ghersi la sua capacità imprenditoriale può essere valutata dalle sue dichiarazioni sulla situazione economiche della sua azienda, non posso dare alcun giudizio sul collega Giancaterino ma stante i risultati, evidentemente anche in presenza di buone idee evidentemente non ha potuto concretizzarle. Ed i dirigenti di cui non si riesce conoscere il costo, la qualifica e le funzioni. A distanza di anni gli amministratori ed i dirigenti che (sembra) prendono lauti compensi, hanno presentato l’ennesima richiesta (PIANO DEGLI INVESTIMENTI) di beni (immobili) della collettività. Nel 2009 il Commissario aveva conferito alcuni immobili alla società per l’aumento del capitale sociale e per la costituzione di riserve, oggi quei beni economicamente sono persi, il capitale e le riserve sono azzerate e per sovraccarico al 31 dicembre 2011 la società aveva un patrimonio netto (si fa dire patrimonio netto) negativo di circa 2.500.000,00 di Euro; oggi possiamo stimare il patrimonio in – (meno) ovvero un patrimonio negativo di circa 5.500.000,00. I cittadini sono giustamente preoccupati, come i dipendenti della casa da gioco per la sorte dell’azienda, perché il fallimento della casa da gioco comporterà il disastro economico della città".

"La salvezza della casa da gioco - termina Marra - passa obbligatoriamente attraverso un sacrificio, quantomeno temporaneo, dei lavoratori dell’azienda ( e già lo subiscono con la riduzione del punto mance ormai alla metà dei bei tempi), ma ad oggi la dirigenza è esclusa dai sacrifici, eppure credo, pur riconoscendo il periodo difficile, che spazi per iniziative positive, che dovrebbero far carico proprio ai dirigenti, c’erano e ci sono. Se il sindaco ed il presidente della “Casino S.p.A.” hanno dimostrato la loro incapacità a gestire una situazione sicuramente difficile dopo aver ascoltato l’ultimo dibattito sulla casa da gioco in Consiglio Comunale e la relativa votazione mi sono convinto che anche gli assessori ed i Consiglieri di maggioranza preferiscono fare orecchie da mercante. Ho appreso, dai giornali, con soddisfazione e con fiducia, che i dipendenti della casa da gioco hanno allo studio un piano –salvezza, facendosi carico di tutte quelle iniziative che sono necessarie per salvare i posti di lavoro, presentando quelle proposte che fino ad oggi la classe dirigente, della società e del palazzo comunale, non ha saputo proporre e realizzare a loro il mio apprezzamento, il mio augurio di proficuo lavoro".

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