Penso che uno dei doveri fondamentali di uno storico locale sia anche quello di ricordare coloro che lo hanno preceduto nella sua stessa attività nel corso del tempo contribuendo ad illustrare con la loro opera la storia e le tradizioni del nostro territorio. Per tale motivo ho ritenuto opportuno inviare un breve profilo biografico di un mio illustre e compianto collega, il professor Nilo Calvini, scomparso nel 1998, che tanto si è prodigato nel corso della sua lunga militanza di storico locale, e non solo, per illuminare i più vari aspetti del patrimonio storico e artistico del Ponente ligure. Credo che siano proprio figure come quella del professor Calvini, benemerito storico della nostra terra, a dover essere additate alle giovani generazioni come modelli di studiosi dal rigore esemplare e dalla vasta preparazione scientifica, di cui oggi, talvolta, si sente purtroppo la mancanza. Ecco il suo profilo:
Nilo Calvini nacque a Bussana (allora Comune autonomo e oggi frazione di Sanremo) il 20 agosto 1914 dall’avvocato Alarico e da Caterina Ricolfi, appartenenti a due tra le famiglie più antiche del paese. Dopo aver compiuto gli studi secondari, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università di Genova, dove si laureò il 5 novembre 1938 con una tesi in archeologia classica sulle rovine romane del Ponente ligure. In quegli anni ebbe tra i suoi docenti Paolo Revelli, Mattia Moresco, Ubaldo Formentini, Ludovico Giordano, Alfredo Schiaffini e Vito Vitale, mentre, tra gli studenti suoi compagni di studio, figuravano i nomi di Teofilo Ossian De Negri, Dante Scarella e Nino Lamboglia.
Nel 1936 si iscrisse alla Società Ligure di Storia Patria, di cui sarebbe stato vice presidente dal 1985 al 1995, e per la quale pubblicò tra l’altro nel 1950 uno studio su padre Martino Natali, un giansenista ligure che aveva insegnato all’Università di Pavia. Sempre nel ’36 cominciò a collaborare anche al «Giornale Storico e Letterario della Liguria», diretto da Ubaldo Formentini e Arturo Codignola. Nel 1939, nell’ambito dell’attività della Società Storico-Archeologica Ingauna e Intemelia, Calvini e Dante Scarella si interessarono anche dello studio degli statuti comunali di vari paesi liguri, tra i quali quelli di Badalucco e Montalto, e di Zuccarello.
Nel corso del secondo conflitto mondiale combattè sul fronte greco-albanese come ufficiale di Fanteria, passando nel gennaio 1942 al reparto di vigilanza del campo di concentramento di Cairo Montenotte. Per la sua attività bellica sarebbe stato anche insignito di una Croce al merito di guerra. Nel 1946 iniziò a collaborare con la «Rivista Ingauna e Intemelia» dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera, per la cui «Collana storico-archeologica della Liguria Occidentale» sarebbe anche uscito nel 1950 un suo volume dedicato alle relazioni medievali tra Genova e la Liguria occidentale tra X e XIII secolo. Nell’ambito della formazione delle varie sezioni dell’Istituto, Calvini si interessò in particolare di quella di Imperia, mentre emersero profondi dissensi con Lamboglia sull’indirizzo generale da assegnare all’attività dell’istituto stesso.
Nel 1949, perdurante l’inattività della Società Ligure di Storia Patria, e con il consenso di alcuni docenti dell’ateneo genovese, tra cui Giorgio Falco e Geo Pistarino, promosse la fondazione, insieme a Teofilo Ossian De Negri, del «Bollettino Ligustico per la Storia e la Cultura Regionale». L’anno successivo conseguì la specializzazione in Archivistica e Paleografia presso l’Università di Genova, dove nel 1952 divenne assistente di Storia medievale e quattro anni dopo titolare della cattedra di Archivistica. In qualità di direttore della Sezione dell’Archivio di Stato di Sanremo (carica che ricoprì dal 1951 al 1963), fu tra coloro che si batterono con maggior energia e tenacia per ottenere la restituzione delle carte sottratte dal generale genovese Pinelli nel 1753; dopo lunghe e laboriose trattative, riuscì a riportare nella nostra città il suo notevole archivio storico, che venne restituito nell’agosto 1956 ed è attualmente conservato presso la locale Sezione di Archivio di Stato.
La sua ampia attività scientifica sulla storia del Ponente ligure attirò anche l’attenzione dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che gli commissionò due relazioni, svolte nel 1949 e nel 1957. Nel 1955 fu nominato Ispettore Onorario per le Biblioteche della Provincia di Imperia; sei anni dopo ricevette lo stesso incarico dal ministero per le Arti e le Tradizioni Popolari. Nell’ambito dei suoi numerosi interessi storiografici si occupò in particolare dello studio degli antichi Statuti comunali dei paesi della Liguria, sui quali tenne anche un corso monografico durante il suo insegnamento di Archivistica presso l’Università di Genova. Tra le sue opere sugli statuti liguri si ricordano: Il Principato di Villaregia (in collaborazione con Aldo Sarchi, 1977); Città di Taggia. Statuti comunali del 1381 (1981); Statuti comunali di Sanremo (1983); Il feudo di Lingueglietta e i suoi Statuti comunali (1434) (1986); Statuti comunali di Diano (1363) (1988) e Gli antichi Statuti comunali di Badalucco (1994); postumi sarebbero invece usciti quelli di Ortonovo nel 1999 e quelli di Zuccarello nel 2000.
Notevole anche il suo interesse per la storia medievale della Liguria, come testimoniato, oltre che da numerosi articoli e saggi su riviste e periodici, anche dal già ricordato volume sulle relazioni medievali tra Genova e la Liguria occidentale, e dalle opere Balestre e balestrieri medievali in Liguria (1983) e Nuovo glossario medievale ligure (1984). Sulla città di Sanremo, oltre al volume sugli Statuti già citato e a moltissimi contributi sparsi su giornali e riviste, pubblicò un’ampia Storia della rivoluzione di Sanremo del 1753 (uscita in due volumi nel 1953 a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera); La chiesa di San Siro a Sanremo. Note di storia religiosa (1955); Pagine di storia sanremasca. La Bauma e il Convento di San Romolo. La chiesa di S. Stefano in Sanremo. Libri pro e contro Sanremo nel secolo XVIII (1978); Sanremo mille anni fa (1979) e La storia del porto di Sanremo (in collaborazione con Cesare Gentili, 1986).
Alla città di Taggia, oltre al volume sugli Statuti comunali, dedicò invece, oltre a vari articoli, l’opera La Cronaca del Calvi. Il Convento dei P.P. Domenicani e la città di Taggia dal 1460 al 1623 (1982), per cui venne anche premiato con la nomina a “Cittadino onorario” da parte dell’Amministrazione comunale taggese. Si occupò anche del periodo degli sbarchi barbareschi e della costruzione di opere di difesa in Liguria nel XVI secolo (su cui scrisse Corsari, sbarchi e fortificazioni nell’estremo Ponente ligure (in collaborazione con Aldo Sarchi, 1980), dell’epoca napoleonica nella Liguria occidentale e di argomenti vari, come attestato, ad esempio, dai volumi Gli antichi percorsi del sale. Dalla Riviera di Ponente al territorio piemontese. Commercio e contrabbando (in collaborazione con Antonio Cuggè, 1995) e La Confraria di Santo Spirito, gli Ospedali e i Monti di Pietà nell’area intemelia e sanremasca (sempre in collaborazione con Antonio Cuggè, 1996).
Numerosi sono anche i paesi della Liguria dei quali egli descrisse le vicende storiche e artistiche in documentati e importanti volumi, tra i quali si ricordano: Costarainera. Note di storia civile e religiosa (in collaborazione con Annagrazia Cogno Zarbo e Caterina Garibbo Siri, 1988); Camporosso. Storia civile e religiosa (1989); Apricale (in collaborazione con Marco Cassini, 1991); Castellaro. Storia di un antico borgo feudale (1992); Il Principato di Seborga. Un millennio di storia (1992); Borgomaro. Dalle origini alla restaurazione (in collaborazione con la moglie Carla Soleri, 1993); Storia di Montalto Ligure e «Cronica Montisalti et Badaluci» (pubblicato in edizione limitata nel 1996 in occasione del cinquantesimo anniversario di matrimonio con la signora Carla e poi ripubblicato nel 1998); Note storiche su Coldirodi (1753-1815) (1997).
Particolare attenzione dedicò poi al suo paese natio, sul quale scrisse, oltre a numerosi articoli, le tre ampie monografie: Storia di Bussana (1978), I Bussanesi. Famiglie, tradizioni, dialetto (1981) e Bussana. Dall’antico al nuovo paese (1987). Sul celebre terremoto che sconvolse Bussana nel XIX secolo, diede pure alle stampe il volume Il terremoto del 23 febbraio 1887 nel Ponente ligure (1987). Molti studi di Calvini, tra i quali quelli dedicati ai Colombo di Chiusanico, a Maria Pellegrina Amoretti e alla formazione dei comuni rurali nella Liguria occidentale, anticiparono inoltre con importanti novità successive ricerche di numerosi storici che si sono occupati della storia della nostra provincia.
Significativa anche la sua partecipazione a vari convegni di storia ligure, di cui si ricorda in particolare quello sui ceti dirigenti nelle istituzioni della Repubblica di Genova, e la sua collaborazione a numerose riviste e periodici locali, tra cui si possono menzionare: «Archivio Storico Italiano», «Archivio Storico di Corsica», «Giornale Storico e Letterario della Liguria», «Bollettino Storico Livornese», «Bollettino Storico Pistoiese», «Bollettino Storico Piacentino», «Rivista Ingauna e Intemelia», «A Compagna», «Le Compere di San Giorgio», «Studi Colombiani», «La Berio», «Bollettino Ligustico», «Archivio per le tradizioni popolari della Liguria», «La Casana», «Riviera dei Fiori», «Communitas Diani», «Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria», «Il Menabò Imperiese», «L’Eco del Santuario del Sacro Cuore di Gesù in Bussana», «Civitas Sancti Romuli» e «A Gardiöra du Matüssian». Ha anche collaborato alla compilazione di numerose voci per il Grande Dizionario Enciclopedico della UTET, per il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani e per il Dizionario Biografico dei Liguri della Consulta Ligure.
La sua vasta produzione di scritti sparsi è stata infine raccolta in un’antologia in quattro volumi, dei quali i primi due sono usciti nel 1996 a cura dell’Amministrazione provinciale di Imperia, mentre gli altri due sono stati pubblicati nel 2007 sotto il patrocinio della Famija Sanremasca. Calvini è morto a Genova il 23 marzo 1998. Per i suoi meriti di «docente e appassionato ricercatore di documenti», nonché apprezzato cultore di storia matuziana, il Comune di Sanremo lo aveva nominato “Cittadino benemerito” nel 1970 su proposta della Famija Sanremasca. Il 25 aprile 1985 il Comune di Sanremo gli avrebbe anche conferito un “Attestato di Benemerenza” in riconoscimento della sua partecipazione al primo Consiglio comunale della città del dopoguerra, nel quale Calvini era stato eletto nelle consultazioni amministrative del 24 marzo 1946.
Dott. Andrea Gandolfo - Sanremo














