Un nostro lettore, Fabrizio, di Sanremo ma che vive a Verona, ci ha scritto dopo aver letto la storia di Daniel:
“Leggo quasi commosso la storia di Daniel il quale lascia la modernità e si rifugia in campagna.Dico commovente perchè questa storia l'ho già vissuta 20 anni fa, proprio a San Bartolomeo di Sanremo, con le stesse caratteristiche e con le stesse verdure piantate nell'orto. Penso che il giovane abbia tanto coraggio ed abbia altresì insito il dono rarissimo dell'ospitalità. Il mio di casolare sotto l'agraria, ospitava flotte di giovani che suonavano, disegnavano, giocavano al pallone e magari si riusciva a recuperare anche qualcuno un po’ perso. Immagino che sia una scelta davvero rivoluzionaria e davvero rappresenti il nostro futuro. Dico anche che se un giorno ho rimesso gli abiti normali, mi son rasato e son tornato in città per cercare un lavoro é per 2 motivi: il primo è che mi era venuto mal di denti e ci volevano 12 milioni di vecchie lire per sistemare la questione e secondo é stata la caparbietà della mia fidanzata, ora mia moglie, che insisteva sul fatto che per mettere su famiglia sarebbe stato meglio optare per una vita più ‘normale’. L'ho seguita, scopro che tutti i torti non li aveva anche se la crisi sento che, forse ci porterà a tornare in collina a piantare le ‘pumate’. Un augurio a Daniel ed a tutti gli eroi moderni”.














