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Politica | 14 maggio 2012, 13:25

Taggia: terremoto nel Pdl, Negroni “Un partito con gravi carenze dirigenziali che non mi rappresenta più”

Maurizio Negroni, storico esponente di Forza Italia e ora del Pdl di Taggia, dopo aver rassegnato le dimissioni da consigliere comunale lascerà nelle prossime ore il partito. “Il segretario provinciale ha fatto come Ponzio Pilato, lavandosene le mani, ed ha lasciato libertà di voto” ha detto.

Maurizio Negroni

Maurizio Negroni

“Il Pdl è un partito che non mi rappresenta più”. E' decisa e senza margini di ripensamento l'analisi di Maurizio Negroni nei confronti del suo ormai quasi ex partito. Negroni, che alle recenti elezioni amministrative di Taggia ha ricevuto 311 preferenze, formalizzerà nelle prossime ore le sue dimissioni dal Popolo della Libertà. Al centro di tutto ci sono le polemiche politiche che hanno riguardato la presenza di due liste, quelle di Albanese e di Alberghi, entrambe con all'interno alcuni esponenti del Pdl. Situazione di cui ha beneficiato Genduso che, grazie al frazionamento dei voti, è riuscito a vincere le elezioni.

“E' un partito che ha dimostrato gravissime carenze a livello di dirigenti, con enormi errori dal punto di vista amministrativo e politico – ha detto Negroni - Il Pdl non ha saputo tutelarci. Il segretario provinciale ha fatto come Ponzio Pilato, lavandosene le mani, ed ha lasciato libertà di voto. Nonostante il nostro impegno passato e presente, per tutto ringraziamento, siamo stati equiparati ad un'armata brancaleone che comprendeva anche la sinistra e l'Italia dei Valori. Questa è una posizione critica condivisa anche da tanti altri amici che potrebbero fare il mio stesso gesto – precisa Negroni - Per il futuro vedremo, se un domani nascesse un soggetto politico diverso, che potrà dare più affidamento, vedremo”.

Maurizio Negroni, nel frattempo, ha già formalizzato nei giorni scorsi le sue dimissioni da consigliere comunale a Taggia, dove era stato eletto in quota al gruppo d'opposizione 'Camminiamo Insieme' del candidato sindaco Mauro Albanese. “Abbiamo avanzato una proposta politica alla città che però non è stata accettata e conseguentemente non ritengo ci siano più le condizioni per proseguire il mio impegno amministrativo – ha spiegato – Così era già stato nel 2007, quindi non vedo l'accanimento per continuare. Ritenevo di avere ancora idee e entusiasmo da mettere al servizio di questa città. Visto il risultato, però, l'entusiasmo è venuto meno, e quindi è meglio così”.

Il suo posto in consiglio comunale sarà preso da Lucio Cava, primo dei non eletti, che alle elezioni aveva ricevuto 218 voti.

Federico Marchi

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