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Politica | 09 giugno 2026, 15:41

Sanità, scontro in Liguria sui 120 milioni: Bucci respinge l'accusa di buco, opposizioni all'attacco

La maggioranza parla di risorse aggiuntive per garantire servizi e investimenti senza tagli. Le opposizioni denunciano invece un disavanzo strutturale da quasi 120 milioni e il rischio di effetti sulle altre politiche regionali

Sanità, scontro in Liguria sui 120 milioni: Bucci respinge l'accusa di buco, opposizioni all'attacco

La sanità ligure diventa terreno di un nuovo duro confronto politico. Al centro del dibattito la variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottata d'urgenza dalla giunta regionale e approdata in Consiglio per la ratifica, con cui la Regione mette 120 milioni di euro aggiuntivi a copertura della maggiore spesa sanitaria del 2025. Per il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, non si tratta di un "buco" nei conti pubblici, bensì di una scelta precisa: investire di più nella sanità per garantire servizi, personale, attrezzature e investimenti senza sacrificare le altre politiche regionali.

Il problema non è ridurre gli investimenti sul territorio, il problema è trovare le risorse per investire di più. I cittadini sono contenti se noi abbiamo trovato risorse in più per investire, ha dichiarato il governatore. Bucci ha respinto con decisione la lettura delle opposizioni, contestando anche il termine "disavanzo". «Non è un disavanzo. Chiariamo come funziona il sistema, perché ormai è ora di smetterla con chi dice cose totalmente false, inaccettabili», ha affermato. Secondo il presidente, il provvedimento riguarda esclusivamente i conti del 2025 e non produce effetti sui bilanci successivi. «Parliamo solo del 2025, non del 2026», ha ribadito, sostenendo che la Regione sia riuscita a sostenere la maggiore spesa sanitaria utilizzando sopravvenienze attive, senza dover tagliare alcuna voce di spesa prevista.

Bucci ha inoltre rivendicato la scelta politica compiuta dalla giunta. «È falso il fatto che siano state tagliate delle risorse per darle alla sanità. È falso il fatto che questi siano buchi: questi sono addizionali investimenti che noi facciamo e siamo orgogliosi per questo», ha detto. E ha aggiunto: «Se dovessimo scegliere dove investire come priorità, la sanità è la priorità numero uno rispetto a tutto il resto». Il presidente ha poi richiamato i risultati ottenuti sul fronte delle liste d'attesa, citando i dati Agenas. «Siamo arrivati alla regione che ha migliorato di più in assoluto, di 30 punti percentuali», ha sostenuto, ricordando il passaggio dal 56% all'87% delle performance.

Sulla stessa linea l'assessore al Bilancio Claudia Morich, che ha spiegato come le coperture utilizzate siano state solo temporanee e già ripristinate attraverso il disegno di legge di assestamento approvato dalla giunta il 4 giugno. «Voglio essere chiara con i cittadini liguri. Noi stiamo dando più risorse alla sanità: sono 120 milioni in più e lo stiamo facendo senza fare tagli sulle altre politiche», ha dichiarato. L'assessore ha definito l'operazione un "bridge" finanziario, precisando che le somme temporaneamente utilizzate sono state integralmente reintegrate. «Noi abbiamo utilizzato un ponte che dura pochi mesi e che è già stato ripristinato», ha spiegato. Secondo Morich, i fondi aggiuntivi sono stati impiegati per garantire prestazioni sanitarie, spese di personale, acquisto di attrezzature e investimenti necessari al funzionamento del sistema sanitario regionale.

Di tutt'altro avviso le opposizioni, che leggono il provvedimento come la certificazione di un disavanzo sanitario da quasi 120 milioni di euro. Il consigliere del Partito Democratico Armando Sanna ha definito la misura un atto eminentemente politico. «Non è un atto tecnico o un obbligo normativo», ha sostenuto, accusando la giunta di essere intervenuta in via d'urgenza senza un adeguato confronto preventivo. Secondo Sanna, il Consiglio regionale viene chiamato a prendere atto di un disavanzo certificato pari a 119 milioni e 884 mila euro, coperto attraverso risorse sottratte ad altri capitoli di bilancio. «È come usare i soldi destinati alla spesa del mese per pagare l'affitto arretrato di quello scorso: i soldi spariscono lo stesso», ha affermato. Nel mirino dell'opposizione finiscono anche le modalità di copertura individuate dalla giunta, che secondo il Pd interesserebbero fondi destinati ad altri ambiti, tra cui sviluppo rurale, programmazione europea, formazione professionale ed energia.

Ancora più severa la posizione espressa dai banchi della minoranza attraverso Andrea Orlando: «C'è un buco che è stato negato e che oggi riemerge in tutta la sua evidenza», è stata la denuncia. Per l'opposizione, il problema sarebbe strutturale e rischierebbe di erodere progressivamente le riserve regionali. «La verità emerge: dopo un anno e mezzo di nascondino emerge in tutta la sua evidenza il fatto che il buco esiste e che le misure adottate fin qui sono non solo miopi e prive di prospettiva, ma anche largamente insufficienti», hanno sottolineato i gruppi di minoranza. Le critiche investono anche la riforma della sanità ligure e il possibile rischio di commissariamento evocato da alcune forze di opposizione. 

Il confronto resta quindi aperto e restituisce due narrazioni profondamente diverse della stessa operazione finanziaria. Per la maggioranza, si tratta di una scelta responsabile che consente di destinare 120 milioni di euro in più alla sanità senza tagliare altri servizi. Per le opposizioni, invece, il provvedimento rappresenta la presa d'atto di un disavanzo sanitario ormai conclamato, coperto attraverso una variazione di bilancio destinata ad avere conseguenze sulle future disponibilità finanziarie della Regione. Lo scontro politico è destinato a proseguire, mentre sul tavolo resta la sfida più delicata: garantire la sostenibilità del sistema sanitario ligure senza ridurre la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

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