Si presta a molteplici letture il risultato elettorale di Taggia che va al di la della semplice constatazione della vittoria di Vincenzo Genduso. Il sindaco uscente ha vinto si, ma con il 36,2% contro il 49,56% ottenuto nel 2007. Ovviamente a quella percentuale bisogna sottrarre quella intercettata dal gruppo Alberghi che, per buona parte della lista, comprendeva una porzione importante dell'Amministrazione Genduso con suoi ex assessori e consiglieri di maggioranza.
Il calcolo non può essere matematico, e non può comprendere per intero il 26,8 totalizzato dall'ex assessore ai lavori pubblici, ma è facile stimare che il Genduso 1 sia nel complesso stato promosso dalla cittadinanza. Insomma Genduso ha lottato con le unghie per cercare di arginare le perdite e alla fine ce l'ha fatta per poco meno di 300 voti su un Mauro Albanese dato, negli ultimi giorni, in crescita nell'apprezzamento popolare.
Analisi diversa è quella non amministrativa ma politica, con un centrodestra ed un Pdl in particolare che, alla pari di quanto fatto dal Pd alle primarie di Genova, ha attuato un vero suicidio. Sarebbe infatti bastato che Alberghi o Albanese avessero fatto un passio indietro, unendo le forze, e la vittoria sarebbe stata sicura. Anche in questo caso non è diretta la somma del 26,8% di Alberghi e del 32,1 di Albanese ma poco sarebbe cambiato. Un mancato accordo avvenuto, curiosamente, proprio nella città dove poche settimane prima si era svolto il congresso provinciale del Pdl.
Per quel che riguarda altri partiti si prospetta una resa dei conti, a livello regionale, nell'Italia dei Valori anche lei protagonista dello strappo con Genduso. L'assessore uscente Mimmo Garofalo, infatti, ha scelto di correre con Alberghi, contando anche del sostegno del segretario politico provinciale ed assessore regionale Gabriele Cascino. Tutto questo non sarebbe piaciuto al presidente della Regione Claudio Burlando che invece sosteneva Genduso. Insomma qualche ripercussione per questa decisione, peraltro perdente, potrebbe ripercuotersi anche a livello regionale.
In un momento di antipolitica, in cui la gente è meno attratta da questo mondo, sono da sottolineare positivamente i risultati di due new entry giovani come Luca Napoli e Mirko Pratticò che, entrambi nella lista di Genduso, hanno raccolto molti voti.
Da rilevare infine il 4,5% ottenuto da Angelo Tatoni, a capo della lista pro Arma Taggia, che oltre a ricevere consensi per l'idea sul nome del Comune, ha anche rappresentato il voto di protesta. Una realtà quindi ben presente anche a livello locale.














