Nuovo sopralluogo stamani dei tecnici del Comune insieme all'assessore Umberto Bellini nella palazzina evacuata di via Margotti, nel quartiere Baragallo a Sanremo.
Ingegneri e geologi si sono confrontati sulle cause che hanno aggravato l'instabilità del palazzo al civico 76 pieno di crepe e per questo dichiarato inagibile lo scorso 14 aprile. Un'instabilità già nota e segnalata decine di anni fa e probabilmente dovuta al movimento del terreno intorno allo stabile causato dall'umidità e dalla acque piovane con conseguenti avvallamenti e infiltrazioni. Ad attendere i tecnici questa mattina c'erano anche gli abitanti dello stabile, attualmente ospitati da parenti, amici e alcuni a Casa Serena, giunti sul posto per poter accedere nelle loro abitazioni e prendere oggetti o documenti lasciati dal giorno dell'evacuazione.
“Sulla base delle indagini fatte, i tecnici, redirigeranno una perizia definitiva che terrà conto di quanto visto e dirà quali interventi fare per mettere in sicurezza il palazzo – ha commentato l'assessore comunale alla Protezione Civile Umberto Bellini - Come Protezione Civile settimana prossima faremo una riunione con l'Ing. Sacco, l'Ing. Burlando e geologi per valutare, se non ci sono rischi imminenti di crollo, l'idea di far rientrare al più presto queste persone nelle loro abitazioni. Sulla base di quanto emerso – ha aggiunto Bellini - i lavori di consolidamento potrebbero essere effettuati con gli abitanti dentro e potrebbero avere una durata di 2 o 3 mesi”.
In attesa di sapere come e quando potranno iniziare i lavori, intanto gli abitanti, quasi una ventina, continuano a fare i conti con i disagi quotidiani da 'evacuati'. Una situazione delicata: molti di loro sono proprietari delle abitazioni e non hanno più intenzione di tornare in un palazzo a rischio mentre per alcuni diventa impossibile vendere la casa. “Abito qui da 8 anni – racconta un'anziana signora – ora abito da mia cognata a Molini di Triora ma sono lontana dalla città e spero di trovare una sistemazione alternativa. Avevamo speso molti soldi per rimettere a posto la casa, poi come altri mi sono accorta che c'erano delle crepe nei muri, non riuscivamo neanche a chiudere bene la finestra. Oggi sono qui per portare via alcune cose, speriamo che il Comune faccia qualcosa al più presto”.









































