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Attualità | 27 aprile 2012, 11:24

Sanremo: palazzina evacuata in via Margotti. Umberto Bellini “Valuteremo se far rientrare le persone nelle abitazioni”

Dopo la relazione che verrà redatta dai tecnici, si valuterà l'ipotesi di poter effettuare i lavori di consolidamento consentendo allo stesso tempo il rientro delle famiglie nelle loro abitazioni

Il sopralluogo di questa mattina

Il sopralluogo di questa mattina

Nuovo sopralluogo stamani dei tecnici del Comune insieme all'assessore Umberto Bellini nella palazzina evacuata di via Margotti, nel quartiere Baragallo a Sanremo. 

Ingegneri e geologi si sono confrontati sulle cause che hanno aggravato l'instabilità del palazzo al civico 76 pieno di crepe e per questo dichiarato inagibile lo scorso 14 aprile. Un'instabilità già nota e segnalata decine di anni fa e probabilmente dovuta al movimento del terreno intorno allo stabile causato dall'umidità e dalla acque piovane con conseguenti avvallamenti e infiltrazioni. Ad attendere i tecnici questa mattina c'erano anche gli abitanti dello stabile, attualmente ospitati da parenti, amici e alcuni a Casa Serena, giunti sul posto per poter accedere nelle loro abitazioni e prendere oggetti o documenti lasciati dal giorno dell'evacuazione.

Sulla base delle indagini fatte, i tecnici, redirigeranno una perizia definitiva che terrà conto di quanto visto e dirà quali interventi fare per mettere in sicurezza il palazzo – ha commentato l'assessore comunale alla Protezione Civile Umberto Bellini - Come Protezione Civile settimana prossima faremo una riunione con l'Ing. Sacco, l'Ing. Burlando e geologi per valutare, se non ci sono rischi imminenti di crollo, l'idea di far rientrare al più presto queste persone nelle loro abitazioni. Sulla base di quanto emerso – ha aggiunto Bellini - i lavori di consolidamento potrebbero essere effettuati con gli abitanti dentro e potrebbero avere una durata di 2 o 3 mesi”.

In attesa di sapere come e quando potranno iniziare i lavori, intanto gli abitanti, quasi una ventina, continuano a fare i conti con i disagi quotidiani da 'evacuati'. Una situazione delicata: molti di loro sono proprietari delle abitazioni e non hanno più intenzione di tornare in un palazzo a rischio mentre per alcuni diventa impossibile vendere la casa. “Abito qui da 8 anni – racconta un'anziana signora – ora abito da mia cognata a Molini di Triora ma sono lontana dalla città e spero di trovare una sistemazione alternativa. Avevamo speso molti soldi per rimettere a posto la casa, poi come altri mi sono accorta che c'erano delle crepe nei muri, non riuscivamo neanche a chiudere bene la finestra. Oggi sono qui per portare via alcune cose, speriamo che il Comune faccia qualcosa al più presto”.

 

Silvia Iuliano

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