Lo Spazio Vuoto di Imperia chiude la sua seconda stagione teatrale, contraddistinta da un successo strepitoso (se possibile ancor più grande dello scorso anno), sabato alle 21.15, con lo spettacolo a ingresso libero, previa prenotazione, “Prigionierodimestesso” con Salvatore Rancatore per la regia di Matteo Tarasco. Spettacolo a ingresso libero.
“Vorrei tanto trovare una via d’uscita dalla mia vita d’isolamento, da comportamenti decadenti nei quali mi barrico, non vivo che frustrazioni giorno dopo giorno senza speranza è come essere sepolti vivi, la mia solitudine è come un proliferante grumo dell’anima… Il mondo, visto dalla prospettiva di un autistico, è come una nave che affonda e inventa assurdità per non accorgersene, io sono il primo ufficiale di questa nave e la mia assurdità ha una vera grandezza da emarginato auto inventata".
Questi versi che ricordano Shakespeare, Artaud, Rimbaud appartengono a Birger Sellin, ragazzo autistico non guarito che comunica solo attraverso il computer. “Prigioniero di me stesso” è una raccolta di testi, un insieme di comunicazioni personali e familiari, poesie, lettere e riflessioni che rappresentano per questo ragazzo l’unica forma di espressione dal carcere del proprio io. Non, quindi, il balbettio di un folle che non ne vuole sapere dei suoi simili, ma una richiesta di aiuto urlata da un mondo oscuro e incomprensibile; testi che prorompono da una profonda disperazione, foschi, misteriosi, carichi di solitudine, scritti in un linguaggio estremamente compatto, e a tratti ironico. “Prigioniero di me stesso” non vuole essere uno spettacolo, ma un luogo dell’anima, un veicolo attraverso il quale in molti potranno avere per la prima volta qualche notizia dall’intimo dei soggetti autistici, da un mondo dove la solitudine supera i confini della nostra immaginazione.
Noi vogliamo creare una scatola dei sogni per tutte quelle persone che si sentono imprigionate nell’impossibilità di essere come realmente vorrebbero essere (Matteo Tarasco).

















