Dopo il punteruolo rosso delle palme e la processionaria dei pini, un altro parassita colpisce la vegetazione sanremese. Si tratta del cinipede, un piccolo insetto nero originario dalla Cina che sta causando gravi danni alle coltivazioni di castagno da frutto.
Proprio questo nuova emergenza sarà oggetto di un convegno promosso dall'Assessorato al Parco Naturale del Comune di Sanremo e dalla Regione Liguria in programma il 10 marzo al Palafiori di Sanremo dalle ore 9. L'iniziativa è stata presentata questa mattina in comune alla presenza dell'assessore al Parco Naturale San Romolo-Monte Bignone Umberto Bellini, il resp. del Servizio Beni Ambientali del Comune di Sanremo dott. Claudio Littardi e il dott. Marcello Storace, dirigente Servizio Fitosanitario Regione Liguria.
“Le castagne non stanno morendo – tranquillizza il dott. Storace – abbiamo solo un problema di produzione proprio perché questo parassita provoca la formazione di galle su germogli e foglie, impedendo la formazione del riccio delle castagne. Questo insetto è stato importato negli anni scorsi con la movimentazione di materiale vivaistico dall'Oriente – ha aggiunto - Noi siamo stati la porta di ingresso di questa epidemia per tutta l'Europa.”
L'emergenza sembrerebbe essere contenuta. Nel corso del convegno verranno infatti presentate le iniziative dei due enti per contrastare l'emergenza cinipede, in particolare gli ottimi risultati ottenuti con la lotta di tipo biologico con uno specifico parassitoide, l'imenottero Torymus sinesis Kamijo, che, avrebbe trovato il proprio insediamento in Liguria favorendone così la moltiplicazione.
“Sabato si terrà questo convegno molto interessante su questo nuovo parassita che aggredisce le nostre piante ed è un pericolo per l'ecosistema del nostro Parco – ha aggiunto l'assessore Bellini - Questa amministrazione intende valorizzare il verde di Sanremo. Siamo in fase di rinnovo della convenzione e a chi si aggiudicherà l'appalto per la gestione del parco urbano chiederemo di intervenire in maniera efficace contro queste aggressioni alla natura”.



















