L'aula magna del Liceo Scientifico Vieussex non riusciva più a contenere le centinaia di persone che sono accorse questo pomeriggio per ascoltare le parole di Don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera” associazione che promuove iniziative culturali contro la criminalità organizzata e mafia. Tra i presenti oltre i tantissimi studenti anche genitori, rappresentanti delle istituzioni e delle forze di Polizia. L'intervento del prete antimafia è stato preceduto da alcuni filmati e domande degli studenti dei licei della città. Da segnalare la quasi mancanza degli esponenti ecclesiastici in sala, era presente soltanto un prete di una parrocchia di Porto Maurizio. Matteo Lupi referente di “Libera” per la provincia di Imperia ha ricordato lo spiacevole episodio accaduto nei giorni a Genova dove Don Ciotti non ha potuto presenziare ad un incontro con gli studenti in quanto il preside dell'istituto ha ritenuto la presenza di Don Ciotti e della sua scorta potenzialmente pericolosa per gli studenti. Don Ciotti ha iniziato il suo discorso ricordando ai presenti in sala la giornata dedicata all'impegno che si svolgerà il prossimo 17 marzo a Genova alla quale parteciperanno anche i famigliari delle vittime della mafia.
“Quello che ispira la mia vita – ha detto Don Ciotti – è il vangelo e la costituzione. Credo che solo in Italia si possa avere un fenomeno come la mafia da oltre 150 anni. Voglio ricordare il generoso impegno delle forze di Polizia che lavorano in silenzio affrontando molte volte sacrifici allontanandosi da casa. Se la politica e la democrazia è pavida – prosegue Don Ciotti – le mafie sono forti. In “Libera” ci sono anziani, studenti, valdesi, sindacati di polizia, l'anpi insomma un'Italia che si è riunita per combattere contro le mafie. Non voglio essere chiamato eroe e non lo dico solo io ma lo dicono anche i famigliari delle vittime della mafia che chiedono che sia ricordato il nome del loro caro.
La mafia si sta rigenerando, stanno reclutando nuovi giovani che non sono collegati a clan e che non fanno parte di famiglie mafiose. L'Ecomafia è una realtà presente e forte che sta crescendo sempre più. Le mafie devono per forza chiedere l'aiuto ai notai, ai commercialisti, agli avvocati che si prestano dietro compenso nell'aiutarli per commettere atti illeciti. Chiedo agli ordini di questi professionisti di sottoscrivere una sorta di etica della professione. La forza delle mafie non sta al loro interno ma al di fuori. Io parlo di mafia in quanto organizzazione criminale che si appoggia direttamente o indirettamente alla politica. Dunque io dico a voi ragazzi di impegnarvi nella politica per far si che quello che è accaduto sino ad oggi non capiti mai più.
Credo che alla cattiva politica non si risponda con la fuga dalle responsabilità o con l'anti-politica. Ci vuole un maggiore impegno. Avete anche evidenziato anche il problema, la piaga, del gioco d'azzardo che purtroppo anche questo settore è molto spesso sotto il controllo delle mafie. Il gioco d'azzardo molto spesso sfocia in debiti e conseguentemente nell'usura. Si tratta di una patologia grave che rovina le famiglie che porta a tentativi di suicidio e a volte a suicidi. In Italia negli ultimi 10 anni - conclude- è raddoppiato l'uso degli antidepressivi e questo credo sia un dato molto preoccupante e sintomatico della situazione. Ragazzi voglio che voi facciate delle diversità che ci caratterizzano una ricchezza e non come accade molto spesso un'avversità. Purtroppo in alcuni luoghi d'Italia si respira ancora un vento razzista”.



































