Un nostro lettore, Fabio M., ci ha scritto per dire la sua su evasione fiscale e prostituzione:
"Leggo da mesi del millantato giro di vite contro gli evasori fiscali, ben contento che finalmente si cerchi di colpire i soliti furbi, mi chiedevo però se le operazioni poste in essere in questi giorni a Cortina dalla GdF, non fosse un modo per distogliere i media da fatti più importanti e più scottanti, infatti, se è vero che, alcuni esercizi hanno incrementato i propri fatturati del 300/400% durante i giorni dei controlli, mi fa pensare che gli organi preposti non abbiano mai adempiuto regolarmente ai propri doveri, infatti, dopo un tour sul campo si sono rilevate importanti irregolarità. Proprio in virtù di questo importante giro di vite che si vuol dare contro gli evasori, mi chiedo: ma anche la prostituzione rientra nel campo d’azione del predetto giro di vite? Infatti, secondo autorevoli quotidiani, parrebbe che la prostituzione, sia l’unica 'azienda' a non risentire della crisi, creando un giro d’affari per svariati miliardi di euro l’anno, a tal proposito, sfogliando gli annunci su giornali locali, si leggono di numerosissime escort o massaggiatrici che offrono i loro servigi a Imperia, Diano Marina e Sanremo, ora, se la legge 75 del 1958 nota come 'Legge Merlin', inasprita poi dal DDL Carafagna vietano la prostituzione, come mai sono presenti tanti annunci inequivocabili? Appare chiaro che la pratica sia tollerata dalle forze dell’ordine, altrimenti non sarebbero presenti prostitute in questa quantità sul territorio, inoltre, non si tratterebbe certo di dover fare importanti indagini impegnando le scarse risorse dei forze dell’ordine, ma basterebbe solamente sfogliare qualche quotidiano per debellare questo reato, che implicitamente ha alle spalle importanti organizzazioni mafiose o magari, visto l’alto numero di operatrici, e la leggerezza con cui vengono tollerate, non sarebbe meglio legalizzare tale pratica, che esiste dalla notte dei tempi e utilizzare i proventi delle tasse per aiutare i nostri anziani i quali, dopo una vita di lavoro percepiscono una pensione da fame che non permette loro di arrivare a fine mese, con il duplice risultato di limitare un forte introito delle svariate associazioni mafiose che operano in tale campo?"
















