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Politica | 07 dicembre 2011, 01:06

Imperia: caso Seris, Ranise "Se avessimo appigli giuridici proseguiremmo con il servizio pubblico". Strescino "Non ci sono alternative"

L'assessore ai servizi sociali Antonello Ranise interviene in merito al caso della refezione scolastica nel Comune di Imperia. "Non partiamo da posizioni preconcette ma ragioniamo insieme" ha detto. "Dove è l'asso nella manica che avrebbe avuto l'opposizione ?" ha aggiunto il sindaco.

L'assessore Antonello Ranise

L'assessore Antonello Ranise

Al termine dei vari interventi di maggioranza ed opposizione, che hanno animato il consiglio comunale di Imperia, l'assessore ai servizi sociali Antonello Ranise è intervenuto sulla questione relativa alla possibile privatizzazione del servizio di refezione scolastica, ora affidata alla società pubblica Seris. "E' interessante l'idea proposta dal consigliere Fossati, relativa al possibile scorporo delle derrate alimentari, è un aspetto su cui dovremo ragionarci sopra - ha detto - Il discorso se sia meglio il pubblico o privato non esiste, perchè l'improtante sono solo i risultati e la qualità. In merito ai costi, invece, quelli della Seris sono diminuiti ultimamente pur mantenendo la qualità".

"Ma se avessimo appigli di tipo giuridico, secondo voi, noi non proseguiremmo volentieri con una società che sta andando avanti bene ? Siamo disposti a parlarne in commissione. Sul mantenimento della piena operatività di tutte le cucine non sono d'accordo, perchè questo non è possibile in una situazione di carenza funzionale di tutte le 17 che lavoravano prima, pur essendo queste a norma. Nel capitolato di gara - ha concluso - si può inserire nel controllo una rappresentanza sia dei genitori sia del consiglio comunale. Non partiamo da posizioni preconcette ma ragioniamo insieme". 

"Sui princìpi possiamo essere tutti d'accordo - è intervenuto il sindaco Paolo Strescino - ma nella delibera proposta dalla minoranza mancano i richiami normativi. Dove è l'asso nella manica che avrebbe avuto l'opposizione ? Oggi abbiamo discusso di una scelta che l'Amministrazione ha dovuto fare, non che ha voluto fare. Una strada alternativa ad oggi non c'è. Da parte mia c'è un'apertura, ma su un quadro normativo chiaro".

Federico Marchi

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