Una nostra lettrice, Ambra Gaetani, ci ha scritto dopo aver letto qualche e-mail inerente gli animali inviata alla nostra redazione:
“Premetto che sarà uno scritto crudo, che mostra i fatti così come sono, facendovi calare nei panni degli interessati. Premetto anche che molti mi giudicheranno esagerata per come la penso, ma a me non importa la benevolenza degli umani quando ho quella degli animali che vale molto di più. Gli animali non rubano, gli animali non truffano, non insultano, non inquinano. Una volta addirittura tra gli animali non c'era povertà e ricchezza. Siamo stati noi, umani, a cambiare le loro vite. Alcuni li abbiamo presi e li abbiamo uccisi, non importa se per divertimento, per la ricerca (vivisezione) o se per mangiare, resta il fatto che sono morti per futili cause. Sì, futili, come riempire il nostro stomaco per capriccio, il pane, la verdura, la frutta, i formaggi a quanto pare non bastano per sentirsi con la panza bella piena. Eh già, ci vorrebbe proprio un bel filetto di vitello strappato alla vacca in tenera età. Sì, in tenera età perché è più gradevole da mangiare. Pensate se qualcuno vi strappa dalle braccia il vostro bimbo di 2 anni, lo taglia a pezzi e lo rivende pubblicizzandolo con un bel cartello a forma di stella che urla ‘filetto di bambino’. Un altro motivo futile, se non dannoso è la ricerca e su questa cosa sono sicura che mi prenderete a sassate appena mi vedrete per strada, quindi vi avviso subito: non pensiamola individualmente, perché se una persona a me cara stesse per morire è ovvio che ringrazierei la ricerca. Pensiamola globalmente. Fino ad un secolo fa la gente moriva per cause che al giorno d'oggi fanno ridere. Mentre ai giorni nostri sopravviviamo più del dovuto creando un sovraffollamento innaturale, inquinando. No, non è colpa dell'industrializzazione. Perché se fossimo almeno la metà, la produzione sarebbe anch'essa la metà permettendo di creare scorte per il futuro ed a sostegno delle popolazioni più povere, i rifiuti sarebbero anch'essi la metà permettendoci di non inquinare in modo gravemente dannoso. Se fossimo di meno non esisterebbe diversità economica fra di noi. Una volta eravamo di meno, ed il più povero era il contadino che però aveva una casa ed un campo da coltivare per mantenersi in vita e se c'era bisogno di carne, perché gli animali d'allevamento erano cari da mantenere, c'era la caccia che, mentre una volta contribuiva a mantenere basso il sovraffollamento dei branchi (il troppo stroppia in ogni dove), al giorno d'oggi sta contribuendo all'estinzione di molte specie animali (ad esempio una cosa che ci tocca da vicino è l'estinzione dei lupi in liguria). È pur vero che sono esistiti dittatori e tiranni a creare questa diversità economica mangiando ciò che era di tutti, ma ancora una volta, sono stati creati dalla psiche umana, non dalla natura. Noi non siamo nati così marci. Tornando al discorso di prima, alcuni di questi animali li abbandoniamo quando siamo l'unica loro ragione di vita. Li sbattiamo nei canili, li abbandoniamo sull'autostrada o nei boschi quando non sanno neanche procurarsi cibo autonomamente e, strano ma vero, quando alcuni di loro finiscono in queste orribili situazioni, altri vivono in case confortevoli e mangiano cibo caldo ogni sera (il mio Charlie ne è un esempio), creando così questo dislivello di povertà e ricchezza che prima almeno fra di loro non esisteva. Spegnete la radio ed il pc, prendetevi un momento per voi stessi, chiudete la porta e meditate. Meditate su quanto male facciamo”.














