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Attualità | 03 novembre 2011, 17:04

Imperia: la CIA abbandona il tavolo delle trattative sui prezzi delle olive DOP

Imperia: la CIA abbandona il tavolo delle trattative sui prezzi delle olive DOP

I rappresentanti della Confederazione Italiana Agricoltori hanno polemicamente abbandonato il tavolo delle trattative indetto per stabilire il prezzo delle olive DOP. Alla riunione, indetta all’interno del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela della DOP Riviera Ligure, sono apparse inaccettabili le proposte avanzate da frantoiani e imbottigliatori, proposte, peraltro, incomprensibilmente condivise anche dai rappresentanti della Coldiretti in seno al cda del Consorzio.

Come è noto, tempo addietro, la C.I.A. aveva sollecitato una urgente riunione del cda del Consorzio in quanto l’anticipo delle operazioni di raccolta imponeva di accelerare la definizione del patto di filiera. Secondo la CIA la stagione in corso si caratterizza per quantitativi di prodotto non ingenti e per alte caratteristiche qualitative della produzione, condizioni queste che giustificano un prezzo delle olive più alto di quello dell’ultimo biennio e in grado di ripagare, almeno in parte, le aziende agricole degli investimenti e dei costi sostenuti.

Per queste ragioni i rappresentanti della C.I.A. hanno insistito nella richiesta di un prezzo che tenesse conto delle condizioni oggettive legate al rapporto tra domanda e offerta, delle caratteristiche del prodotto e anche dell’aggravio dei costi di produzione che di anno in anno colpisce le aziende olivicole.

Tali condizioni giustificano ampiamente un prezzo in grado di assestarsi attorno ai 19 – 20 euro a misura che, dopotutto, è il prezzo di filiera stabilito per le olive DOP già quattro anni fa. Come risposta hanno avuto una ferma e ingiustificata posizione volta a mantenere il prezzo a 16 € a misura, quotazione questa che non può essere in alcun modo accettata perché avulsa da ogni considerazione di carattere economico e negoziale.

Nella prossima riunione, che si terrà martedì 8 Novembre sempre presso il Consorzio, verranno nuovamente riproposte le ragioni che la C.I.A. rivendica come le più eque e correttamente ridistributive degli interessi economici di tutti gli operatori della filiera olivicola, sia per la salvaguardia dei diversi livelli reddituali che per il mantenimento e lo sviluppo del territorio.

Stefano Michero

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