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Al Direttore | 30 settembre 2011, 18:42

Bordighera: sanità al Saint Charles, il locale PD risponde a Claudio Muratore

Bordighera: sanità al Saint Charles, il locale PD risponde a Claudio Muratore

Il PD di Bordighera ci ha scritto per rispondere ad una mail inviataci da Claudio Muratore:

"Cominciamo con il rassicurarlo sulla nostra posizione in merito alla delibera regionale citata: noi le delibere le leggiamo, non ci limitiamo a citarle. Leggendola troverà tutte le spiegazioni del caso, scoprirà che gli stanziamenti a copertura delle fughe - perché di questo si tratta, non di elargizioni discrezionali - sono obbligatori. E se gli spezzini 'fuggono' verso la vicina Toscana, è solo perché in quella regione hanno anticipato la riqualificazione sanitaria molti anni fa, realizzando modelli d'eccellenza, gli stessi proposti a queste latitudini, contro i quali avete manifestato; e adesso quel modello funziona addirittura da riferimento per i prossimi costi standard. Come vede nessun favoritismo di sorta, solo ritardo nella riqualificazione della sanità ligure: ritardo che dobbiamo colmare in fretta, da Spezia a Ventimiglia, migliorando l'offerta e riducendo fughe e i costi correlati; oltre che le polemiche sterili e pretestuose. Le spiegazioni sulla quota capitaria le conosce meglio di noi, derivano dal metodo di calcolo pesato sulle strutture esistenti (quando ci ricoverano a Genova, nelle strutture specializzate, un pezzetto della loro quota capitaria lo utilizziamo noi ), oltre che sulla popolazione, divisa per classi d'età: possiamo fare dietrologia, ma si tratterebbe di un esercizio sterile. Meglio guardare al futuro, prepararci con strutture efficienti all'appuntamento con i 'costi standard' che finanzieranno il futuro sistema sanitario federale, mandando in pensione le tanto inique quote capitarie; peraltro notizie di questi giorni, da fonti governative, parlano di un anticipo nell'applicazione, motivo ulteriore per accellerare la riqualificazione. Chiedere infine un ulteriore incremento di costi all'ASL, pretendendo costi d'affitto dove adesso non è necessario, ovvero la struttura ospedaliera di Bordighera, è masochistico e controproducente: aggravare ulteriormente i costi d'esercizio determinerebbe una riduzione delle prestazioni, nella migliore delle ipotesi; la peggiore preferiamo non ipotizzarla neppure. Sull'opportunismo dei medici che hanno sottoscritto il piano di riqualificazione, la rimandiamo alla puntualizzazione della direzione dell'ASL, diffusa ieri. Un'ultima considerazione è però necessaria: nessuno di noi rinuncerebbe volentieri alla comodità di un ospedale completo di tutte le specialità e di un servizio d'emergenza moderno, tecnologicamente attrezzati, con medici e infermieri preparati; possibilmente vicino a casa. Ci piacerebbero medici di famiglia sempre disponibili, magari associati per coprire il servizio h24, vorremmo una prevenzione adeguata e un'assistenza domiciliare al passo con i tempi. Naturalmente anche strutture per la lungodegenza e gli hospice. Ma siccome nessuno serve pasti gratis, ci chiediamo chi paga il conto, sopratutto in un periodo di recessione economica, con un Governo che taglia i fondi disponibili ogni giorno, ribaltando l'onere dell'applicazione ai territori. Siamo certi che il rappresentante del 'Comitato' ha una risposta pronta a questa domanda, fatta di numeri precisi, tutti al loro posto, non generiche affermazioni di principio: attendiamo che finalmente estragga dal cilindro il coniglio, un bel bilancio che contrappone costi e finanziamenti, dicendo chiaramente chi paga il conto dell'Ospedale dei desideri.E' evidente che anche la diversa ripartizione della quota capitaria non sarebbe sufficiente. Altrimenti è solo un bel libro dei sogni, utile a inebetire le persone facendo leva sulla paura. La nostra proposta di riqualificazione è pubblica, fatta di numeri, costi e finanziamenti, oltre che di recupero d'efficienza e razionalizzazione delle risorse impegate; quella del rappresentante del 'Comitato' l'attendiamo: ma fate presto, perché non c'è più tempo per le chiacchiere".

Carlo Alessi

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