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Politica | 03 settembre 2011, 07:40

Diano Marina: il no del PRC al parcheggio sull'Incompiuta

Diano Marina: il no del PRC al parcheggio sull'Incompiuta

Con quale coraggio “Vivi Diano”, più o meno camuffato da associazione, si presenta a difensore del territorio? Ci pare poi strano che una associazione appena nata, che tenta di spacciarsi per “apolitica” (ma occuparsi del territorio non è forse una attività politica?), veda tra le sue fila strenui sostenitori della quasi omonima lista “Viva Diano” che amministra la città di Diano Marina. Ora proprio questa amministrazione, con la creazione di un parcheggio di oltre 100 posti per 400 metri di lunghezza sulla strada a mare tra Diano e Imperia (la cosiddetta “incompiuta”) e in futuro, come da programma elettorale della lista vincente Viva Diano, con la realizzazione dello sciagurato ampliamento del porto turistico a danno delle spiagge e di vasti fondali marini di Posidonia, dimostra un completo disinteresse nei confronti di Capo Berta, classificato Sito di Interesse Comunitario (SIC).

A fronte di ciò il Circolo di Rifondazione Comunista del Dianese ha richiesto l’opinione del prof. Alberto Gabrielli, responsabile provinciale del partito per l'ambiente e il territorio, già membro del CTU regionale. «Non ci sono parole per commentare la decisione di trasformare la passeggiata da Diano Marina ad Imperia in un parcheggio. Non ci sono parole anche perché, d’ora in poi, non saranno più le onde sulla scogliera a coprire le parole di chi la percorre, ma i decibel dei motori fino ad oggi esclusi. La passeggiata (pedonale, ciclabile, pattinabile) che consente a residenti e turisti di muoversi fra Diano Marina ed Imperia nel silenzio blu, azzurro e verde di un’atmosfera priva di particolati, Idrocarburi Policiclici Aromatici (i ben noti IPA), ossidi di azoto, ecc. ecc. … è una delle poche carte rimaste da giocare a favore del turismo ed una delle poche cose di cui vantarsi in un Comune come Diano Marina che ancora scarica le fogne in mare.

Ma a parte l’utilizzo ludico ricreativo, a parte il turismo, a parte il senso estetico, emergono aspetti ambientali seri che le direttive UE hanno cercato di tutelare per evitare la definitiva perdita di un tessuto ambientale già ipercompromesso in tutta la Liguria. La strada Angelo Silvio Novaro (triste, anche se usuale, chiamarla “incompiuta”: evoca il malcostume di iniziare interventi costosi privi di strategia e dannosi che non dovrebbero neppure essere avviati, quantomeno con quella invasività e pesantezza) scorre a contatto con il SIC marino n° 1 - Fondali di Capo Berta, - Diano Marina - Capo Mimosa facente parte, come tutti i Siti di Interesse Comunitario, della Rete Natura e sottoposti a specifica normativa Europea, Nazionale e Regionale di protezione e salvaguardia che si estende alla fascia costiera direttamente tributaria. Già oggi questo importantissimo SIC marino è costretto a sopportare un pesante scarico fognario; ma si tratta di un impatto destinato a scomparire, con la prossima operatività del Depuratore di Imperia (unico Capoluogo di Provincia a non esserne ancora dotato). L’inizio dell’occupazione da parte delle auto è invece il prodromo ad una disastrosa e irreversibile devastazione cui non si potrà mettere riparo, che proseguirà invadendo tutto il percorso, trasformandolo di fatto in una strada a grande percorrenza, e cancellando per sempre anche questa oasi. Oltre che la stretta linea costiera a diretto contatto con il SIC marino, assume grande rilievo ambientale tutto il territorio retrostante delle pendici di Capo Berta, non solo in sé, ma, soprattutto per il ruolo di corridoio ecologico che riveste (uno dei pochissimi di tutto l’arcobaleno ligure a resistere).

Non per nulla l’intero tracciato della Strada Angelo Silvio Novaro e le pendici di Capo Berta ricadono nell’oggetto della Variante di salvaguardia del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP) relativa alla fascia Costiera di cui alla DGR n. 940 del 10 luglio 2009, che introduce il regime normativo di conservazione (CE) al posto del preesistente regime di mantenimento (MA) assai meno tutelante. Tale variante è stata introdotta al preciso scopo di arrestare la progressiva saturazione edilizia ed infrastrutturale dell’intera fascia costiera, imponendo nei limitati tratti non ancora eccessivamente compromessi un regime di maggiore severità e salvaguardia. Si tratta, insomma, di un ennesimo intervento di frammentazione degli habitat e di annientamento dei corridoi ecologici che li connettono e che gli Stati membri dell'Unione Europea sono tenuti a salvaguardare per preservare la biodiversità del continente, come si precisa nelle direttive Europee; la frammentazione degli habitat, - si precisa ancora - , è una delle più gravi minacce alla biodiversità, tanto da costituire una delle cause dell’elevato tasso di estinzione delle specie a livello globale: in sintesi rappresenta il processo attraverso cui un’area naturale viene suddivisa in frammenti distaccati, via via sempre più piccoli e isolati tra loro.

Questa tendenza influisce negativamente sulla struttura e sulla dinamica di determinate popolazioni e specie sensibili, animali e vegetali, perché riduce o elimina la loro possibilità di sopravvivenza restringendone l'area minima vitale... » Non si dica che il parcheggio in via Novaro è precario (come tanti edifici “precari” divenuti ville sulle pendici di Capo Berta grazie a qualche provvidenziale condono), o che si tratta di un provvedimento temporaneo e straordinario per far fronte ad eccezionali massi di turisti (come di certo succederà nell’anno di grazia 2177 quando Diano Marina festeggerà il suo primo millennio di esistenza comunale), perché alle favole ormai non ci crede più nessuno. Ricordiamo ancora una volta che il circolo Dianese del Partito della Rifondazione è sempre stato in prima linea per difendere il litorale e le spiagge del golfo, sia da grandi e scellerati interventi come il porto voluto prima da Basso e ora dal suo alleato di governo Chiappori che dalle speculazioni edilizie, lavorando a favore non solo di tutti i dianesi ma anche dei turisti che ai dianesi portano soldi.  

C.S.

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