Renato Grinda interviene in merito alla chiusura da parte del comune della mensa dei poveri
"A proposito di quanto scrive Arduino voglio raccontarvi un triste episodio che mi capitò un paio d'anni fa che riguarda l'argomento in oggetto. Incontravo spesso un mio vecchio amico all'angolo di via Manzoni, ci si salutava e lui sorridendo mi parlava di musica, di quando eravamo giovani amanti del Jazz, di quando esisteva il teatro Alfano ecc... o di altre amenità ma quel giorno gli domandai del perchè tutti i giorni si trovava lì a quell'ora (le 11 e 30 ): mi rispose con malcelata vergogna e tanta dignità che stava aspettando l'apertura della mensa. Povero Arnaldo, mi si stringe il cuore ancora adesso che non c'e'più. Non voglio tediarvi con queste tristezze ma con la chiusura della mensa dei Poveri mi sono ricordato di quella triste occasione. Vorrei a questo punto fare una riflessione: che una città come Sanremo con un Casino' che impiega oltre 500 persone, con un Festival di risonanza mondiale non possa avere in cassa i soldi per sfamare quattro poveracci non è possibile, piuttosto elimino qualcosa di inutile, addirittura i fuochi di metà Agosto ma chiudere la porta in faccia a chi non può comprarsi di che sfamarsi non esiste proprio .Devo dire che, data l'età, qui a Sanremo ne ho viste di tutti i colori ma questo è il massimo".
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