"Si sta aprendo una fase storica in tutto l'Occidente e per noi è il momento di costruire un nuovo percorso. Il Pdl deve arrivare a un congresso costituente, cambiare nome e mettere insieme tutti coloro che si riconoscono nella tradizione cattolica, liberale, riformista". Ha detto Claudio Scajola, ex ministro dimissionario per la vicenda della casa in parte comprata dal costruttore Diego Anemone, in un'intervista al quotidiano Il Corriere della sera.
Scajola parla del futuro del suo partito rilanciando l'idea di "un grande partito dei moderati - spiega - può ridare coerenza politica a uno scenario frammentato da personalismi".
Inoltre, a proposito della crisi finanziaria italiana Scajola dice di aver apprezzato le parole di Romano Prodi, secondo il quale «nella tempesta non si cambia il pilota», quelle di Casini che rappresentano «un contributo ad affrontare una crisi difficile in un rapporto di collaborazione» e per certi versi anche quelle di Mario Monti anche se mette in guardia dal significato di quell'intervento: «Ho trovato alcune considerazioni di Monti condivisibili - dice l'ex ministro - ma ho la sensazione che oggi la politica, dagli Usa alle democrazie occidentali, sia in forte crisi...e questo attacco parossistico per indebolirla che arriva da caste meno visibili e meno trasparenti come i poteri economici, la magistratura, i sindacati o i giornali, nasconde altro».
Infine tra i provvedimenti necessari Scajola inserisce anche la «riforma elettorale, perchè la cosa preoccupante è il bassissimo livello di considerazione dell'opinione pubblica nel Parlamento, io non sono un grande fautore delle preferenze ma si deve ragionare. I cittadini deve essere messo in grado di poter scegliere».














