Un lettore interviene in merito al Casinò di Sanremo ed ai croupier
"Quando in Sanremo la categoria meglio retribuita e, più ambita da chi cerca un'occupazione, entra in sciopero, viene da chiedersi se nel sistema della Casa da gioco qualcosa forse non funziona. Il contrasto è per l'egoismo degli impiegati o per la crisi che attanaglia la casa da gioco che impone una riduzione dei costi di gestione?. Trattandosi di una struttura pubblica è bene che le controparti si confrontino pubblicamente spiegando ai cittadini le loro ragioni invece di usare il ricatto dello sciopero dove a rimetterci è una sola parte. Se non erro, da ciò che leggo dai giornali, i croupier pretendono una percentuale sugli introiti dei giochi on-line del Casinò. Oggi in Italia non riesco a capire in quale direzione volge il mondo del lavoro. Mi sembra che sia il primo caso in Italia dove un dipendente, oltre al proprio stipendio, pretenda una percentuale sui profitti dell'azienda per la quale lavora. Immaginate che un dipendente della FIAT oggi chieda all'azienda un'aumento di stipendio per l'acquisizioni delle azioni dellaChrisler. I croupier sono soci o impiegati?. Se sono impiegati si accontentino di percepire il loro già lauto stipendio senza ulteriore pretese, se invece vogliono essere soci della casa da gioco allora dovrebbero pretendere il solo stipendio mensile, accantonare le mance e, a fine anno, come ogni socio, parteciapare ai dividenti degli utili. Fatevi due conti cari signori, poi fateci sapere. Infine, perchè ricattare la già agonizzante casa da gioco con lo sciopero, quando sarebbe opportuno affidarsi ad una sentenza di un Giudice che avvalorasse le Vostre richieste? Temete, forse, di combattere ad armi pari?"
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