Un nostro lettore ci ha scritto per dire la sua sul turismo:
"Turismo questo sconosciuto. Movida (idioma che non mi risulta nella nostra lingua) questa rumorosa attività estiva che permette ai vacanzieri di sfogare lo stress accumulato in città, ma che rompe i timpani e disturba il giusto diritto al riposo di chi invece alla mattina si alza (magari alle 5) per andare a lavorare. Per non strumentalizzare preciso che sono un elettore del PDL, e dopo una certa ora, pur essendo del PDL e apprezzando lo sforzo per sollazzare il turista (che dopo la mezzanotte è rotondo come un cerchio fatto con un bicchiere), desidero dormire magari con le finestre scostate se fa caldo e con una musica al volume giusto di sottofondo, ma non con il casino. Ma poi siamo così sicuri che tutti i turisti siano d'accordo con la 'movida'? Secondo voi se io fossi un turista ma proprietario di un alloggio dove la 'movida' ha il suo centro di massima espressione con decibel tellurici, continuerei a essere così contento? Magari dopo aver calato 250.000 euro per l'alloggetto al mare (con mutuo post mortem) ritrovarsi con l'impressione di avere la gente in casa con le finestre chiuse. Perchè dico 'turisti da pumate'? Perchè una volta (e oggi più che mai) la linea di demarcazione tra il turismo di qualità e quello di quantità era dato dall'indicatore 'pan e pumata'. Per capirci: vogliamo diventare una perla del Mediterraneo come ricettività nautica di alto livello? Vogliamo quindi perseguire un target turistico di prestigio, quindi non di quantità? Dobbiamo allora dare un intrattenimento di classe, non la solita discotecata estiva all'aperto. Per capirci, anni addietro, i locali storici di culto per il turista estivo non erano molti e veniva offerta la possibilità di divertirsi in un determinato contesto. Oggi? Si passa da un locale all'altro e, come i topi attirati dal suono del pifferaio magico, si finisce sempre per frequentare il locale che tiene la musica più alta. E allora siccome la virtù sta nel mezzo, cerchiamo di non esagerare sopratutto con 'u pan e pumata'.

















