"Era l’ora del thé di Venerdì 18 febbraio e mi hanno ordinato dalla segreteria del Sindaco i mazzi di scena per la serata... avevano urgenza... Un’ora adatta al thè e a un caso che è il destino a fare degli scherzi... E un biscotto bretone fatto di burro mi è andato di traverso perché era l’attimo che stavo comprendendo che mi stavo cacciando ancora una volta in un guaio...
Mia madre che è più intelligente, e più sanremasca di me, ha detto gravemente
che il mio problema minore sarebbe stato quello di non essere pagata... a considerazione dell’invidia circostante... Se io stavo già elencando nella mia mente tutte le altre seccature eventuali più intense... dal mio cuore come ogni volta si levava lo stimolo di fare con passione l’unico lavoro che so fare.
Le tensioni per il mondo malvagio che mi circonda sono state presto annientate dalla voglia eccessiva di assemblare dei fiori per una qualsiasi ragione e di compiere tale impresa in poche ore... e senza preavvisi. Stavo immaginando gli steli, il loro disordine assolutamente naturale e lasciato al caso, i loro colori da assortire in una nuova composizione cromatica da poter stupire... da poter essere ammirata sul palco del Festival... Poi per farmi una risata ho mandato un messaggio al telefono di Gianni Morandi per avvisarlo dell’apparizione immediata per la serata a venire dei miei mazzi di fiori che a differenza degli altri che già aveva visto, non avrebbero contenuto ferri metallici, ne altre diavolerie e cose differenti... dall’essere dei fiori e delle fronde naturali e freschissime... e sarebbero stati liberi. Gli ho scritto che li avrei fatti enormi, adatti alle sue mani e più alti di lui.
Poi non ho fatto più caso a niente e sono andata oltre come sempre faccio ogni volta quando sto usando dei fiori... o quando sono sola con me. Avevo solo voglia di fare bella figura per quelle due ore in cui ho dovuto eseguire i mazzi, per me e per il Sindaco. Ho avuto poco tempo. Altri fiori per la serata di sabato, e già le persone mi dicevano che avevano gradito i miei mazzi enormi e senza regole. Erano un poco più grandi di quelli che faccio per i miei clienti, erano di scena e quindi vistosi per essere visti... erano come sempre li voglio fare io perché i fiori devono dare tante emozioni, altrimenti non hanno senso.
E poi... le volte che devo fare il mio lavoro non posso avere ordini, non c’è nessuno e ne il papa, il presidente del consiglio, il Sindaco e neppure i vertici
della Rai... a dirmi come e cosa devo fare: dal momento in cui mi si offre fiducia è solo il mio dovere di fare in modo che tutto sia perfetto. E così è stato sempre, anche al G8 di Genova, ho fatto solo quello che ho voluto.
Poi le polemiche assurde apparse sui giornali a fine del festival da parte dell’Ucflor, mi hanno fatto del male e mi sono chiusa in casa a pensare e a tacere... riflettere... a capire di cosa quelle persone si lamentassero. Ora voglio parlare. Ho solo onestamente svolto il mio lavoro e se avessi avuto più tempo avrei fatto meglio. Per fare i mazzi bisogna saperli fare. Se non mi pagheranno per ragioni che solo l’Ucflor o il PD possono sapere non è così importante... non ho mai dato valore al denaro e per questo dovrò sgobbare fino alla fine, ma è certo non farò mai figure meschine... ne mi piegherò mai a compromessi, intrallazzi, ne contributi a fondo perso: non mi venderò mai, ne accetterò supinamente l’arroganza dei prepotenti. Fino a che avrò un filo di voce dirò ciò che mi pare.
Non ho bisogno di quei pochi soldi, ho solo bisogno di dire che questa non
è politica seria. Sono fiera di aver fatto fare bella figura alla mia Città, al Sindaco Zoccarato e ai fiori della Riviera che finalmente sono stati i protagonisti di
questo Festival a detta di tantissime persone. Tanti mi hanno fermato per strada e fatto i complimenti... e hanno pronunciato la parola: 'Finalmente!'. Tanti erano proprio esponenti e persone che votano da sempre il PD e potrei fare i nomi e anche i cognomi (io li faccio sempre)... Hanno elogiato pure il
Sindaco per questa inversione di marcia coraggiosa!
Ciò mi ha reso felice, anche se non mi ha confuso e mi lasciato come sono: semplice ed umile e mi ha fatto chiudere ancora più in me, lontano dal mondo, al riparo dalle polemiche... da tutte queste aridità e dalle piccolezze che vedo. Sono solo sicura di saper comporre fiori e di fare altro non mi è mai interessato. Non mi sono mai fermata a spiare le persone e neppure a criticarle. Preferisco toccare rose e peonie e sognare. Ho dedicato l’intera mia vita ai fiori, hanno tante qualità e al contrario delle persone vivono quasi sempre in un decoroso silenzio.
Questa interpellanza è ingiusta e non porta decoro al PD, anzi sicuramente racconterò questo ameno siparietto a uno dei suoi massimi esponenti di Roma e ci faremo delle risate per come è condotta la sua politica nel nostro Comune.
Continue perdite di tempo, poche motivazioni e distanza dai veri problemi. E’ una commedia di una politica fatta malissimo... che rende sempre più lontani dalla conquista del potere. Tanti parlano senza pensare, senza sapere cosa stanno dicendo. Troppi agiscono senza riflettere, pochi sanno fare il loro lavoro e non si concentrano su se stessi, tanti non vedono le loro mancanze prima delle altrui. Avvallare cose di cui non ci si è bene documentati è deleterio e fa fare solo brutte figure: rende ridicoli.
La politica dell’opposizione oggi si avvale di materiale insignificante. Polemiche sterili, tempo perso, malignità, che non porteranno mai ad avere buoni risultati elettorali... ma che attirano solo vergogna. Le opposizioni mirano sempre ad essere distruttive in tutti i casi... solo per partito preso, unica è la voglia di infangare le persone. E queste parole mi vengono spontanee e così tristi e a ragione veduta.
Già ho sopportato troppe volte sulla mia pelle e ora dico: basta... Sto ripensando al tempo di quando ero molto giovane. Senza ragioni, ho patito varie, infanganti interpellanze, vane ma pungenti, in consiglio comunale, ove per aver aiutato il mio amico Davide Oddo, priva di fedi politiche e disinteressatamente e senza chiedere voti, senza essermi votata... solo per pura amicizia e per la fiducia delle persone che mi votarono nel 1993 mi sono ritrovata fare il consigliere comunale proprio a Sanremo, avendo anche rifiutato di poter fare l’assessore. Ho dovuto vedere troppi di questi filmati penosi che non mi hanno fatto mai commuovere, ma sempre e solo irritare. Ciò è solo per un poco... Poi tutto si dissolve... ma io non so dimenticare.
Ho compreso da molto tempo che la stoltezza e la cattiveria e l’invidia delle persone sono le cose da cui devo stare molto lontana... ma so di esserne sempre assai distante anche le volte che in qualche modo ne sono coinvolta. La mia attenzione sarà sempre rivolta solo ai fiori: essi sono assai più sinceri
e sapienti degli umani".
Risponde Gian Piero Moretti: Cara Gabriella, tu sei sempre stata lontana da certe meschinerie legate a stoltezza, cattiveria e, soprattutto, a quell'invidia che nasce nel cuore di chi non sa "lavorare" i fiori come sai fare tu, ma sa soltanto venderli. Tu dici che i soldi non sono tutto nella vita. E' vero, anche se aiutano. Tu hai dato di più con gli splendidi mazzi di fiori consegnati sul palco dell'Ariston, hai fatto fare bella figura alla floricoltura di Sanremo, all'immagine della città. Ma soprattutto hai fatto bella figura tu, con la tua professionalità e la tua genialità. Con la capacità di far parlare le tue composizioni.
Il Pd questa sera darà fuoco alle polveri della polemica? E' un partito di opposizione e fa il suo mestiere anche se, questa volta è un mestiere distruttivo e non costruttivo. Lascia perdere le polemiche e vai oltre. E se il Comune, il sindaco Zoccarato o anche il Pd domani ti chiederà dei mazzi di fiori, dei bei mazzi di fiori, dai sfogo alla tua capacità, alla tua genialità e rispondi alla richiesta come sai fare. Sei una professionista, una professionista di Seria A.
Non te la prendere se qualcuno che milita nelle parti basse della classifica - per usare un paragone calcistico - invidia la tua capacità di fare goal. Tu continua a segnare. Le tue corbeilles sono goal da Champions League. O, se vogliamo, da Coppa del mondo. Per quello che può servire ti dico grazie. Grazie di cuore
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