Un nostro lettore, Vittorio Chisci (Volontario del soccorso dal 1977), ci ha scritto per commentare la vicenda accaduta a Cristina Giacoletto:
"E' veramente una cosa inaudita e sproporzionata la denuncia al giovane soccorritore di Vallecrosia che è prontamente intervenuto in un incidente indossando una divisa da soccorritore avendo prestato la sua opera per anni nel Volontariato Sanitario,ha fatto la cosa più naturale e logica:primo,la divisa è creata appositamente per essere notati anche in mezzo al traffico e conferisce una certa protezione e visibilità. Secondo, se ad indossarla è una persona che comunque ha effettuato corsi di pronto soccorso,ed oggi grazie all' opera del 118, tutti i volontari sono altamente istruiti per le emergenze sanitarie non vedo dove è il problema. In una società dove molte persone ignorano e passano oltre senza degnare di uno sguardo stupri,gente a terra e ogni atto volto ad offendere fisicamente e psichicamente un altro essere umano o anche un animale, che questo ragazzo si sia reso prontamente disponibile è solamente lodevole! Mi chiedo a quale pena dovrebbero essere condannati coloro che al volante dopo avere investito delle persone o dei bambini in bicicletta scappano vigliaccamente senza prestare soccorso e assumersi le proprie responsabilità! Molte volte questi delinquenti, quando le Forze dell'Ordine riescono a rintracciarli,dopo qualche giorno sono già liberi. Non è un paradosso primordiale? Oggigiorno chi fa del bene deve stare molto attento a cio che fa e molte volte pensa sia meglio farsi i fatti suoi che intervenire in aiuto del prossimo. Speriamo che l'episodio venga chiarito perchè se realmente è vero l'episodio come descritto dal vostro giornale si rasenta proprio l'assurdo".














