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Politica | 23 ottobre 2010, 19:56

Il punto di vista di Rifondazione sulla manifestazione del Popolo della Libertà ad Imperia

Indulgenza: "Dissentiamo dagli attacchi pesantissimi che si sono levati nei confronti della Magistratura inquirente"

Il punto di vista di Rifondazione sulla manifestazione del Popolo della Libertà ad Imperia

"I supporters del Popolo della Libertà sono liberi di manifestare il loro sostegno all'On. Claudio Scajola,  e noi ci sentiamo altrettanto liberi di esprimere il nostro vivo dissenso da dimostrazioni quali quelle tenute stamattina nei pressi di Calata  Anselmi". A scrivere è Pasquale Indulgenza. capo gruppo P.R.C. al Comune di Imperia e segretario provinciale P.R.C., che continua: "Soprattutto, dissentiamo dagli attacchi pesantissimi che si sono levati, anche da parte di esponenti di istituzioni, nei confronti della Magistratura inquirente. La stessa affermazione, letta  e riletta  in questi ultimi due giorni sulla stampa nazionale, secondo cui l'uomo politico (di cui si ipotizzava un ritorno ad incarichi partitici nazionali), sarebbe nuovamente vittima di 'una giustizia ad orologeria',  ci pare gravissima e insensata, poiché parliamo di una inchiesta giudiziaria che, come è  a tutti noto, andava avanti da mesi e mesi con grande intensità.

Riteniamo altresì assai discutibile aver tenuto una così plateale dimostrazione incentrando la stessa sulla figura  e sull'operato del deputato imperiese, considerato che gli avvisi di garanzia di cui si è appreso sono indirizzati  ad altre quattro persone: il Sig. Caltagirone, socio eccellente e costruttore del megaporto turistico, e i vertici passati, presenti e futuri della società "Porto di Imperia". Intendiamo dire che in tutta evidenza si tratta dell'esito di una indagine che ha riguardato i complessi rapporti intercorsi nella determinazione delle scelte fatte, rinvenendo motivi per andare in profondità e rilevando non un solo, ma molti profili di responsabilità, come peraltro  è significato dalla stessa tipologia dei reati ipotizzati.

In particolare - ci preme dirlo - essa risulta aver riportato in evidenza la questione che  sin dall'inizio dell'intera vicenda, come Opposizioni, avevamo più volte sollevato: come fosse stato possibile, nelle scelte societarie per la realizzazione di una simile opera, fare a meno dell'indizione di gare, così come preteso  dalla normativa dell'Unione Europea.

Evidenziamo un ultimo aspetto: la parte politica protagonista della manifestazione sembra confermarsi nella celebrazione, con toni da culto della personalità, di un esponente politico, e sostiene 'a spada tratta' , sorvolando l'operato  della Magistratura, che è incredibile che chi si ritiene abbia  avuto a cuore la realizzazione di una grande  opera pubblica per la Città, oggi possa essere inquisito come se si fosse macchiato di una colpa.

Vorremmo dire che proprio tale affermazione sembra figlia di quella acritica equazione che troppo e troppo a lungo, in generale, ha  preteso di abituarci ad un'idea di politica, sino ad oggi gratificata di un enorme consenso presso le nostre comunità, che ha contribuito pesantemente ad alimentare l'indifferenza di tante persone verso una tendenziale confusione di ruoli, funzioni e responsabilità  nei diversi luoghi dell'impegno publico, le cui distinzioni sono state spesso offuscate e subordinate ad un' esaltata quanto facile idolatria 'del fare'.

Un'idea di politica che si è inebriata, in quest'ultimo decennio ultraberlusconiano, dell'illusione di  poter essere illuminati da una sorta  di protettiva tutela dall'alto, una leadership sentita quasi come un alto patrocinio da benedire sempre e comunque, persino a dispetto di qualche evidenza.
Purtroppo molti segnali, provenienti da queste ultime, convulse circostanze, ci scoraggiano, a partire dalla stessa scelta  dei promotori di tenere la manifestazione nei pressi di Calata Anselmi, luogo emblematico della portualità cittadina e della stessa vicenda in argomento, che sembra confermare (forse, chissà, a causa di una originaria spinta impolitica), una insopprimibile tendenza di parte a identificare le proprie, legittime ragioni con gli spazi e le funzioni di interesse pubblico e collettivo".

A. Gu.

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