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Al Direttore | 31 luglio 2010, 17:31

Sanremo: la replica di un nostro lettore a Carlo

Sanremo: la replica di un nostro lettore a Carlo

G.A. , un nostro lettore ci ha scrittp per replicare al sig. Carlo. Ecco la missiva:

"Sono stati scritti “fiumi” di parole ma quanto pare non bastano ancora a far comprendere che la gente è giustamente indignata. Le generalizzazioni sono la più grande delle menzogne. Infatti non è proprio vero che tutto quello che si commenta è sempre negativo. Vero è che lo spazio che 'Sanremonews' gentilmente e democraticamente mette a disposizione ai lettori è una occasione unica per i cittadini di dire la propria opinione, di farsi ascoltare (e di questo non mi tanco mai di ringraziare la redazione sempre molto corretta ed attenta), ma questo, evidentemente, a qualcuno risulta seccante. Per quanto attiene l'analisi del sistema non bisogna essere degli Archimede per capire o verificare l'evidenza.

Il Festival, che piaccia o no è una tradizione tutta italiana, una grande manifestazione canora che non può certo essere assimilata alle periodiche ondate di “shopping compulsivo” di alcuni noti personaggi che con lo spettacolo, il turismo e la cultura ed il bene della collettività non hanno nulla a che vedere. Il turismo nella città è la risorsa primaria e le responsabilità del cattivo funzionamento delle strutture ricettive non sono certo della cittadinanza, ma proprio di chi si arroga le competenze di sapere amministrare e poi fa poco e male o nulla. Nel nostro Paese esiste ancora uno stato di diritto pertanto è legittimo chiedere maggiore rigore e l'applicazione puntuale delle leggi senza discriminazioni alcune. Vi sono problemi ovviamente molto più importanti, ma a volte già dalle piccole questioni si può verificare il grado di risposta e sensibilità delle istituzioni.

E' una vergogna mascherare la cultura dell'impunità, della arroganza, delle convenienze di bottega dietro personalismi e presunte convenienze economiche della collettività. Inoltre volevo ricordare che il tollerare episodi simili non potrebbe essere certo deterrente all'avvento della criminalità, ma auspicare ciò in tal senso è la chiara conferma che esiste ancora mentalità dedita al perbenismo di facciata (pecunia non olet). Ed è proprio anche per questi motivi che la città sta cadendo in basso. Mi pare evidente che in questa città esistano tanti pesi e tante misure, cittadini di serie A,B,C.... Di “Reale” abbiamo visto solo una cosa: una bella serie di mancate multe. Quelle si che avrebbero potuto contribuire realmente a rimpinguare le casse comunali. Benvengano i turisti di qualunque nazionalità e rango, ma nei limiti e rispetto delle nostre leggi, usanze, religione, istituzioni".

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