Secondo una stima della CNA Ligure sono circa 18.000 le imprese liguri tra artigiane e PMI che saranno interessate dallapplicazione del nuovo provvedimento entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2010.
Il SISTRI (Sistema Informatico della Tracciabilitŕ dei Rifiuti ndr) deriva dal Decreto Ministeriale del 17/12/ 2009 ed interesse produttori (artigiani e industriali), trasportatori, intermediari di rifiuti. Tutti dovranno dotarsi di un computer, iscriversi al sistema, dotarsi tramite le Camere di Commercio di una chiavetta dedicata per ogni unitŕ locale dellazienda.
I trasportatori dovranno montare su ogni mezzo uno speciale box informatico dotato di GPS. La chiavetta conterrŕ un software specifico che sostituirŕ registri, formulari e MUD (ma attenzione per il 2010 le imprese saranno ancora tenute al MUD): Il produttore dovrŕ registrare i rifiuti prodotti usando il software dedicato, con la tempistica oggi prevista per i registri. Il dato verrŕ automaticamente inoltrato in tempo reale ai centri di controllo che saranno collocati presso i NOE dei Carabinieri, ISPRA, Ministero dellAmbiente, Albo Nazionale Gestori Ambientali, Province, Ecc. Le imprese hanno 45/60 giorni per liscrizione al sistema, poi 90 giorni per linstallazione delle apparecchiature, poi 30 giorni per la formazione del personale. Tempi molto ristretti dunque e costi aggiuntivi per le imprese, in un periodo contrassegnato da difficoltŕ (il 78% delle imprese artigiane liguri dichiara problemi legati alla liquiditŕ aziendale).
Troppo complesso e troppo costoso", questo il giudizio sul SISTRI di Marco Merli, presidente regionale della CNA della Liguria, associazione che organizza oltre 10.000 artigiani e PMI liguri. Non si tratta di una critica al provvedimento in se, bensě ai suoi contenuti, che obbligano circa 18.000 imprese liguri, secondo le stime CNA, a dotarsi in tempi ristrettissimi di complessi supporti informatici con un notevole aumento dei costi. Per le imprese di trasporto cè anche il GPS su ogni mezzo, con un notevole aumento dei costi. Precisiamo, continua Marco Merli, che non siamo contrari ai controlli, anzi, come CNA abbiamo da sempre sostenuto limportanza di un sistema che favorisse una corretta gestione legale dei rifiuti.
La presenza di comportamenti illeciti, quando non la presenza di attivitŕ legate alle mafie su questo terreno, e in Liguria non siamo esenti da questi pericoli, danneggia pesantemente lambiente e per imprese come le nostre che sono fortemente legate al territorio nel quale operano, questo è un pericolo e, al contempo, una concorrenza scorretta per chi si comporta correttamente.
Il ministero sostiene che ci sarŕ un risparmio per le imprese, CNA ha fatto alcune simulazioni di casistiche reali ed emerge il contrario. I contributi annuale sono eccessivamente elevati, ed a questi cè da aggiungere il cumulo dei costi dellintera filiera che verrebbero direttamente o indirettamente scaricati sul produttore del rifiuto. E poi cè il costo delle fasi di registrazione, dellinstallazione delle black box, i computer, il sistema GPS, la manutenzione, il costo del caricamento dati.
Bisogna tenere conto che il sistema delle imprese, che in Liguria è fatto per il 99,4% da PMI e per il 93,5% da imprese con meno di 10 addetti, che non dispongono generalmente di strumentazioni, competenze e tempo per gestire un sistema sofisticato come il SISTRI. I tempi previsti sono poi troppo ristretti.. Comunque noi non diciamo no al SISTRI, conclude il presidente CNA Liguria riteniamo che il sistema vada certamente attuato, definendo perň le condizioni migliori per poterlo gestire anche nelle micro imprese, senza le quali risulterebbe un fallimento. Si, dunque ad un sistema di monitoraggio efficace ed efficiente, ma che non diventi un peso per le imprese che devono utilizzarlo.














