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Attualità | 17 dicembre 2019, 07:11

Sanremo: palazzine pericolanti nella Pigna, il rischio crollo sarebbe concreto. I condomini vogliono tutelarsi e nominano un tecnico

Ieri sera la riunione a seguito dell’ordinanza pubblicata dal Comune per obbligare i proprietari a effettuare i lavori. Ma i condomini chiedono al Comune la nomina di un geologo

L'incontro nella sala 'Lina Lanteri' di via Escoffier

L'incontro nella sala 'Lina Lanteri' di via Escoffier

Nella Pigna ci sono tre palazzine a rischio sgombero per via di gravi problemi strutturali che ne minacciano la stabilità. La questione è balzata agli onori della cronaca quando il Comune ha pubblicato un’ordinanza con la richiesta di lavori immediati, pena lo sgombero degli appartamenti proprio per scongiurare pericoli per i residenti. Ieri sera all’interno del centro sociale ‘Lina Lanteri’ di via Escoffier gli amministratori di condominio hanno convocato i residenti e i proprietari degli appartamenti per fare il punto della situazione.

La vicenda posa le sue radici nel 2017 quando, da un monitoraggio, è emersa la presenza di movimenti nel terreno che avevano delle conseguenze sulle palazzine. Nell’incontro del 14 febbraio 2018, stando a quanto affermato dai condomini, il Comune si sarebbe preso l’impegno di effettuare una perizia geologica a sua spese ma, ad oggi, la perizia non si è ancora vista. Qualche settimana fa, infine, l’ordinanza che prevede che ogni condominio si muova per effettuare le verifiche e incaricare un tecnico che potrà capire come mai gli stabili si muovono e poi redigere un progetto, effettuare i lavori ed emettere una perizia per comunicare al Comune che il problema è stato risolto. Ma, sempre stando a quanto affermato dai condomini, nessun tecnico sarebbe diposto a prendersi carico del lavoro senza prima capire che cosa realmente c’è sotto alle palazzine pericolanti. Un impegno che ha costi importanti per le tasche degli abitanti e dei proprietari.

Nell’incontro di ieri sera è emerso prepotentemente il tema della responsabilità: i condomini, infatti, vogliono tutelarsi al massimo per evitare responsabilità penali in caso di cedimenti. E, al momento, l’unica soluzione per essere in regola è proprio quella di nominare un perito, come richiesto dal Comune. Ma, poi, serviranno nuovi accordi con il Comune per lo studio del sottosuolo e la predisposizione dei lavori.

Per il momento, quindi, passa la linea di Palazzo Bellevue, ma i condomini non si fermeranno e chiederanno un impegno più concreto al Comune per andare alla radice del problema.

Pietro Zampedroni

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