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Politica | 13 giugno 2019, 13:55

Imperia: acqua pubblica, oggi vertice in Provincia. Scajola "Salvare Rivieracqua senza far fallire Amat" (foto e video)

Una trattativa sarebbe avviata e il primo passo lo avrebbe fatto il Sindaco di Imperia Claudio Scajola, il quale ha inviato una lettera a Rivieracqua e alla Provincia, capofila dell’Ato idrico

Imperia: acqua pubblica, oggi vertice in Provincia. Scajola "Salvare Rivieracqua senza far fallire Amat" (foto e video)

La notizia emerge all’ultimo, quando ormai il vertice è terminato da un pezzo e i protagonisti sono corsi via dopo le dichiarazioni di rito. C’è allo studio un accordo che vede protagonisti Rivieracqua, il Comune di Imperia e Amat sulla rivalutazione degli impianti di quest’ultima, gestore cessato, i cui amministratori attendono il pagamento di 22 milioni di euro dal gestore unico, proprio per l’acquisizione delle infrastrutture.



Questa è la cifra richiesta dalla società presieduta da Barbara Pirero, contestata però dal presidente del consorzio Gian Alberto Mangiante che nelle scorse settimane ha presentato il nuovo concordato preventivo, omettendo però di inserirvi il debito nei confronti di Amat. La società ha chiesto al tribunale 60 giorni, durante i quali si cercherà di capire la cifra esatta di quanto dovuto.

Per esempio, per Rivieracqua da quanto chiesto da Amat a quanto dovuto, bisogna scorporare la quota per la costruzione dell’acquedotto Roja 1, opera realizzata insieme ad Amaie. Non è d’accordo Barbara Pirero, che insiste sul valore quantificato da una perizia che conferma i 22 milioni di euro, ma non esclude ipotesi di accordo transitorie.

22 milioni è il dovuto, si può parlare di uno sconto, ma non so neanche di che cifre stiamo parlando, sono ipotesi che ho appreso, ma non direttamente”, dice a Imperia News la presidente Amat.

Una trattativa sarebbe però avviata e il primo passo lo avrebbe fatto il Sindaco di Imperia Claudio Scajola, il quale ha inviato una lettera a Rivieracqua e alla Provincia, capofila dell’Ato idrico: “Incontriamoci”. Così è stato questa mattina. La riunione l’ha convocata però la Provincia. Le ipotesi per il salvataggio di Rivieracqua, senza sacrificare Amat ci sono.

Lo dice lo stesso Scajola in uscita dal vertice:  “Ci siamo visti per evitare che Rivieracqua fallisca, vogliamo che il concordato venga approvato, tenendo presente che diversi aspetti sono da chiarire, compreso quello che non si può salvare Rivieracqua e affondare Amat. Quindi bisogna trovare la soluzione, metteranno insieme tre tecnici nei tempi più veloci per trovare una soluzione che riconosca in maniera oggettiva il peso e il valore di ciascuno. Le ipotesi arriveranno e penso in tempi brevi”.

Amaie – ha aggiunto il Sindaco di Sanremo Alberto Biancherivuole portare avanti un percorso, come abbiamo sempre detto in questi ultimi mesi e anni. Credo che oggi sia stato fatto un passo importante, c’è stata questa riunione, voluta dal presidente della Provincia, insieme a tutti i consiglieri e il cda di Rivieracqua con tutti i consulenti. C’è la volontà di trovare un modo per proseguire tutti insieme questo percorso. Credo che oggi sia stato fatto un passo importante, adesso lasciamo che ognuno svolga i propri compiti. Non me lo aspettavo, ma oggi esco più positivo rispetto agli ultimi mesi”.

“Io ho convocato una riunione con scopo conoscitivo nei confronti di tutto il consiglio provinciale. – ha detto il presidente della Provincia Domenico Abbo – Questa vicenda, per la quale io ho detenuto la delega dell’Ato idrico, è evidente che non posso gestirla da solo, e quindi sembrava giusto e opportuno che soprattutto i sindaci delle città e tutti i consiglieri provinciali avessero contezza della situazione. Premesso questo abbiamo fatto una riunione che, devo dire è stata anche fruttifera e positiva, perché il dottor Mangiante ci ha informato sugli sviluppi del concordato, e mi pare sia uscita una condivisione da parte di tutti, di mettere mano a questa vicenda nel modo più completo, risolvendo i problemi e tirando dentro le posizioni di tutti gli attori. Forse magari fino a un certo punto non è stato così, adesso mi pare ci sia stato anche un cambio di rotta, una cosa positiva. Quelli che saranno gli sviluppi, che sarà il futuro, staremo a vedere, però l’ipotesi è questa e si sono già formulate anche delle ipotesi concrete di lavoro, di attività in questo senso, però di più sarebbe impossibile dire, perché di più non abbiamo fatto”.

E’ stato un incontro estremamente costruttivo – spiega infine Mangiante Abbiamo ripreso quelle che erano le indicazioni emerse nel decreto che il tribunale ha emesso, concedendoci termine fino al 10 settembre per produrre documentazione, abbiamo costruito un piano di interventi e di successivi incontri, al fine di poter rendere esaustivo tutto quanto ci è stato richiesto nell’incontro che abbiamo avuto nel maggio scorso in tribunale”.

Sulla prospettiva, se mantenere l’asset di Rivieracqua com’è oggi o favorire l’ingresso di altri attori, Mangiante spiega: “La prospettiva è di comprendere e allargare quanto più possibile la compagine, comprendendo anche l’integrazione di Amat, e quindi questo permetterebbe di poter arrivare in tempi estremamente rapidi a quella che è la tariffa unica d’ambito. Ricordiamo che questo è il normale approdo finale di questo percorso, perché consentirebbe di realizzare effettivamente quel principio di ‘full cost recover’, vale a dire una tariffa che possa finalmente, in maniera univoca e omogenea, comprendere gli addebiti corretti per quanto riguarda l’acqua all’utenza, che poi sono gli utilizzatori finali di questi servizi”.

Comprendere Amat in che modo?

Adesso inizieranno una serie di confronti tra i vari uffici, per andare a determinare esattamente qual è l’indennità spettante ad Amat, e formuleremo delle proposte, in modo da coordinare sia il concordato presentato da Rivieracqua, con il concordato presentato da Amat, rendendo omogenee le due procedure”.

Lunedì i tecnici si riuniranno nuovamente, poi si vedrà.

Francesco Li Noce

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