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POLITICA | giovedì 13 luglio 2017, 08:39

Con il gioco 'ovunque' i Casinò italiani sono nella bufera: ma Sanremo si gode un momento di serenità

Il Casinò di Sanremo dopo aver stretto la cinghia per tanti anni, non la sta certo ‘allargando’ (anche se l’aumento per i prossimi anni come da contratto di lavoro firmato garantisce un minimo di ossigeno in più ai dipendenti) ma guarda al futuro con un cauto ottimismo.

Con il gioco 'ovunque' i Casinò italiani sono nella bufera: ma Sanremo si gode un momento di serenità

Una volta, quando le sale da gioco ‘tradizionali’ erano prese d’assalto dagli appassionati dell’azzardo, Sanremo era considerata sempre la ‘Cenerentola’ dei Casinò italiani. Quattro avamposti che godono di deroghe vecchie di una vita, che però negli ultimi tempi si sono visti rosicchiare fette importanti di mercato dalle nuove tecnologie e dall’apertura di sale giochi, che non sono altro che mini Casinò.

Oggi la casa da gioco matuziana è, invece, l’unico tempio dell’azzardo ancora ‘sano’ in tutta Italia. Non conosciamo le situazioni delle case da gioco della Costa Azzurra, ma le cronache parlano comunque di una emorragia di giocatori anche dalle più rinomate del Sud della Francia. Sanremo, dopo i ‘tagli’ al personale ed il risanamento economico degli ultimi anni, riesce a sopravvivere senza bisogno di interventi da parte della proprietà (il Comune) che, anzi, attinge qualche soldo, ovviamente molto meno di quanto riceveva negli anni d’oro.

Le notizie che arrivano dagli altri Casinò italiani sono terrificanti: su tutti quello di Campione d’Italia. Dieci anni fa il Comune aveva un avanzo di circa 30 milioni di euro mentre oggi ha un debito di circa 140 milioni. Proprio per questo il Sindaco ha lanciato l’allarme per il possibile fallimento della casa da gioco, ma anche dello stesso Comune che rischia il ‘default’. A Saint Vincent è stato stipulato l’accordo (sulla falsa riga di quanto fatto a Sanremo alcuni anni fa) che prevede il ricorso alle uscite secondo il ‘percorso Fornero’ ed una riduzione sulle retribuzioni mensili, che vanno dai 320 ai 640 euro per dipendente. Senza dimenticare i 140 milioni di euro di risarcimenti chiesti per ‘danno per colpa grave’ ai consiglieri ed ex consiglieri regionali dell'attuale e della precedente legislatura. A Venezia, nel maggio scorso, la trattativa tra Comune lagunare e sindacati è saltata e la Giunta comunale ha approvato la chiusura della sede storica di ‘Cà Vendramin Calergi’, con un esubero di ben 150 dipendenti.

Tutto questo mentre a Sanremo, nel novembre scorso, è stato firmato il contratto di lavoro con i dipendenti, che prevede aumenti per un milione di euro in tre anni. Magari non è molto, potrebbe pensare qualcuno, ma in tempi di ‘magra’ per il gioco d’azzardo tradizionale, è da prendere come un grande successo. Purtroppo i tempi in cui il Casinò incassava oltre 100 milioni di euro, quando garantiva quasi 40 milioni e al Comune matuziano e foraggiava enti e comuni di mezzo ponente ligure con le quote ‘ante riparto’, sono finiti. E bisogna prenderne atto, allineandosi al mercato di oggi.

Nel 2016 la casa da gioco matuziana ha fatto segnare un ‘Valore della Produzione’ per 41 milioni di euro, a fronte di costi di poco superiori ai 39, compresi i conferimenti alla proprietà per circa 7 milioni (da convenzione). Alla fine, l’azzardo matuziano si trova addirittura con un utile d’esercizio di 860mila euro. Una cifra ridicola, se si pensa ai miliardi delle vecchie lire degli anni d’oro ma che, ripetiamo, in tempi come quelli odierni, è da accogliere come un successo.

Il Casinò di Sanremo, quindi, dopo aver stretto la cinghia per tanti anni, non la sta certo ‘allargando’ (anche se l’aumento per i prossimi anni come da contratto di lavoro firmato garantisce un minimo di ossigeno in più ai dipendenti) ma guarda al futuro con un cauto ottimismo. Gli incassi maggiori arrivano ovviamente dalle ‘slot machine’ che, rispetto ai giochi tradizionali hanno bisogno di molta meno mano d’opera e sono decisamente più appetite dal pubblico. Ma in corso Inglesi la direzione non vuole abbandonare i giochi che hanno fatto la storia del Casinò e nemmeno cultura e spettacolo, che sono da sempre uno dei fiori all’occhiello della casa da gioco ed un importante volano per il turismo.

Cosa accadrà nei prossimi anni è impossibile saperlo. La tecnologia vola e, probabilmente, chi negli anni scorsi reggeva le sorti delle case da gioco in tutto il mondo non poteva nemmeno supporre come l’azzardo si sarebbe evoluto, tra scommesse sportive, casinò on line e molto altro. Per ora Sanremo tiene i piedi per terra e si gode quel poco di tranquillità, che le altre case da gioco italiane al momento non hanno.

Carlo Alessi

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