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ATTUALITÀ | lunedì 31 ottobre 2016, 08:21

Cervo: L'ultimo treno per Cervo-San Bartolomeo si fermerà domani alle 17.05 festa d'addio in stazione alla vecchia tratta

Dalla fine degli anni '80 non esiste di fatto più la stazione, concepita con tutte le sue maestranze e servizi di un tempo. Ci rimane quella memoria con la pacificazione di Cervo, San Bartolomeo e dei loro due Santi protettori.

Cervo: L'ultimo treno per Cervo-San Bartolomeo si fermerà domani alle 17.05 festa d'addio in stazione alla vecchia tratta

Bye, bye treno, tra nostalgia e speranza domani si darà l'addio nella stazione di Cervo-San Bartolomeo alla ferrovia che per 144 anni ha servito il territorio del ponente dando l'opportunità a tanti pendolari e studenti di trasferirsi da una parte all'altra del territorio.

"Questa storica tratta ferroviaria è stata di impulso - ha dichiarato il delegato culturale, Annina Elena - anche per il turismo, permettendo a tanti bagnanti di poter scendere al mare dalle regioni del nord Italia. Un treno storico messo a disposizione da Regione e Fondazione italiana FS, si fermerà in tutte le stazioni per l'ultimo addio. I goliardici della stazione di Cervo - San Bartolomeo, in ricordo, vogliono festeggiare l'avvenimento in modo festoso con alcune divertenti e gioiose sorprese. L'ultimo treno si fermerà alla nostra stazione alle 17,05 in direzione Andora. Si invitano gli abitanti di San Bartolomeo e Cervo a presentarsi davanti alla stazione verso le 16.30 per un momento di musica, convivialità e riferimenti storici. È l'occasione anche per ricordare un avvenimento accaduto proprio alla fine di ottobre del 1906, proprio 110 anni fa il 27 ottobre".

Traendo spunto da " A cerveide " di autore anonimo e dalla tradizione orale: "Uomini, donne, bambini, giovani e meno giovani, perfino i gatti uscirono di casa e si radunarono sul "Bausu" (piazza dei Corallini). Il parroco diede a tutti l'assoluzione preventiva, dopodiché quel volgo repente, non perse tempo e scese a cascata di onde verso la meta prestabilita. Una sorta di marosi tempestosi dalla voce roca e cavernosa giunse alla stazione ferroviaria nuova. "Tradimento, tradimento, vile tradimento!" Era il coro all'unisono che echeggiava incessantemente tra le nuova mura della stazione ferroviaria e la splendida facciata della chiesa. Non bastarono tre carabinieri a fermare quel torrente esondante e travolgente. Il corteo giunse alla meta. Milleduecento per due braccia, si alzarono verso il nome, anzi i due nomi che ostentavano sulla facciata alta della stazione ferroviaria: Cervo e San Bartolomeo. In un battibaleno molti si arrampicarono, grazie a lunghi pali, "le penole", verso quelle insegne. Da "tradimento, tradimento, vile tradimento", il coro passò a "abbasso la prepotenza! evviva Cervo!" Naturalmente i Cervesi inveivano contro quella scritta San Bartolomeo, che a loro parer insindacabile usurpava il territorio, dove era sorta la nuova stazione ferroviaria. Furono pochi attimi, e da quella scalata e da alcuni precisi e inequivocabili colpi di martello, una dopo l'altra le lettere di San Bartolomeo, caddero in frantumi a terra. Unica insegna appariva da quel momento il solo Cervo. "Evviva Cervo, evviva Cervo e abbasso i prepotenti!". La missione era stata compiuta con pieno successo. Le campane del campanile della chiesa dei corallini sottolinearono il successo con tutta la forza dei loro battagli annunciando altresì la nascita di una bella bambina cui venne dato il nome di Vittoria. Milleduecento persone rientrarono nelle loro case, assolte dalla giaculatoria del parroco che si appellò per il perdono al Santo Giovanni protettore. Rimase il solo Loreto, pappagallo dell'ex sindaco ad urlare "abbasso la prepotenza, evviva Cervo", ad accogliere il giorno dopo un plotone degli alpini mandato a presidiare il luogo dell'evento. Seguì un processo ad Oneglia per cinque uomini e donne che si concluse con la loro piena assoluzione. Oggi i due nomi campeggiano affiancati".

Dalla fine degli anni '80 non esiste di fatto più la stazione, concepita con tutte le sue maestranze e servizi di un tempo. Ci rimane quella memoria con la pacificazione di Cervo, San Bartolomeo e dei loro due Santi protettori. "Nel mondo allargato i campanilismi non esistono più -  ha concluso la Elena - e dovremmo usufruire tutti della stazione posizionata nella località Diano San Pietro auspicando che sulle rotaie del treno della vecchia ferrovia i cittadini e i turisti delle varie località possano presto usufruire di una pista ciclabile che permetta di mettere in luce ancora di più le bellezze naturali del nostro territorio

Maurizio Losorgio

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