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CRONACA | giovedì 23 giugno 2016, 12:32

I fogli di via da Ventimiglia ai ragazzi solidali: il Comitato ‘Art.2’ “Una prassi contro la libertà di espressione”

“Non avremmo mai creduto – dice il Comitato - di dover essere testimoni di fatti simili, dopo tanto sangue e tante fatiche versate da molti prima di noi per ottenere uno tra i più basilari diritti civili, quello di espressione. Non possiamo tacere questi fatti per difendere l'onore di questi giovani e la libertà di espressione nel nostro Paese. Come ad Udine, arrestateci tutti”.

“A Ventimiglia, dalla scorsa estate sono stati dati 25 fogli di via da parte della Questura a giovani e meno giovani, locali e venuti da altre città d'Italia con l'intento di stare accanto e sostenere la causa dei migranti, ossia la richiesta dell'apertura delle frontiere, dopo l'interrruzione unilaterale della Francia del Trattato di Schengen. A fine maggio 2016, tredici tra ragazzi e ragazze italiani hanno accompagnato un gruppo di migranti dalla spiaggia alla foce del Roya alla chiesa di San Nicola per cercare riparo dopo l'ordinanza di scioglimento del campo informale costituitosi sotto il ponte del Roya. La Polizia è entrata nelle pertinenze della Chiesa fermando i ragazzi e successivamente una ragazza perchè ‘seguiva in auto corteo non autorizzato di migranti’: tutti hanno ricevuto un foglio di via dalla città di Ventimiglia per tre anni con accuse di pericolosità sociale”.

Interviene in questo modo il Comitato ‘Articolo 2’, che prosegue: “Parecchi del nostro Comitato hanno conosciuto e conoscono personalmente diversi dei ragazzi fermati, le cui intenzioni sono sempre state chiare: gridare a gran voce la necessità del superamento del ‘Trattato di Dublino’ e insieme sostenere materialmente i migranti in transito nei loro bisogni primari, senza alcun uso di violenza. Per le testimonianze raccolte, i fermi non sono avvenuti in modo asettico ma sono stati accompagnati da minacce e allusioni sessuali verso le ragazze, introducendo prassi molto preoccupanti e da considerare illegittime. Per tutto il corso dell'anno qualunque iniziativa solidaristica da parte di questo gruppo di giovani, definiti dai media come ‘No Borders’ è stata regolarmente posta sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine e repressa fino ai fatti del 30 maggio e 1° giugno. Come dietro ogni migrante c'è una vita, dietro ogni giovane solidale c'è una storia: nei casi di Ventimiglia diversi giovani hanno perso il lavoro per aver manifestato le proprie idee ed aver aiutato dei migranti”.

“Non avremmo mai creduto – termina il Comitato - di dover essere testimoni di fatti simili, dopo tanto sangue e tante fatiche versate da molti prima di noi per ottenere uno tra i più basilari diritti civili, quello di espressione. Non possiamo tacere questi fatti per difendere l'onore di questi giovani e la libertà di espressione nel nostro Paese. Come ad Udine, arrestateci tutti”.

Redazione

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