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ATTUALITÀ | sabato 27 febbraio 2016, 07:11

Oscar ha tredici anni e una vita difficile: da domenica il romanzo di Enzo Iorio a puntate

Oscar è un ragazzo di tredici anni che ha perso la madre quando ne aveva sei, appena in tempo per affezionarsi a lei e alle storie che gli leggeva la sera, quando andava a sedersi sul suo letto con un libro sulle ginocchia

Oscar ha tredici anni e una vita difficile.
Ha perso la madre a sei anni, appena in tempo per affezionarsi a lei e alle storie che gli leggeva la sera prima di dormire. Gli è rimasto il padre, un tipo violento irascibile, che forse gli vuole bene ma non sa dimostrarlo... Oscar ha anche un cane, un rottweiler di nome Wrestler,  l'unico che lo "capisce" e condivide con lui colazione, pranzo e cena. Poi un giorno arriva Zamina, una ragazza poco più grande di lui, spregiudicata e scaltra, che gli cura le ferite e lo aiuta a guardarsi dentro. I due ragazzi, nascosti in una casa abbandonata, si divideranno una manciata di felicità. Ma una serie di eventi complica le cose e il destino è di nuovo pronto a fare la sua parte... 

"La vera storia di Oscar Rafone" è un meta-romanzo, una storia che racconta se stessa. Al protagonista, che vive in una comunità per minori, viene chiesto di scrivere la sua storia, e anche se lui si sente incapace ed inadatto a raccontare, l’amica Laura lo spinge inesorabilmente ad iniziare questo nuovo cammino all’interno della scrittura, ponendo intelligentemente l’accento sulla proprietà terapeutica del raccontarsi a piene mani e con lucidità, per accrescere la propria consapevolezza. Il libro di Enzo Iorio (www.enzoiorio.org), giunto ormai alla sua terza edizione, viene anche scelto dagli insegnanti come testo di narrativa da leggere in classe, perché guida i ragazzi ad affrontare temi e argomenti di stringente attualità. Il romanzo sarà pubblicato a puntate per i lettori di SanremoNews.  

Enzo Iorio risponde a tre domande sul libro

Chi è Oscar Rafone? "Oscar è un ragazzo di tredici anni che ha perso la madre quando ne aveva sei, appena in tempo per affezionarsi a lei e alle storie che gli leggeva la sera, quando andava a sedersi sul suo letto con un libro sulle ginocchia. Adesso il ragazzo vive con il padre, un tipo manesco e irascibile, che sfoga con la violenza fisica e psicologica sul figlio le proprie frustrazioni e l'incapacità di essere un genitore affettuoso e autorevole. La fuga diventerà per Oscar il solo modo per non soccombere e lo porterà a incontrare una ragazza molto diversa da lui ma con tante cose in comune, in un susseguirsi di imprevedibili eventi che gli cambieranno la vita".

Come è nato il libro? "Come nascono tutti i miei libri. Un personaggio bussa alla mia porta e chiede di essere ascoltato, lo lascio accomodare e lo ospito per un certo periodo di tempo, a seconda della complessità del suo carattere, dell'ambiente che frequenta, dell'epoca di provenienza. Quando comincio a conoscerlo meglio, gli propongo una storia, come se lui fosse un turista in cerca di avventura e io il suo agente di viaggio. A volte, come nel caso di Oscar Rafone, il protagonista è una specie di creatura di Frankenstein, cioè il risultato di un taglia-e-cuci tra diversi caratteri e personalità". 

Cosa lo ha ispirato? "Le storie che ho conosciuto nel corso dei miei lunghi anni di insegnamento. Sono sempre più numerosi i "ragazzi difficili", quelli che a scuola cercano continuamente il conflitto, non solo con i coetanei, ma soprattutto con gli insegnanti e il personale non docente. Sono ragazzi che hanno già visto di tutto e ne hanno passate di cotte e di crude, che non si fidano più di nessun adulto e che della scuola non riconoscono né i valori né le finalità, ma la vedono come una gabbia in cui la sola possibilità di riscatto è l'attuazione di un antagonismo plateale e autolesionista, che ai nostri occhi appare sterile, ma che per loro è fonte di prestigio e di emulazione tra i compagni. Hanno tutti delle fragilità molto profonde che hanno imparato a tenere ben nascoste sotto una corazza fatta di finto disincanto, di ribellione e di omertà. È solo quando si riesce ad ottenere un incontro con i loro genitori che si scopre come stanno veramente le cose, e si ha la conferma che quelle complesse impalcature psicologiche e comportamentali innalzate da questi ragazzi non avrebbero avuto alcuna ragione di esistere se qualcuno, qualche volta, si fosse seduto sul loro letto a leggergli una storia".

R.G.

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