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Attualità | 11 maggio 2013, 07:41

Sanremo: l'hotel Des Anglais riparte da Luca Da Fre, l'intervista. "Dieci anni di causa e danni, ma vedo il futuro"

Imprenditore piemontese a capo di un’importante catena alberghiera, Da Fre ha infatti preso le ‘redini’ del comando in autunno dopo la scomparsa del padre Alfredo.

Luca Da Fre

Luca Da Fre

Ha quasi rischiato la chiusura ma oggi lo storico Grand Hotel Des Anglais in corso Imperatrice a Sanremo riparte da una nuova gestione: quella di Luca Da Fre, figlio del noto e storico titolare Alfredo Da Fre scomparso lo scorso agosto.    

Imprenditore piemontese a capo di un’importante catena alberghiera, Da Fre ha infatti preso le ‘redini’ del comando in autunno accettando la sfida di risollevare le sorti di un albergo rimasto fermo nel tempo, deteriorato da una vicenda legale durata dieci anni.  

La sentenza definitiva di poche settimane fa ha infatti ufficialmente chiuso il ‘capitolo’ confermando la destinazione ricettiva dell’intero immobile, comprese le superfici al centro del contenzioso con la ditta diventata proprietaria del sottotetto ove sono stati realizzati alcuni alloggi dopo la concessione edilizia data dal Comune.  

Una conferma costata cara all’intera famiglia Da Fre e alla reputazione dell’albergo nel frattempo 'invecchiato', come ricorda lo stesso imprenditore: “Con la malattia di papà l’hotel era andato abbastanza giù di corda, poi c’era la causa. Abbiamo sempre avuto sentenze favorevoli ma di fatto non c’è mai stata quella definita arrivata quindici giorni fa. Allora abbiamo chiesto aiuto a tanti, ai vigili, alla Polizia, al Comune, ma tutti ci dicevano andate a discutere in tribunale. La provincia voleva togliere la licenza alberghiera perché il comune aveva rilasciato quella residenziale e per il testo unico sulla pubblica sicurezza non ci può essere commistione tra residenziale e alberghiero. Ci sono voluti 10 anni per dire che avevo ragione”.  

Dieci anni di causa di costi incalcolabili con centinaia di migliaia di euro spesi tra perizie e richieste danni senza contare la perdita di clientela: “In questo tempo abbiamo perso i contratti con tour operator russi e inglesi – conferma Luca - negli anni, con la causa in corso, ospitavamo solo studenti, gli unici che non si lamentavano. Mentre facevano i lavori per gli alloggi, i clienti venivano svegliati al mattino dai rumori, quando c’era il festival lasciavano i rubinetti con l’acqua aperta che entrava nelle stanze dei vip. Tutto questo ha causato una pessima reputazione su Internet dell’albergo per la location non essendoci stati interventi di manutenzione. La Provincia voleva togliere una stella all’albergo”.  

Un percorso in discesa per lo storico albergo oggi però nuovamente in ripresa.  Nonostante ci sia molto da fare, il Grand Hotel, sembra infatti non risentire della crisi. Le prenotazioni non mancano, merito soprattutto della strategia imprenditoriale che Luca Da Fre ha importato e applicato a Sanremo. Una strategia basata sulla flessibilità dei prezzi che riscuote successo tra la clientela francese, russa e tedesca, ma che appare molto lontana dalla mentalità turistica matuziana.  

Ad ottobre abbiamo dovuto riaprire il nostro ristorante perché non sapevamo dove mandare i clienti. Molti locali erano chiusi e altri non erano disposti a fare le convenzioni - conferma Luca – ho dovuto portare uno chef da Torino. L’80% del personale arriva da fuori Sanremo, il 60% dal Piemonte. Non ho trovato personale qualificato, l’ho cercato ma aveva pretese economiche e di orari. La gente di Torino forse ha più fame di lavoro.

A Novembre eravamo in overbooking, l’albergo era pieno e in città era tutto chiuso – ha aggiunto Da Fre -. A Sanremo c’è l’idea che a novembre il turismo si ferma ed è deleterio. C’è poi una politica dei prezzi sbagliata. Io qui li cambio ogni giorno in base a quanta gente c’è in albergo. Sanremo è un ottimo mercato che non ha competitor ma è il nome a fare tutto. Una città che si dice a vocazione turistica, non deve avere problemi di parcheggio, pulizia e poca accoglienza. Ce lo dicono i clienti stessi. Pensavo che qui fosse valle di lacrime invece ci sono delle praterie ma è la città che non risponde”.    

La visione da qui ai prossimi mesi sembra comunque positiva e ora l’obiettivo è quello di migliorare la struttura che, a quanto pare, non piange la crisi. “Mi sembra che abbiamo qualche camera libera ai primi di settembre. Adesso stiamo lavorando molto bene – conferma Luca – ho preso il management che segue gli altri alberghi a Torino. Stiamo già facendo delle ristrutturazioni, installeremo l’aria condizionata, vogliamo rilanciare l’hotel compatibilmente con risorse finanziarie. Quello che recuperiamo dalla gestione viene reinvestito nell’albergo”.  

I sacrifici di una vita tra il Piemonte e la Liguria cominciano a dare i frutti e Luca Da Fre non ha di sicuro intenzione di mollare o vendere l’albergo a qualche magnate russo. Una voce che circola da tempo su alcuni hotel ma che attualmente rimane un’ipotesi lontana, almeno al momento per il Des Anglais.   “All’epoca quando c’era mio padre, l’albergo era stato messo in vendita, io non me ne occupavo mio padre non stava bene. Tutta l’operazione era però ferma per la causa. Oggi abbiamo ancora delle offerte, le stiamo soppesando. Ma so anche che qui ci ho già lasciato delle ore di lavoro e vedo un futuro.. abbiamo aperto le porte è venuta gente, quindi per ora non vendiamo”. 

Silvia Iuliano

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