ATTUALITA' | martedì 29 maggio 2012, 18:08

Sanremo: esami in ospedale, oltre 300 mila richieste nel 2011. L'intervista a Michele Orlando

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Se parte del sistema visite venisse canalizzato sul versante “screening” probabilmente la lunga agenda di appuntamenti con conseguenti tempi di attesa potrebbe migliorare. L'intervista al Dott. Michele Orlando Asl 1 imperiese

Michele Orlando

Sono state 311.780 le prenotazioni dei cittadini per visite ed esami specialistici presso l'ospedale di Sanremo nell'anno 2011. Un numero elevato se si considera che la popolazione matuziana sfiora 57mila abitanti. Un dato che rispecchia inoltre la complessità della macchina sanitaria che, anche nella nostra città risente di alcune criticità soprattutto nei tempi di attesa.

Non mancano infatti i casi di segnalazioni da parte di cittadini 'pazienti' ai quali è stato fissato l'appuntamento per un controllo ad un anno dalla presentazione della richiesta, tempistiche impensabili che portano molti a rivolgersi altrove. Molte le concause di questa situazione: dal problema personale al nuovo sistema di prenotazioni visite entrato da poco in vigore, nel quale è lo stesso medico di famiglia ad indicare il grado di urgenza del singolo caso.

“Per quanto attiene i tempi di attesa abbiamo delle criticità sui ricoveri programmati per le prestazioni programmate perché il Ministero ha deciso di utilizzare 4 codici di priorità – spiega Michele Orlando, direttore Pianificazione, Programmazione, Organizzazione Asl 1 Imperiese - Per le urgenze abbiamo tempi di attesa di 24-48 ore, per le urgenze differibili brevi sono 10 giorni, per le altre fra i 30 e 180 giorni ma i tempi di attesa sono più lunghi”. Nel 2011 il 20% delle prenotazioni è stato prescritto da parte dei medici di base, il 34% tramite sportelli Cupa, il 33% via telefono al numero gratuito 800-717268 e l'11% nelle farmacie.

Ma, come sottolinea ancora Orlando “spesso ci sono tante prestazioni chieste in maniera inappropriata”. Ad allungare la la lista di attesa ci sono infatti tutte quelle richieste di esami e controlli che, con lo stesso aiuto della cittadinanza, potrebbero essere gestite diversamente: per esempio attraverso l'adesione al programma di screening oncologico promosso dall'Asl per la prevenzione dei tumori alla mammella e del colon retto (rispettivamente attivati nel 2002 nel 2010). Al servizio, gratuito, possono accedere tutti quei cittadini di età compresa tra i 50 ed i 69 anni che hanno ricevuto la lettera inviata dall'Asl per eseguire il test che, in caso di esito negativo, potrà essere ripetuto ogni due anni oppure dare il via ad una canale preferenziale di cura e diagnosi.

Un'alternativa importante per la prevenzione e il controllo che garantisce tempi di attesa certi oltre che una percentuale di guarigione del paziente dalla patologia. “Con lo screening viene predisposto un pacchetto in cui il paziente viene inserito in un percorso – conferma Orlando - Una volta ricevuta la lettera c'è un tempo di attesa per la prenotazione che di solito è di un minimo di 30 giorni. Al seguito se poi viene evidenziato un dubbio il paziente viene inserito in un canale e nel giro di 15-20 giorni viene effettuata la prestazione di secondo livello. Questo percorso è codificato con tempi di attesa certi nel quale il paziente non deve andare dal medico o prenotare, e viene tutto organizzato secondo le modalità dello screening”.

A rallentare la macchina sanitaria è infatti anche il peso del blocco del turn over del personale medico “Abbiamo delle grosse carenze in radiologia per risonanze e tac, in senologia, ortopedia, in gastroenterologia sono andati via due medici, su questo aspetto stiamo aspettando di fare delle procedure, con deroghe a livello regionale”. Insomma, se parte del sistema visite venisse canalizzato sul versante “screening” probabilmente la lunga agenda di appuntamenti con conseguenti tempi di attesa potrebbe migliorare. “Lo screening è per le patologie più frequenti, altri casi come il tumore al polmone una tac a tutti i pazienti comporterebbe radiazioni inutili. L'importante – ha concluso Orlando - è che la gente aderisca allo screening, quando riceve la lettera non la cestini. E' un costo per la Asl ma questa opportunità deve essere utilizzata”.

 

Silvia Iuliano

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