"Non passa giorno in cui sulle pagine dei giornali della nostra Provincia non si legga di qualche arresto operato dalle forze dell’ordine locali nei riguardi di qualcuno, accusato di detenzione e spaccio di droga.
Solo nell’ultima settimana, infatti, diverse persone sono state fermate a Sanremo perché trovate in possesso di un grosso quantitativo di cocaina pronto per lo smercio. Segno che il consumo di questa sostanza, più di altre, è molto diffuso nella nostra società. Oggi come ieri e forse di più. Ma che cosa è cambiato rispetto alla percezione che ognuno di noi ha verso il mondo degli stupefacenti? I dati a disposizione confermano che il mercato della cocaina è in crescita, a causa del calo dei prezzi e della sua maggiore reperibilità. Ciò ha spinto gli specialisti a concentrarsi anche sulla pericolosità di idee socialmente accettate: molti ritengono, ad esempio, che la cocaina non sia una sostanza d'abuso che dà dipendenza, ma solo uno svago consentito e, a volte, giustificato. Lo stereotipo del fruitore di cocaina (adulto, economicamente benestante e con ruoli sociali di prestigio) è ormai inadeguato per identificare chi fa uso di questa sostanza. D’altro canto, risulta difficile tracciare un profilo univoco del consumatore attuale, a causa della trasversalità del consumo di cocaina che coinvolge ormai soggetti sempre più giovani e di tutti i ceti sociali.
Oggi, tuttavia, non sembra più possibile immaginare le sostanze stupefacenti solamente sotto forma di pasticche da ingoiare, sostanze da iniettare, da fumare, o da bere. La dipendenza è certamente generata anche da altri fenomeni che in apparenza non sembrano rappresentare una seria minaccia. E’ questo il caso dell’internet addiction (dipendenza da giochi di ruolo, social network e in generale da playstation e computer) o del gioco d’azzardo, un costume sociale quest’ultimo, sempre più frequente soprattutto nel nostro territorio, che rischia di degenerare in veri e propri disagi comportamentali.
"Le richieste di aiuto terapeutico, provenienti da famiglie di giocatori dalle province di Imperia e Savona, sono in costante aumento – spiega Silvia Marcuzzo, Psicoterapeuta e Vice Presidente dell’Ancora – Solo nella nostra Cooperativa, grazie a Prisma, il progetto nato per aiutare chi soffre di queste nuove forme di dipendenza, sono già una trentina i giocatori che si sono rivolti a noi. La facile e immediata accessibilità alle sale slot e bingo, insieme al difficile momento storico attraversato da questa crisi economica, rappresentano il giusto mix che induce la dipendenza da gambling, come viene appunto chiamata la dipendenza da gioco d’azzardo in gergo medico. Nessuno è escluso: poco importa, infatti, se il giocatore fa l'operaio, il dirigente o è disoccupato. Il gioco illude nella promessa della vincita e l'adrenalina fa il resto. Entrare nel vortice di una dipendenza è semplice, uscirne comporta invece cure e molto impegno".
In tutta la Regione sono ancora pochi i centri specializzati nella prevenzione e nella cura di queste dipendenze, e oltretutto, quelli esistenti non sempre sono in grado di aggiornare ulteriori conoscenze con la stessa straordinaria velocità con cui nascono e prendono piede nuove sostanze stupefacenti. Del resto, le risorse economiche di cui dispongono, a volte sono insufficienti. "L’Ancora, attiva sul territorio dal 1984 nell’educazione, prevenzione e riabilitazione da sostanze d'abuso, unitamente alle istituzioni locali e ad altri soggetti operanti nel sociale, ritiene indispensabile non abbassare il livello di guardia nei confronti di queste problematiche. E’ quindi opportuno cercare di mantenere il più possibile impiegate tutte le risorse già investite sinora in questo settore", conclude infine Marco Boeri, Presidente dell’Ancora.














