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Rubriche | 13 agosto 2010, 10:49

Imperia: Ferragosto con il "Palio del Mare", due giorni di festeggiamenti in Calata Cuneo

Sergio Lanteri, presidente del Comitato San Giovanni:"Edizione ricca e interessante". Le foto e le testimonianze degli anni Cinquanta quando nacque la manifestazione.

Gli anni "ruggenti" del Palio. Enrico Acquarone è il primo a sinistra in piedi

Gli anni "ruggenti" del Palio. Enrico Acquarone è il primo a sinistra in piedi

Torna puntuale a Ferragosto nel fine settimana a Imperia il "Palio del Mare", tradizionale manifestazione nata a Porto Maurizio circa a metà degli anni Cinquanta (poi abbandonata) e ripresa da tre anni dal Comitato San Giovanni che l'ha "trasferita" nel bacino di Oneglia, riprendendo la numerazione "gonfiata" che venne adottata allora, per dare un "tono" all'evento.

Spiega il presidente del Comitato San Giovanni Sergio Lanteri:"Quest’anno sono 8 i borghi che hanno accolto il nostro invito e puntiamo ad ampliare ancora di più l’evento nel futuro. Ci sarebbe piaciuto svolgere il palio a Porto Maurizio, per alternare le edizioni, ma i lavori in corso ancora non ce lo consentono. Sarà comunque un’edizione ricca e interessante".

Numerose sono le testimonianze (fotografiche, personali e giornalistiche) delle "mitiche" edizioni degli anni Cinquanta. Sanremonews ne ha raccolte alcune.  

Ricorda, infatti, uno dei protagonisti delle prime edizioni che si sono svolte a metà degli anni Cinquanta Enrico Acquarone:"Il Palio era una manifestazione magica che attraeva migliaia di persone e che comportava mesi di lavoro volontario da parte di tanti amici. Vi partecipavano equipaggi del Prino, Borgo Foce, Oneglia, Peri, anche del Parasio. Le canne della lunghezza di cinque o sei metri allora erano di bambù e  avevamo anche uno scudo. Io ero un componente dell’equipaggio della Foce e ricordo con emozione che un anno ebbi il compito di rompere il ghiaccio gareggiando per primo. Nel primo scontro ebbi la meglio facendo cadere in acqua il mio avversario, non ricordo più di quale rione. Poi, però, nel secondo giro mi toccò la sorte di cadere in acqua".

Raccontano le cronache dell'epoca: "Le imbarcazioni, in rappresentanza dei vari rioni cittadini, ciascuno con il proprio simbolo, (nel 1956 furono 16 ndr) erano capitanate da un lanciere che, incrociando l’imbarcazione avversaria (gli abbinamenti erano estratti a sorte), doveva far cadere in acqua il cavaliere 'nemico', tra decine di figuranti, tra cui i Principi Doria, il marchese e la marchesa Del Carretto, i conti di Pietralata, di Linguegliettea, i nobili Rambaldi e Garibbo, annunciati da squilli di tromba e rulli di tamburi e dame in costume medioevale in un contorno di luci suggestive e urla di incitamento da parte di migliaia di persone, che,sempre per l’edizione del 1956, alla quale si erano interessata anche la nascente televisione e la radio con un collegamento in diretta 'con cinque buoni minuti di trasmissione', alle 20.15 nell’ambito di Radio Sera,  furono stimati in ventimila presenze. Ricorda un cronista dell’epoca "… Alle 21 ora stabilita per l’inizio il grande arco del porticciolo di ponente dalla capitaneria fin alla radice del Molo lungo, era già tutto nereggiante di folla  assiepata in ogni dove lungo la banchina, sul rialzo della Spiaggia d’Oro, e sulle finestre delle case a mare suggestivamente illuminate con palloncini alla veneziana, mentre autovetture, pullman, e motocicli si erano ammassati a centinaia nei predisposti parcheggi". Dalle colonne del Secolo XIX l’allora corrispondente  Bruno Viano, che poi riporta anche la notizia di un partecipante svenuto dopo essere caduto in mare, scriveva con mirabile mestria "…Era un semicerchio umano lungo circa 500 metri, un anfiteatro che per tribune si estendeva fino alle rive del mare le cui onde appena increspate in una serata meravigliosa lambivano i piedi dei più prossimi. Per quanto riguarda i simboli esibiti da ciascun rione o equipaggio, quello delle Logge di  Santa Chiara era contraddistinto dalla Tartaruga, quello di Andrea Doria dalla Gondola, Borgo Peri il Castello merlato, la Foce la Torre di Prarola, San Lazzaro il Pesce spada, Santa Lucia il Nettuno, Porta Nuova il Drago verde, il Prino la Sirena con fiaccola, il Cigno la Marina di Oneglia, il Parasio la Barca pirata con i teschi, il bianco e verde per le Cascine e le reti con i pesci per San Pietro. Fin dalla mattinata, araldi, trombettieri e tamburini aprivano il corteo storico che percorreva le vie della città a dare l’annuncio della 'singolar tenzone' con la quale gli equipaggi si contendevano l’ambito titolo di 'Navarca del golfo di Imperia'. Speaker del Palio del 1956 fu il ventimigliese Romano Maccario.

Quest'oggi c'è “Aspettando il Palio”, on la presentazione e il giuramento degli equipaggi, oltre alla musica dal vivo e alla distribuzionedi frittura di pesce del borgo. Domani a partire dalle 17.30 sino alle 20.30 sfilata  del corteo storico, gare e premiazione dei vincitori.

Diego David

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