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Eventi | 14 settembre 2026, 07:48

Sanremo: alla chiesa di San Pietro il teatro diventa memoria, venerdì "Tunin da Müta si racconta"

Secondo appuntamento con "A San Peiuru si racconta": Matteo Oliva porta in scena una storia familiare tra ricordi, voci dal passato e antiche audiocassette

Sanremo: alla chiesa di San Pietro il teatro diventa memoria, venerdì "Tunin da Müta si racconta"

Sarà una serata dedicata alla memoria, alle radici e alle storie di famiglia quella in programma venerdì prossimo alle 21, nel cortile dietro la Chiesa di San Pietro a Sanremo. Qui andrà in scena il secondo e ultimo appuntamento della rassegna "A San Peiuru si racconta", iniziativa promossa dagli Amici di San Pietro con l'obiettivo di portare la cultura direttamente nei luoghi della vita quotidiana della frazione. Dopo il primo incontro dedicato alla natura, questa volta sarà il teatro a prendere il posto d'onore, trasformando per una sera il cortile della chiesa in un palcoscenico a cielo aperto. Un'occasione per ritrovarsi, condividere emozioni e riscoprire storie profondamente legate al territorio.

Al centro della serata ci sarà "Tunin da Müta si racconta", spettacolo scritto e interpretato dall'attore Matteo Oliva, che accompagnerà il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo. Una storia personale che, attraverso i ricordi di una famiglia, finisce per raccontare anche una parte della memoria collettiva della comunità. In scena sarà un nipote a dare voce al proprio bisnonno, riportando alla luce episodi, vicende e momenti significativi della sua esistenza. Il racconto teatrale si intreccerà così con la dimensione più intima del ricordo, restituendo al pubblico non soltanto la figura di un uomo, ma anche un pezzo di storia familiare e ligure. Un modo per guardare al passato non come qualcosa di lontano, ma come una presenza ancora capace di parlare al presente.

A rendere particolarmente suggestiva la rappresentazione saranno poi alcune vere testimonianze sonore conservate nel tempo. Nel corso dello spettacolo verranno infatti utilizzate preziose audiocassette sulle quali Rina, figlia di Tunin, aveva registrato nel corso degli anni le proprie memorie e quelle della famiglia. Le voci provenienti da quei supporti d'epoca entreranno così nel racconto, creando un ponte diretto tra generazioni diverse. Alla recitazione si uniranno suoni, parole e testimonianze capaci di restituire autenticità a una vicenda che nasce all'interno di una famiglia, ma che può diventare patrimonio emotivo di un'intera comunità. Il passato tornerà quindi a farsi ascoltare, attraverso quelle registrazioni che hanno custodito nel tempo volti, sentimenti e frammenti di vita.

La rassegna "A San Peiuru si racconta" nasce proprio da questa volontà: portare la cultura fuori dai tradizionali circuiti teatrali e farla incontrare con i luoghi e le persone della frazione. Il cortile della Chiesa di San Pietro diventa così uno spazio di incontro, capace di accogliere spettacoli e iniziative in un'atmosfera informale e familiare. Una scelta che punta anche a rafforzare il senso di comunità e a riscoprire il piacere di stare insieme, ascoltando racconti che affondano le proprie radici nella storia del territorio. Dopo l'appuntamento inaugurale dedicato alla natura, la rassegna si chiude dunque con una serata all'insegna del teatro e della memoria. Un ultimo incontro prima di salutare l'estate e dare appuntamento alle prossime iniziative.

L'appuntamento con "Tunin da Müta si racconta" è fissato per venerdì 18 settembre alle 21.00 nel cortile dietro la Chiesa di San Pietro. L'evento si svolgerà all'aperto e sarà caratterizzato da un clima volutamente semplice e accogliente, in linea con lo spirito della rassegna. L'ingresso è libero e gli organizzatori invitano tutta la cittadinanza a partecipare. Sarà una serata per ascoltare una storia, ma anche per ritrovare attraverso quella storia qualcosa di familiare: il valore dei ricordi, delle voci custodite negli oggetti di una volta e dei racconti tramandati di generazione in generazione. Perché, quando la memoria trova un luogo e qualcuno disposto ad ascoltarla, anche una vicenda privata può diventare patrimonio condiviso.

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