/ Cronaca

Cronaca | 05 agosto 2026, 10:00

Cinque arresti in sei giorni nel Ponente, il SILP CGIL: "Non è una vittoria, è un allarme"

Da Sanremo a Imperia passando per Perinaldo, il sindacato della Polizia denuncia: "Il mercato della droga è capillare, servono più uomini e mezzi"

Cinque arresti in sei giorni nel Ponente, il SILP CGIL: "Non è una vittoria, è un allarme"

Cinque arresti in meno di una settimana tra Sanremo, Perinaldo e Imperia. Cocaina, ketamina, ecstasy, marijuana e hashish, ma anche bilancini di precisione, contanti e materiale per il confezionamento delle dosi. È il bilancio di alcuni recenti interventi delle forze dell'ordine nel Ponente, numeri che però il SILP CGIL Imperia invita a leggere non soltanto come un risultato operativo. Per il sindacato, infatti, dietro agli arresti c'è soprattutto la conferma di quanto sia radicato e articolato il fenomeno dello spaccio sul territorio. "Cinque arresti in meno di una settimana non sono una vittoria: sono un allarme", è il messaggio lanciato dal segretario generale provinciale Antonio Peroni.

Tra gli episodi richiamati dal sindacato c'è anche quello di un giovane sorpreso a consumare droga su una panchina di Calata Anselmi, a Borgo Marina, davanti agli operatori. In un altro caso un acquirente è stato fermato a bordo di uno scooter con la dose ancora in tasca. Elementi che, secondo il SILP CGIL, restituiscono l'immagine di un mercato tutt'altro che occasionale. E c'è un particolare che viene considerato particolarmente significativo: durante le operazioni di arresto, i telefoni degli spacciatori avrebbero continuato a squillare, con chiamate riconducibili a potenziali clienti. "Significa che l'offerta è capillare, ma soprattutto che la domanda è enorme, stabile e trasversale. Non è un problema di sicurezza percepita. È un mercato".

Secondo il sindacato, il primo problema riguarda gli organici delle forze dell'ordine, ancora calibrati principalmente sulla popolazione residente e non sui flussi effettivi che interessano una provincia di frontiera e a forte vocazione turistica. Durante i mesi estivi, sottolinea il SILP CGIL, le presenze aumentano sensibilmente, mentre le piante organiche restano sostanzialmente invariate. A questo si aggiungono pensionamenti non sempre compensati e un'età media del personale in crescita. Controllo del territorio, ordine pubblico, servizi di frontiera e attività investigative finiscono così per gravare su un numero di operatori ritenuto insufficiente. "Qualcosa, necessariamente, si sacrifica", sostiene Peroni.

Un altro capitolo riguarda la frontiera di Ventimiglia, che secondo il SILP CGIL assorbe risorse e personale destinati ai controlli e ai dispositivi ai valichi. Una scelta legata a esigenze nazionali ed europee che il sindacato non mette in discussione in sé, ma della quale chiede di considerare anche i costi per il territorio. "È una scelta politica nazionale ed europea: legittimo discuterne, ma che sia chiaro che non è a costo zero e che il conto lo pagano il territorio e i colleghi". La denuncia è quindi quella di un sistema chiamato a gestire contemporaneamente sicurezza, frontiera, ordine pubblico e contrasto allo spaccio con risorse che non sarebbero state adeguate alla situazione reale.

Per il SILP CGIL, inoltre, il Ponente rappresenta soltanto l'ultimo anello di una filiera molto più ampia. La droga sequestrata sulle strade e nelle piazze, secondo questa lettura, arriva attraverso rotte e scali portuali, per poi essere frazionata e distribuita sul territorio. Concentrarsi esclusivamente sull'ultimo livello della catena rischierebbe quindi di lasciare intatto il sistema. "Finché l'azione si concentra quasi esclusivamente sull'ultimo anello – il più povero, il più esposto, il più facilmente sostituibile –, il sistema si riproduce identico il giorno dopo l'arresto", afferma il sindacato, chiedendo un maggiore investimento nelle attività investigative e nel contrasto ai livelli superiori della filiera.

Nel documento viene affrontato anche il tema della marginalità sociale, indicata come possibile bacino di reclutamento per la manovalanza dello spaccio. Il SILP CGIL cita il caso di uno degli arrestati, che viveva in una tenda sulla spiaggia, senza fissa dimora e con il permesso di soggiorno scaduto. "Chi non ha casa, documenti validi, accesso al lavoro regolare né prospettiva di rimpatrio effettivo diventa la manovalanza a perdere delle organizzazioni", sostiene Peroni. Il ragionamento del sindacato è che chi gestisce realmente il traffico raramente coincide con chi viene fermato in flagranza e che, per questo, la risposta non può limitarsi alla repressione dell'ultimo livello.

Tra le criticità viene indicato anche il fenomeno delle cosiddette "porte girevoli", con arresti in flagranza seguiti da direttissime e, in tempi brevi, dal ritorno sul territorio delle stesse persone. Il SILP CGIL sottolinea di non voler attribuire responsabilità alla magistratura, ma parla dell'effetto combinato di un impianto normativo che affida al sistema penale anche problemi di natura sanitaria e sociale e di un sistema penitenziario sottoposto a forte pressione. A questo si aggiunge, secondo il sindacato, una progressiva riduzione degli strumenti di prevenzione: servizi territoriali ridotti, educativa di strada quasi assente e iniziative nelle scuole spesso affidate alla disponibilità degli operatori.

Da qui arriva una serie di richieste rivolte alle istituzioni. Il SILP CGIL chiede innanzitutto un piano straordinario di assunzioni e una revisione dei criteri di distribuzione degli organici, considerando presenze turistiche, frontiera e flussi reali. Viene inoltre sollecitato il potenziamento delle strutture investigative, dalle Squadre Mobili alle sezioni antidroga e di polizia giudiziaria. Particolare attenzione viene dedicata anche alla tecnologia: i telefoni sequestrati durante le operazioni, osserva il sindacato, possono contenere informazioni decisive per ricostruire reti e contatti, ma servono strumenti, licenze e personale adeguatamente formato per analizzarli in tempi utili.

Tra le proposte figurano poi il contrasto ai patrimoni accumulati con il traffico di droga, attraverso indagini economiche e misure di prevenzione patrimoniali, ma anche il rinnovo del contratto e il pagamento integrale dello straordinario. Il SILP CGIL chiede inoltre maggiori tutele per gli operatori impegnati nella manipolazione delle sostanze, con dispositivi di protezione adeguati, formazione specifica e disponibilità di naloxone nei servizi operativi. Sul fronte del territorio viene sollecitato un coordinamento più efficace all'interno del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, soprattutto nei rapporti con la Polizia Locale.

Il sindacato chiede infine di rafforzare prevenzione e riduzione del danno, attraverso un raccordo più stretto tra forze dell'ordine, ASL, Comuni e scuole, e propone una discussione sul Testo Unico 309/90. L'obiettivo indicato è distinguere in maniera più netta il consumo dal traffico, così da concentrare risorse investigative e giudiziarie sui livelli più strutturati delle organizzazioni criminali. "Sul consumo giovanile la repressione da sola ha già dimostrato di non funzionare, in tutta Europa", sostiene il SILP CGIL.

Nel comunicato, Antonio Peroni esprime anche un riconoscimento agli operatori che hanno condotto le recenti attività. Il riferimento è alle Sezioni Operative dei Carabinieri, alla Squadra Mobile della Questura di Imperia e agli agenti della Polizia Locale impegnati nei diversi interventi. Ma, precisa il segretario provinciale del SILP CGIL, il riconoscimento non può essere sufficiente. "Chiediamo condizioni di lavoro all'altezza di quello che si pretende da questi lavoratori". E la conclusione è netta: "Cinque arresti in sei giorni non sono la prova che il dispositivo tiene. Sono la prova che il mercato è così denso che ci si inciampa". Per il sindacato, senza uomini, mezzi, tutele e investimenti strutturali, il rischio è quello di arrivare semplicemente alla prossima emergenza.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium