La protesta contro le recenti nomine ai vertici del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri si allarga e trova una nuova voce in Rocchetta Nervina, che si schiera apertamente al fianco di Triora. Dopo la presa di posizione del sindaco Massimo Di Fazio, anche il primo cittadino Stefano Gastaudo interviene con toni duri sulla nomina, ufficializzata nei giorni scorsi dalla Regione Liguria, del sindaco di Caravonica all'interno del consiglio direttivo dell'Ente. Secondo il sindaco della Val Nervia, la scelta rappresenterebbe il segnale di un percorso politico destinato a concentrare la governance del Parco nella Valle Arroscia, penalizzando le altre vallate coinvolte.
Per Gastaudo il problema non riguarda la persona scelta, ma il metodo adottato dalla Regione. "La nomina del collega di Caravonica nel direttivo, calata direttamente da Genova, è il classico segnale politico che temevamo. Non si tratta del valore della persona, ma del metodo. Si sta preparando il terreno per un monopolio della Valle Arroscia sulla futura presidenza, ignorando completamente il peso, la dignità e le aspettative delle altre vallate. Sposo in toto la linea di Triora: noi non faremo da spettatori a questo teatro", afferma il sindaco, sottolineando come le decisioni siano state assunte senza un confronto preventivo con la Comunità del Parco e con i Comuni che ne fanno parte.
Nel mirino dell'amministrazione comunale c'è quello che viene definito uno squilibrio nella rappresentanza territoriale, con i piccoli Comuni montani chiamati a sostenere i vincoli imposti dall'area protetta ma, secondo Gastaudo, esclusi dalle decisioni strategiche. Rocchetta Nervina rivendica invece un ruolo paritario all'interno dell'Ente e ribadisce la necessità che il Parco continui a essere uno strumento di sintesi tra territori differenti, anziché il risultato di equilibri politici regionali. In questo senso, il sindaco evidenzia la compattezza dell'asse formato da Val Nervia e Valle Argentina nel chiedere una governance più equilibrata.
Il messaggio è rivolto direttamente al presidente della Regione Liguria Marco Bucci, al quale viene chiesto di riaprire il confronto prima della nomina del futuro presidente del Parco. "Se la Regione pensa che i nostri Comuni servano solo a fare numero e a subire vincoli, si sbaglia di grosso. Chiediamo al presidente Bucci di fermarsi, di ascoltare la voce del territorio e di riaprire una discussione democratica e bilanciata. Se la strada tracciata da questa nomina rimarrà la stessa anche per la scelta del presidente, il Comune di Rocchetta Nervina valuterà seriamente, insieme a Triora, l'ipotesi di uscire definitivamente dall'Ente Parco. Non resteremo all'interno di un organismo che calpesta la rappresentanza delle nostre comunità", conclude Gastaudo.
La presa di posizione di Rocchetta Nervina rafforza quindi il fronte dei Comuni dell'entroterra contrari alle recenti scelte della Regione e apre un nuovo capitolo nel confronto sul futuro del Parco delle Alpi Liguri. Il rischio, evidenziato dalle amministrazioni coinvolte, è che il mancato dialogo possa sfociare in una frattura istituzionale con conseguenze rilevanti per la gestione dell'area protetta e per la rappresentanza delle comunità locali.














