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Politica | 21 luglio 2026, 12:20

Taggia, la TARI aumenta del 3,2% e accende lo scontro sulla pulizia: 125mila euro in più, un’ora di dibattito in Consiglio

Il nuovo Piano economico finanziario porta il gettito a circa 4,041 milioni di euro, 125mila in più rispetto al 2025. Federico vota contro: "A una tariffa più alta deve corrispondere una città più pulita". Conio replica: "L’aumento dipende dai costi del lavoro e dagli adeguamenti, non da nuovi servizi". Il documento approvato con i voti della maggioranza

Taggia, la TARI aumenta del 3,2% e accende lo scontro sulla pulizia: 125mila euro in più, un’ora di dibattito in Consiglio

Un aumento medio del 3,2%, circa 125mila euro in più rispetto allo scorso anno e una domanda rimasta al centro del dibattito per quasi un’ora: i cittadini di Taggia, pagando una TARI più alta, riceveranno un servizio migliore?

È attorno a questo interrogativo che si è sviluppato uno dei confronti più lunghi e accesi del Consiglio comunale di ieri. Sul tavolo c’erano la presa d’atto del nuovo Piano economico finanziario della TARI per il quadriennio 2026-2029 e l’approvazione delle tariffe per il 2026. Un passaggio tecnico obbligatorio, ma diventato rapidamente politico quando le opposizioni hanno collegato l’aumento delle bollette alle condizioni di pulizia e decoro percepite sul territorio.

Il provvedimento è stato infine approvato con i voti della maggioranza. Contrario Giuseppe Federico, consigliere di Progettiamo il Futuro, che questa mattina è tornato sull’argomento con una nota stampa, chiedendo servizi verificabili e un miglioramento concretamente percepibile da famiglie e attività.

La maggioranza ha invece difeso il lavoro svolto e precisato che l’aumento non deriva dall’introduzione di nuovi servizi o da una scelta discrezionale dell’Amministrazione, ma dalla crescita dei costi complessivi della gestione: adeguamenti contrattuali del personale, rivalutazioni e spese legate al trattamento e al trasporto dei rifiuti.

Il costo sale di 125mila euro. Il Piano economico finanziario è stato predisposto secondo il nuovo metodo tariffario MTR-3 di Arera, valido per il periodo regolatorio 2026-2029, e validato dall’Agenzia regionale ligure per i rifiuti, l’Arlir, che lo ha trasmesso al Comune il 2 luglio.

Il costo complessivo del servizio per il 2026 viene quantificato in 4.336.576 euro, suddivisi tra circa 1,4 milioni di quota fissa e 2,937 milioni di quota variabile. Applicando detrazioni per quasi 296mila euro, la base tariffaria indicata negli atti si attesta attorno ai 4,041 milioni di euro.

Nel 2025 il gettito era stato di circa 3,916 milioni. La differenza è quindi di poco superiore ai 125mila euro, pari a un incremento medio del 3,2%.

La TARI, per legge, deve assicurare la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti. Il Comune non può quindi utilizzare la fiscalità generale per coprirne una parte: ciò che costa la raccolta, il trasporto, il trattamento, lo spazzamento e l’insieme delle prestazioni previste deve essere ripartito tra le utenze domestiche e non domestiche.

Nel territorio comunale risultano 11.517 utenze, delle quali 9.854 domestiche e 1.663 non domestiche. Gli atti indicano inoltre una produzione complessiva superiore ai 10,1 milioni di chilogrammi di rifiuti.

Le simulazioni illustrate in aula dal vicesindaco Espedito Longobardi mostrano l’effetto dell’incremento su alcune utenze-tipo. Per un’abitazione di 30 metri quadrati occupata da una sola persona, ad esempio, la bolletta passerebbe indicativamente da 112 a 118 euro. Per una famiglia di almeno sei componenti in un alloggio di 100 metri quadrati, l’importo salirebbe da circa 628 a 660 euro. L’effetto concreto varierà comunque in base alla superficie, al numero dei componenti e, per le attività, alla categoria di appartenenza e alla capacità potenziale di produrre rifiuti.

Le scadenze previste dal provvedimento sono il 30 settembre, il 16 novembre e il 16 dicembre, con la possibilità di versare l’intero importo in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. Sulla proposta sono stati acquisiti i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile e quello del revisore dei conti Massimiliano Dadà.

Federico: "Prima degli aumenti servono risultati verificabili". Ad aprire il confronto politico è stato Giuseppe Federico. Il consigliere ha riconosciuto il carattere tecnico del Piano, ma ha spostato l’attenzione sul rapporto tra l’aumento richiesto ai contribuenti e la qualità effettiva del servizio.

"Rispetto all’anno scorso la TARI aumenta di 125mila euro, pari al 3,2%. Quindi aumenta – ha osservato –. Dobbiamo capire se, aumentando il costo, migliora anche il servizio oppure se resta la percezione di degrado che viene segnalata quasi tutti i giorni".

Federico ha richiamato la Carta della qualità sottoscritta dal Comune e dal gestore, nella quale sono definiti gli standard del servizio. Tra questi figurano lo spazzamento delle strade principali per sei giorni alla settimana e quello delle aree periferiche una volta alla settimana, un passaggio domenicale nelle zone litoranee a sud della pista ciclabile, lo svuotamento dei cestini e un servizio estivo pomeridiano nel centro storico di Taggia.

Il documento prevede inoltre il lavaggio periodico di strade e marciapiedi, con frequenza settimanale durante l’estate in diverse zone del territorio, oltre agli interventi di rimozione dei rifiuti abbandonati.

Per il consigliere, il problema non è ciò che viene previsto sulla carta, ma la possibilità di verificare se gli standard siano rispettati e percepiti dalla popolazione.

Nella nota diffusa questa mattina, Federico ha ricordato le segnalazioni relative a rifiuti abbandonati, marciapiedi sporchi e aree pubbliche poco curate. Un malcontento che, secondo l’esponente di opposizione, non può essere ridotto a qualche fotografia pubblicata sui social.

"I cittadini chiedono semplicemente che a una tariffa più alta corrisponda una città più pulita, più curata e un servizio misurabile – ha affermato –. È questo il principio che continueremo a sostenere dentro e fuori il Consiglio comunale".

Caldani: "Non si può attribuire tutto agli incivili". Sulla stessa linea è intervenuto Davide Caldani, anch’egli consigliere di Progettiamo il Futuro. Pur riconoscendo il peso dei comportamenti scorretti, Caldani ha contestato il continuo richiamo all’inciviltà come spiegazione principale delle condizioni di alcune strade.

"Che ci sia una quota di incivili che sporca o conferisce male i rifiuti è innegabile – ha premesso –. Però non possiamo, ogni volta che discutiamo di igiene pubblica, sentirci ripetere soltanto questa storia".

Il consigliere ha portato l’esempio di via Spagnoli, denunciando una pulizia ritenuta insufficiente, la presenza prolungata di guano e le condizioni di alcuni cassonetti. Ha inoltre evidenziato come, negli atti relativi al nuovo periodo 2026-2029, non risultino variazioni del perimetro del servizio o potenziamenti tali da rendere immediatamente comprensibile l’aumento. "La domanda che si pone il cittadino medio è: perché pago di più? E, ancora prima, che cosa sto pagando?".

Alberti pone il tema dello smaltimento. Fulvia Alberti, consigliera di Progetto Comune, ha concentrato il proprio intervento sui costi dello smaltimento e sulla quantità di rifiuti indifferenziati.

La consigliera ha chiesto quanto incida sull’aumento il fatto che i rifiuti debbano essere trasportati e trattati lontano dal territorio comunale. Ha inoltre collegato il costo alla qualità della raccolta differenziata, sottolineando come gli errori nel conferimento possano aumentare la quantità di indifferenziato e, di conseguenza, le spese sostenute dal sistema.

Alberti ha portato l’esempio positivo della raccolta porta a porta in via Salvatore Revelli, sostenendo che la responsabilizzazione diretta delle utenze possa favorire conferimenti più corretti e strade maggiormente ordinate.

Cascino: "Rendiamo pubblici i report". Gabriele Cascino ha insistito soprattutto sui servizi accessori contenuti nella Carta della qualità. Il capogruppo di Progettiamo il Futuro ha chiarito che l’opposizione non intende sostenere che il servizio sia completamente assente, ma chiede di poter verificare con documenti e dati il rispetto degli obblighi contrattuali.

"Il cittadino non paga soltanto la raccolta e lo smaltimento dei propri rifiuti, ma anche tutti i servizi accessori sul territorio – ha ricordato –. Vengono rispettati gli obblighi settimanali di lavaggio e pulizia? Ci sono report che lo dimostrano?".

Dopo le rassicurazioni del vicesindaco e del sindaco, Cascino ha proposto di rendere pubblici i resoconti relativi agli interventi effettuati. "Se esistono tutti questi dati e dimostrano che il servizio viene reso secondo la Carta della qualità, rendiamoli pubblici. Davanti a un aumento bisogna spiegare ai cittadini che esiste un servizio all’altezza del costo richiesto".

Longobardi difende il servizio: "Interventi anche oltre gli obblighi". Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Espedito Longobardi ha riconosciuto che il servizio possa essere migliorato, ma ha respinto l’immagine di un territorio abbandonato o di obblighi completamente disattesi.

Secondo Longobardi, gli interventi previsti dalla Carta della qualità vengono effettuati e, in numerosi casi, integrati con operazioni aggiuntive richieste direttamente dall’Amministrazione sulla base delle segnalazioni ricevute.

"Il centro storico viene lavato integralmente e spesso anche più di quanto previsto – ha affermato –. Ogni giorno ricevo i report degli operatori e li integro con le esigenze che vengono segnalate dai cittadini".

Il vicesindaco ha citato alcuni interventi effettuati nelle ore precedenti in via Magellano, vicolo Vivaldi, via Boselli e in altre zone di Taggia. Ha inoltre ricordato l’acquisto di attrezzature aggiuntive per raggiungere vicoli e aree difficilmente accessibili.

Longobardi ha però ammesso l’esistenza di criticità operative. Tra queste, la necessità di pulire l’area circostante dopo lo svuotamento dei cassonetti: un problema recentemente segnalato ad Amaie Energia e rispetto al quale, secondo quanto riferito in aula, sarebbero cominciati anche controlli e contestazioni agli operatori che non rispettano le indicazioni.

L’assessore ha ricordato inoltre i servizi a disposizione per gli ingombranti: il conferimento nell’area dedicata, due ritiri domiciliari gratuiti all’anno per ciascun utente e l’Ecomobile presente nei primi tre giovedì del mese ad Arma, Levà e Taggia.

Conio: "I 125mila euro non finanziano nuovi servizi". Il passaggio politicamente più duro è arrivato con l’intervento del sindaco Mario Conio. Il primo cittadino ha sostenuto che negli ultimi anni il Comune abbia aumentato spazzamenti, lavaggi e possibilità di conferimento, introducendo servizi che nel precedente capitolato non erano previsti.

Ha però soprattutto separato il tema dell’aumento da quello della pulizia delle strade. "I 125mila euro non c’entrano con nuovi servizi – ha spiegato –. L’aumento del PEF dipende dal costo del servizio, dal contratto collettivo di lavoro, dagli adeguamenti Istat e da altri costi sui quali il Comune non può intervenire. Noi le tariffe non le abbiamo aumentate per una scelta politica: il servizio costa di più".

Conio ha inoltre avvertito che la situazione potrebbe diventare più complessa nei prossimi anni, soprattutto a causa dei costi di trasporto e trattamento. Taggia, non disponendo di impianti vicini, deve trasferire i propri rifiuti fuori dal territorio: attualmente verso Vado Ligure, in futuro eventualmente verso altre destinazioni.

Il sindaco ha rivendicato il risultato della raccolta differenziata, indicata attorno al 71%, e ricordato che il raggiungimento di percentuali elevate consente di evitare ulteriori penalizzazioni.

Allo stesso tempo ha annunciato una linea più rigida contro i conferimenti irregolari. Un agente della Polizia locale sarebbe stato incaricato di verificare e sanzionare i comportamenti scorretti. Per Conio, infatti, il miglioramento del decoro non può dipendere soltanto dall’aumento degli interventi, ma richiede una maggiore responsabilità della cittadinanza.

"I servizi ci sono – ha concluso –. Siamo perfettibili, ma adesso serve un passo avanti anche da parte dei cittadini. Bisogna intensificare i controlli e sanzionare chi non rispetta le regole".

Il nodo politico: non soltanto quanto si paga, ma che cosa si riceve. Il voto ha chiuso il punto all’ordine del giorno, ma non il confronto. La maggioranza considera l’aumento del 3,2% una conseguenza sostanzialmente tecnica della crescita dei costi e rivendica il potenziamento del servizio realizzato negli ultimi anni. Le opposizioni, invece, chiedono che l’approvazione di una TARI più elevata sia accompagnata dalla pubblicazione dei report, da controlli puntuali sul gestore e da risultati visibili nelle strade.

La distanza emersa in aula non riguarda quindi soltanto i 125mila euro in più. Riguarda il modo in cui viene valutata la qualità del servizio: per l’Amministrazione gli interventi previsti vengono effettuati, spesso anche oltre gli obblighi, ma sono in parte vanificati dai comportamenti incivili; per la minoranza, invece, le numerose segnalazioni dimostrano che tra quanto stabilito dalla Carta della qualità e ciò che i cittadini vedono ogni giorno esiste ancora uno scarto da colmare.

Le nuove tariffe entreranno in vigore retroattivamente dal primo gennaio 2026 e arriveranno nelle bollette di famiglie e imprese nei prossimi mesi. A quel punto il dibattito uscirà dall’aula consiliare e si sposterà inevitabilmente nelle case e nelle attività commerciali.

Andrea Musacchio

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