“Il prossimo 23 luglio la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città sarà chiamata a esprimere il proprio parere sul disegno di legge di riforma della governance portuale, un provvedimento destinato a stravolgere il futuro dei porti italiani con gravissime e pesanti ricadute sul sistema portuale ligure. Per questo chiediamo al presidente della Regione e alla Giunta di chiarire, prima di quella data, quale posizione intendano sostenere e quali richieste di modifica abbiano avanzato al Governo. Abbiamo già evidenziato come il testo oggi all’esame del Parlamento comporti uno scippo di risorse dalle Autorità di sistema portuale liguri al nuovo meccanismo centralizzato, con una riduzione di circa 5 milioni di euro per l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale e di circa 20,8 milioni di euro per quella del Mar Ligure Occidentale. Risorse oggi destinate a manutenzioni, dragaggi, sicurezza, infrastrutture e sviluppo dei nostri scali”, dichiarano il segretario del PD Liguria, Davide Natale, e il responsabile Economia della segreteria del PD Liguria, Matteo Bianchi.
“Chiediamo quindi alla Regione Liguria di rendere nota la posizione che intende assumere in Conferenza Unificata e, soprattutto, di indicare quali emendamenti e quali modifiche abbia formalmente richiesto affinché la riforma non penalizzi i porti liguri. Altre Regioni stanno difendendo con determinazione i propri territori: è doveroso sapere se la Liguria stia facendo altrettanto. Chiediamo inoltre che la Regione sostenga le osservazioni e le proposte formulate dal Comune di Genova nella memoria depositata presso la Commissione Trasporti della Camera, che condividono le preoccupazioni già espresse da ANCI sul rischio di un eccessivo accentramento delle decisioni, dello svuotamento del ruolo delle Autorità di sistema portuale e della marginalizzazione delle città portuali nei processi di pianificazione e governo dei porti. Si tratta di proposte che mirano a rafforzare il sistema portuale nazionale senza indebolire il ruolo dei territori e che meritano di essere sostenute dalla Regione nell’interesse dell’intera Liguria”, proseguono Natale e Bianchi.
“Questa riforma è stata costruita da un Governo nel quale il dossier porti è seguito da un viceministro ligure ed è affidata, alla Camera dei deputati, a una relatrice ligure. Sarebbe paradossale che proprio la Liguria, cuore della portualità italiana, finisse con l’essere il territorio più penalizzato dal nuovo sistema. La Regione non può limitarsi ad assistere passivamente. Ha il dovere di pretendere le modifiche necessarie affinché una riforma che vede protagonisti esponenti liguri del Governo non si traduca in un trasferimento di risorse a danno dei porti di Genova, Savona e La Spezia e in un indebolimento delle Autorità di sistema portuale che rappresentano uno dei principali motori economici del Paese. Il 23 luglio la Liguria dovrà scegliere se difendere i propri porti e le proprie città portuali oppure avallare una riforma che rischia di sottrarre risorse, competenze e capacità decisionale al nostro territorio. I liguri hanno il diritto di conoscere, prima di quella data, quale sarà la posizione della loro Regione”, concludono Natale e Bianchi.














