Dal confronto con l’amministrazione alla mobilitazione popolare. Dopo settimane di polemiche sul progetto di riqualificazione dell’area del Polo Nord, il Comitato Vicolo Funivia-Polo Nord ha riunito cittadini e residenti alla Federazione Operaia Sanremese per un’assemblea pubblica dedicata al futuro del quartiere. L’incontro, moderato da Giada Petrucci e Marco Di Domenico, ha confermato la netta contrarietà del comitato alla realizzazione dell’edificio previsto tra corso Inglesi e vicolo Funivia e ha segnato l’avvio di una raccolta firme per chiedere una modifica del Piano urbanistico comunale.
Al centro della contestazione c’è il progetto presentato dalla società Nova Matutia, che prevede la demolizione degli immobili esistenti e la costruzione di un edificio residenziale composto da 11 piani fuori terra e cinque interrati, con 48 appartamenti e circa 2.500 metri quadrati di superficie edificabile. Un intervento che il comitato continua a definire un “grattacielo” e che ritiene incompatibile con le caratteristiche urbanistiche e paesaggistiche del quartiere. Nel corso della serata sono stati ripercorsi i principali punti già sollevati nei mesi scorsi dai residenti: il possibile impatto sulla viabilità, l’aumento del carico urbanistico, la perdita di luce e della vista per gli edifici circostanti, i disagi durante il cantiere e le preoccupazioni legate alla conformazione geologica dell’area.
L’iniziativa non si è però limitata alla contestazione del singolo progetto. Al termine dell’assemblea è stata infatti avviata una raccolta firme indirizzata al sindaco di Sanremo con l’obiettivo di chiedere una modifica del vigente Piano urbanistico comunale. Secondo il documento predisposto dal comitato, il Sottoambito TU_11a del PUC, che comprende anche l’area tra Polo Nord, vicolo Funivia e corso Inglesi, consente interventi di sostituzione edilizia con edifici che possono arrivare fino a 20 piani, possibilità ritenuta dai promotori “ampiamente sproporzionata” rispetto al contesto urbano della zona.
La petizione chiede quindi all’amministrazione comunale di avviare una variante urbanistica che riduca tali previsioni edificatorie, ritenendo l’attuale disciplina non più compatibile con il corretto equilibrio del quartiere. Nel testo vengono elencate anche le motivazioni della richiesta. Tra queste figurano il presunto rischio idrogeologico, legato alla presenza di un piccolo torrente sotto vicolo Funivia, le criticità viabilistiche dovute all’accesso carrabile previsto da via Caduti del Lavoro, l’impatto paesaggistico di una costruzione di grandi dimensioni, il possibile deprezzamento degli immobili circostanti, i disagi legati al futuro cantiere e le ripercussioni sull’asilo comunale situato all’inizio di vicolo Funivia.
Il comitato evidenzia inoltre che il quartiere dovrebbe già assorbire un significativo incremento insediativo, stimato in circa cinquanta nuovi alloggi, ritenendo che un ulteriore aumento del carico urbanistico possa compromettere l’equilibrio della zona. La raccolta firme rappresenta il nuovo passaggio della mobilitazione dei residenti, dopo il recente incontro con l’amministrazione comunale e il confronto pubblico con la società proponente. Sul fronte opposto, Nova Matutia continua invece a sostenere che l’intervento rappresenti un’importante operazione di rigenerazione urbana, capace di sostituire edifici degradati con una costruzione moderna, efficiente e accompagnata da nuove opere pubbliche. Le posizioni, almeno per il momento, restano distanti. Mentre l’iter amministrativo del progetto prosegue negli uffici comunali, il comitato punta ora ad ampliare il consenso attorno alla richiesta di modifica del PUC, nella convinzione che il dibattito non riguardi soltanto il futuro del Polo Nord, ma il modello di sviluppo urbanistico della Sanremo dei prossimi anni.
































