Lo spostamento a monte della linea ferroviaria in provincia di Imperia avrebbe avuto conseguenze pesanti sulla mobilità, sull'ambiente e sulla sicurezza stradale. È quanto sostiene il direttivo del Comitato Territoriale, che in un comunicato analizza gli effetti del nuovo tracciato, evidenziando un progressivo abbandono del trasporto ferroviario a favore dell'automobile. Secondo il Comitato, la riduzione del numero delle stazioni e la loro maggiore distanza dai centri abitati avrebbero spinto migliaia di persone a rinunciare al treno per gli spostamenti quotidiani, scegliendo invece mezzi privati per raggiungere il luogo di lavoro, di studio o altre destinazioni.
A sostegno della propria tesi vengono riportati alcuni dati riferiti al comprensorio dianese. Nel luglio 2023 la stazione di Diano Castello ha registrato una media di 472 passeggeri al giorno, mentre nel luglio 2016 le stazioni di Diano Marina e Cervo – poi accorpate nel nuovo scalo – totalizzavano complessivamente 882 utenti quotidiani. "In pratica, lo spostamento a monte ha fatto perdere alla ferrovia il 46% dei viaggiatori", evidenzia il Comitato. Nello stesso arco temporale vengono richiamati anche i dati turistici di Diano Marina, con le presenze annue passate da 823 mila nel 2016 a 590 mila nel 2023, pari a una diminuzione del 28%.
Secondo il direttivo, il calo dell'utilizzo del treno si è inevitabilmente tradotto in un incremento del traffico automobilistico. Una situazione che, oltre ad aumentare i costi sostenuti dai cittadini per gli spostamenti, avrebbe determinato anche un peggioramento sotto il profilo ambientale. L'aumento dei veicoli in circolazione comporterebbe infatti maggiori emissioni inquinanti e una qualità della vita più bassa, in controtendenza rispetto alle politiche europee che incentivano il trasporto pubblico per affrontare la crisi climatica e contenere le spese delle famiglie.
Il Comitato pone inoltre l'accento sul tema della sicurezza stradale, collegando l'incremento del traffico all'aumento degli incidenti. Nel comunicato viene ricordato come, nel 2024, la provincia di Imperia abbia fatto registrare 492 incidenti ogni 100 mila abitanti, a fronte di una media nazionale di 294, un dato che la colloca al primo posto in Italia per incidentalità. Un elemento che, secondo il direttivo, rappresenterebbe una delle conseguenze più preoccupanti della scelta di aver allontanato la ferrovia dai principali centri abitati.
Nelle conclusioni il Comitato definisce il progetto di spostamento a monte "un intervento concepito negli anni Novanta e oggi ormai obsoleto". Secondo il direttivo, le conoscenze e le tecnologie sviluppate negli ultimi trent'anni consentirebbero di individuare soluzioni più moderne, sostenibili ed economicamente vantaggiose, mantenendo al tempo stesso un servizio ferroviario capillare e vicino ai cittadini. "Ci auguriamo che questa folle corsa si fermi, prima di andarsi a scontrare contro la dura realtà", conclude il Comitato Territoriale.














