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Attualità | 08 luglio 2026, 11:55

Presunti maltrattamenti alla Rsa Le Palme di Taggia, ammesse le parti civili private: esclusi gli enti

Nuovo passaggio davanti al giudice nell’inchiesta sulla struttura sanitaria assistita. L’avvocato Maria Gioffrè, che rappresenta tre parti civili: “Molto soddisfatti”. Il procedimento è stato rinviato al 30 settembre

Presunti maltrattamenti alla Rsa Le Palme di Taggia, ammesse le parti civili private: esclusi gli enti

Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti alla Rsa Le Palme di Taggia, la residenza sanitaria assistita finita al centro di un’indagine coordinata dalla Procura di Imperia e condotta dalla Guardia di Finanza, che ha portato a processo dirigenti e operatori della cooperativa che gestiva la struttura.

Nell’ultima udienza di questa mattina il giudice si è pronunciato sulla costituzione delle parti civili. Sono state ammesse le parti civili private, mentre sono stati esclusi gli enti e le associazioni che avevano chiesto di entrare nel procedimento. La decisione è arrivata dopo la riserva assunta nella precedente udienza. Il procedimento è stato quindi rinviato al 30 settembre, data in cui si tornerà in aula per verificare le eventuali citazioni delle parti civili e procedere con i successivi adempimenti.

Tra i legali impegnati nel procedimento c’è anche l’avvocato Maria Gioffrè, che assiste tre parti civili private. Si tratta di familiari ed eredi di alcuni ospiti della struttura, persone che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero subito condotte riconducibili al quadro di maltrattamenti contestato nell’inchiesta.

La decisione del giudice rappresenta un passaggio significativo nella fase preliminare del processo. Da una parte viene riconosciuta la possibilità, per i familiari degli ospiti coinvolti, di partecipare al procedimento come parti civili; dall’altra restano fuori gli enti, ritenuti portatori di interessi più generali e non direttamente riconducibili alle posizioni delle singole persone offese.

L’inchiesta riguarda un quadro accusatorio particolarmente delicato. Secondo l’impianto della Procura, all’interno della Rsa si sarebbero verificati episodi di violenze fisiche e verbali, omissioni nelle cure, carenze igienico-sanitarie e condotte di abbandono nei confronti di anziani ospiti, molti dei quali non autosufficienti.

Le contestazioni, che dovranno naturalmente essere verificate nel corso del processo, coinvolgono complessivamente 38 imputati, tra dirigenti e operatori, compresi infermieri e operatori socio-sanitari. Le ipotesi di reato vanno, a vario titolo, dai maltrattamenti su persone incapaci all’abbandono di persone incapaci, dalle lesioni personali al concorso per omissione. Per alcuni imputati viene contestata anche un’ipotesi aggravata con esito mortale, legata al caso di una donna anziana che, secondo l’accusa, sarebbe stata lasciata sola per ore in bagno, cadendo e riportando la frattura del femore.

Al centro degli accertamenti non ci sarebbero soltanto singoli episodi attribuiti agli operatori, ma anche la gestione complessiva della struttura. Secondo gli investigatori, alcune condotte non sarebbero state adeguatamente segnalate all’autorità giudiziaria e sarebbero state gestite internamente attraverso richiami, sospensioni o allontanamenti, consentendo così il ripetersi delle situazioni contestate.

Nel fascicolo d’indagine figurano intercettazioni, testimonianze, documentazione sanitaria e materiale fotografico. Tra gli aspetti evidenziati dall’accusa ci sarebbero anche presunte carenze nell’assistenza quotidiana, mancati cambi posturali, ritardi o omissioni nelle medicazioni, oltre a criticità nella gestione del vitto e dell’igiene degli ospiti.

La fase processuale sarà ora chiamata a verificare la tenuta dell’impianto accusatorio e le singole posizioni degli imputati. L’ammissione delle parti civili private consentirà ai familiari degli ospiti coinvolti di partecipare al procedimento e chiedere il riconoscimento degli eventuali danni subiti. Il prossimo passaggio è fissato per il 30 settembre, quando il procedimento tornerà davanti al giudice per la prosecuzione dell’iter.

Andrea Musacchio

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