Una passione diventata un progetto, con un obiettivo preciso: dimostrare che la disabilità non può e non deve essere un limite imposto dagli altri. È da questa convinzione che è nata Radio Rani, la web radio fondata da Ranieri Votano, cittadino di Taggia non vedente, che ha trasformato un sogno coltivato per anni in uno spazio di informazione, musica e inclusione. L'idea di creare una radio tutta sua è maturata dopo una precedente esperienza come speaker in un'altra emittente. «Volevo avere una radio mia – racconta – perché sentivo il bisogno di mettermi in gioco e dimostrare che anche una persona con una disabilità può realizzare un progetto di questo tipo».
Radio Rani è una web radio, uno spazio libero e indipendente: «Voglio che sia una radio aperta a tutti – spiega Votano – dove le persone con disabilità possano raccontarsi e dimostrare le proprie capacità. Troppo spesso veniamo giudicati prima ancora di poter dimostrare quello che sappiamo fare».
Quello della radio è per ora un hobby: Ranieri infatti ha un impiego, ma racconta di convivere ancora oggi con pregiudizi legati alla sua condizione. Una situazione che lo ha portato anche ad affrontare una causa per mobbing, senza però ottenere il cambiamento sperato: «Mi sento dire che, essendo non vedente, non posso svolgere determinate mansioni. Ma non è così. Oggi esistono screen reader e sintesi vocali che permettono a una persona cieca di utilizzare il computer. Certo, alcuni programmi sono ancora poco accessibili, ma questo non significa che non siamo in grado di lavorare». E la radio diventa anche un modo per affrontare questa situazione, dimostrando che si può andare oltre a queste difficoltà, perché «la disabilità non deve essere debilitante perché lo decidono altri».
Un tema che gli sta particolarmente a cuore è quello dell'abilismo, ovvero quell'insieme di stereotipi e discriminazioni che limitano le opportunità delle persone con disabilità. «Il messaggio deve essere semplice: il disabile può essere pienamente abile e deve avere le stesse possibilità di chiunque altro». Il problema visivo accompagna Ranieri fin dalla nascita, ma fino al 2013 riusciva comunque a leggere e a muoversi in autonomia. La perdita completa della vista ha rappresentato uno spartiacque nella sua vita. «È un trauma. Ti cambia completamente l'esistenza», racconta. Una difficoltà che però non lo ha fermato.
Accanto a lui c'è Francesca, speaker milanese con la sua stessa disabilità, che condivide il progetto e gli stessi valori. Radio Rani affronta anche temi legati alla disabilità, ospitando testimonianze di persone che raccontano la propria esperienza quotidiana, le difficoltà burocratiche, il rapporto con il sistema sanitario o presentano libri e progetti personali. La radio collabora inoltre con "Vite Parallele", un canale WhatsApp dedicato alle esperienze di persone con diverse disabilità, che trova spazio settimanalmente all'interno della programmazione. Accanto a questi approfondimenti, Ranieri conduce una trasmissione generalista in cui commenta notizie di attualità e musica. Quando emergono fatti legati all'inclusione o ai diritti delle persone con disabilità, li porta al centro del dibattito coinvolgendo anche gli ascoltatori: «Voglio che chi non vive una disabilità possa capire quali sono le difficoltà quotidiane. Siamo persone diverse, ma uguali nei diritti e nelle capacità».
L'amore per la radio nasce da lontano, alimentato dalla passione per la musica. Già in passato Ranieri aveva cercato di avvicinarsi al mondo radiofonico, scontrandosi però con diffidenze legate alla sua disabilità: «Molti pensano che se non vedi non sei in grado di fare lo speaker. È un pregiudizio che purtroppo esiste ancora». Così ha deciso di costruire da sé l'opportunità che gli mancava, con un progetto partito il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, patrona della vista. Una coincidenza che lui stesso definisce tale, ma che assume un forte valore simbolico.
«Vorrei che passasse un messaggio semplice - conclude Ranieri - una persona con disabilità deve poter fare tutto ciò che desidera, esattamente come chiunque altro. E se qualcuno vuole raccontare la propria storia, Radio Rani sarà sempre pronta ad ascoltarlo».















