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Politica | 25 giugno 2026, 21:47

Taggia, scontro sulle spiagge: Cascino chiede di revocare l'affidamento ad Amaie, Conio replica: “Nessun danno per il Comune”

Accessi agli atti, una lettera inviata ai consiglieri poche ore prima della seduta, il caso dei 100 mila euro di canoni non riscossi e un lungo confronto politico e tecnico. Cascino chiede di annullare la delibera sulle concessioni demaniali, Conio difende la scelta. La proposta viene bocciata con 9 voti contrari

Taggia, scontro sulle spiagge: Cascino chiede di revocare l'affidamento ad Amaie, Conio replica: “Nessun danno per il Comune”

La discussione non è iniziata giovedì sera nell'aula del Consiglio comunale. È cominciata settimane prima, con una serie di richieste di accesso agli atti, documenti domandati agli uffici comunali e ad Amaie Energia, approfondimenti giuridici e, poche ore prima della seduta, una lunga lettera inviata ai consiglieri comunali. È in questo contesto che è maturata la proposta del consigliere di opposizione Gabriele Cascino di chiedere al Consiglio l'annullamento in autotutela della deliberazione approvata il 13 aprile scorso, con cui il Comune di Taggia aveva affidato ad Amaie Energia e Servizi l'intestazione e la gestione delle concessioni demaniali marittime delle tre spiagge libere attrezzate.

La richiesta è stata respinta dalla maggioranza con nove voti contrari, tre favorevoli e un'astensione, ma il dibattito ha riportato al centro dell'attenzione uno dei dossier amministrativi più delicati degli ultimi mesi: il rapporto tra il Comune e la propria società partecipata, la gestione delle spiagge comunali e le conseguenze del mancato incasso di circa 100 mila euro di canoni concessori maturati durante il precedente affidamento. Per comprendere il confronto andato in scena in aula bisogna però tornare indietro di alcune settimane.

Gli accessi agli atti e la documentazione richiesta. Dopo il Consiglio comunale del 13 aprile, nel quale erano già emerse le prime perplessità sull'affidamento decennale ad Amaie Energia, Cascino ha deciso di approfondire la vicenda attraverso una serie di richieste di accesso agli atti.

Il 12 giugno il consigliere ha trasmesso due distinte istanze, una indirizzata al Comune di Taggia e una alla stessa Amaie Energia, chiedendo di ottenere la documentazione relativa sia al protocollo d'intesa sottoscritto nel 2022 sia alla gestione delle spiagge durante il primo quadriennio.

Tra gli atti richiesti figurano il piano di ammortamento degli investimenti che, secondo il protocollo, avrebbe dovuto essere predisposto dalla partecipata e approvato dal Comune, le quattro relazioni annuali sull'attività svolta, la documentazione relativa alle garanzie e alle fideiussioni richieste agli assegnatari delle spiagge, le quietanze di pagamento dei corrispettivi versati dai concessionari e gli atti riguardanti il nuovo affidamento. Secondo Cascino, parte di quella documentazione non gli sarebbe mai stata trasmessa. Una circostanza che, a suo giudizio, rappresenterebbe già di per sé un elemento di criticità.

La lettera ai consiglieri poche ore prima della seduta. Nel pomeriggio precedente al Consiglio comunale il consigliere ha poi inviato una lunga comunicazione a tutti i componenti dell'assemblea, nella quale ha spiegato nel dettaglio le motivazioni della proposta di revoca. Una sorta di memoria politica e tecnica con cui ha cercato di convincere anche i consiglieri di maggioranza a riconsiderare la scelta compiuta ad aprile.

Nella lettera Cascino sostiene che la revoca della delibera non avrebbe arrecato alcun danno agli operatori economici risultati aggiudicatari delle gare espletate da Amaie Energia, perché il Comune avrebbe potuto subentrare direttamente nei rapporti giuridici attraverso l'istituto della surrogazione, lasciando inalterati gli esiti delle procedure pubbliche già concluse.

Contestualmente elenca quelle che ritiene gravi inadempienze della partecipata: dal mancato piano di ammortamento alle relazioni annuali previste dal protocollo del 2022, fino all'assenza della documentazione relativa alle fideiussioni e alle garanzie richieste ai concessionari e al caso dei circa 100 mila euro di canoni rimasti insoluti.

"Il Consiglio ha sbagliato". È proprio da qui che parte l'intervento di Cascino in aula. L'opposizione sostiene che il Comune abbia commesso un errore politico e amministrativo nel riaffidare ad Amaie Energia la gestione delle spiagge. "Il Consiglio comunale ha sbagliato a continuare ad affidare questo bene pubblico ad Amaie Energia e oggi chiediamo di tornare indietro su quella decisione", afferma il consigliere, ricordando come già durante il voto del 13 aprile il proprio gruppo avesse espresso voto contrario.

Per Cascino il punto non riguarda soltanto la scelta della società partecipata, ma soprattutto il modello giuridico utilizzato. Secondo la sua ricostruzione, infatti, il sistema adottato trasformerebbe il rapporto tra il gestore delle spiagge e Amaie Energia in un rapporto di natura privatistica, con conseguenze molto diverse rispetto a quelle che si avrebbero se il concessionario fosse direttamente il Comune.

Il caso dei 100 mila euro. Gran parte dell'intervento ruota intorno alla vicenda del mancato incasso di circa 100 mila euro di corrispettivi dovuti da alcuni gestori durante il precedente affidamento. 

Una circostanza emersa nei mesi scorsi e che, secondo Cascino, dimostrerebbe i limiti del sistema. "Abbiamo scoperto che la controllata ha omesso di incassare un'importante somma di denaro. Solo successivamente siamo riusciti ad avere alcuni numeri, ma proprio quei dati ci convincono ancora di più che il Consiglio dovrebbe tornare sui propri passi."

Secondo il consigliere il problema non sarebbe soltanto economico. Sarebbe, soprattutto, giuridico. "Se il rapporto fosse direttamente tra Comune e concessionario, nel momento in cui quest'ultimo non paga il corrispettivo l'amministrazione potrebbe dichiararne la decadenza e riprendersi immediatamente la concessione. Se invece il rapporto è tra un soggetto privato e Amaie Energia, la società deve rivolgersi al giudice civile e attendere i tempi della giustizia."

Una differenza che, secondo Cascino, rischia di trasformarsi in un problema strutturale anche per il futuro. "Non mi preoccupa soltanto ciò che è successo. Mi preoccupa quello che potrebbe accadere nei prossimi dieci anni."

Le presunte inadempienze della partecipata. Il consigliere entra poi nel merito della gestione svolta da Amaie Energia durante il primo quadriennio. Secondo quanto sostenuto in aula, la partecipata non avrebbe rispettato diversi obblighi previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto con il Comune nel 2022. Tra questi il piano di ammortamento degli investimenti, le relazioni annuali sull'attività svolta e la documentazione relativa alle garanzie economiche che gli assegnatari avrebbero dovuto prestare.

"Io quei documenti li ho chiesti sia ad Amaie Energia sia agli uffici comunali. Non mi sono stati trasmessi e, se non esistono, significa che quegli adempimenti non sono stati eseguiti".

Per Cascino proprio l'assenza delle garanzie previste dal bando del 2022 avrebbe contribuito al mancato pagamento dei canoni. Il consigliere manifesta inoltre un'altra preoccupazione: quella che gli operatori risultati morosi nella precedente gestione possano aver partecipato anche alle nuove gare, magari attraverso soggetti giuridici differenti ma riconducibili agli stessi interessi economici.

"Non abbiamo alcuna certezza che chi non ha pagato non abbia ripresentato domanda. È anche questo uno degli aspetti che andava approfondito prima di riaffidare le concessioni."

La proposta avanzata dall'opposizione è quindi quella di revocare la deliberazione del 13 aprile, riportando direttamente in capo al Comune l'intestazione delle concessioni e lasciando comunque validi gli affidamenti già assegnati ai vincitori delle gare attraverso il meccanismo della surrogazione.

Secondo Cascino, questa soluzione consentirebbe di tutelare sia gli operatori economici sia l'interesse pubblico, evitando che il Comune continui a esporsi ai rischi derivanti da un rapporto di natura privatistica.

La ricostruzione del Comune. A ricostruire il percorso amministrativo seguito dal Comune è stato quindi il vicesegretario comunale Michele Figaia, intervenuto per chiarire gli aspetti tecnici della vicenda.

Pur precisando di non voler entrare nel merito delle valutazioni politiche né sostituirsi ai dirigenti competenti, Figaia ha spiegato che il Comune aveva scelto una delle modalità previste dall'ordinamento per la gestione delle spiagge libere attrezzate: l'affidamento "in house" ad Amaie Energia, società interamente pubblica e sottoposta al cosiddetto controllo analogo da parte degli enti soci.

Il vicesegretario ha ricostruito l'iter seguito dagli uffici, spiegando come il Comune abbia proceduto al subingresso della partecipata nelle concessioni demaniali e come successivamente Amaie abbia espletato le procedure di evidenza pubblica per individuare i gestori delle tre spiagge. Ha inoltre chiarito che il rilascio delle autorizzazioni previste dall'articolo 45-bis del Codice della Navigazione resta comunque di competenza dell'ufficio Demanio marittimo.

La replica politica è poi arrivata direttamente dal sindaco Mario Conio, che ha affrontato una per una le contestazioni mosse dall'opposizione. "Ci distingue una diversa visione politica», ha esordito il primo cittadino. «Lei sostiene da tempo che sarebbe stato preferibile mantenere la gestione direttamente in capo al Comune. Noi riteniamo invece che le spiagge libere attrezzate rientrino in un sistema più ampio di servizi affidati alla nostra società partecipata."

Conio ha quindi ricordato come la deliberazione approvata il 13 aprile fosse accompagnata dai pareri favorevoli degli uffici tecnici e contabili, mentre la proposta di revoca sottoposta al Consiglio riportasse pareri contrari. "Anche questo è un elemento che il Consiglio deve valutare con attenzione. Andare oggi ad annullare quella deliberazione significherebbe assumersi responsabilità importanti."

"Non c'è alcun danno per il Comune". Uno dei punti centrali della replica del sindaco ha riguardato proprio il caso dei circa 100 mila euro non riscossi. Conio ha contestato anzitutto l'impostazione stessa della proposta di revoca. "Amaie Energia ha pagato puntualmente al Comune di Taggia i canoni concessori. Non è corretto parlare di omesso incasso dei canoni da parte del Comune."

Secondo il sindaco, infatti, il mancato pagamento riguarda esclusivamente il rapporto economico tra alcuni concessionari e la società partecipata, senza produrre un danno diretto nei confronti dell'ente.

Per sostenere questa tesi il primo cittadino ha richiamato i numeri della partecipata. "Amaie Energia è una società pubblica con un bilancio di circa 38 milioni di euro, un patrimonio superiore agli 11 milioni e un utile di oltre 635 mila euro nel 2025. È una società assolutamente sana."

Proprio la solidità economica della società, ha spiegato, avrebbe consentito di gestire contabilmente la vicenda. "Le somme non riscosse sono state integralmente accantonate nel fondo rischi della società. Questo significa che oggi non esiste alcun danno patrimoniale per il Comune."

Il sindaco ha inoltre confermato che Amaie Energia ha già avviato le procedure di recupero del credito nei confronti dei soggetti morosi. "È stato notificato il ricorso per decreto ingiuntivo e la società ha già intrapreso tutte le azioni previste dalla legge per recuperare quanto dovuto."

La surrogazione e il rischio di nuovi contenziosi. Altro nodo affrontato durante il dibattito è stato quello della cosiddetta surrogazione proposta dall'opposizione. Secondo Cascino il Comune potrebbe subentrare direttamente nei rapporti con gli assegnatari senza compromettere gli esiti delle gare. 

Una tesi che il sindaco ha respinto. "Non riteniamo che questa soluzione sia praticabile, perché l'oggetto dell'affidamento non è identico. Amaie Energia ha potuto prevedere un canone aggiuntivo legato all'ammortamento delle opere realizzate sulle spiagge, possibilità che il Comune non avrebbe avuto negli stessi termini."

Per Conio, un eventuale annullamento della deliberazione rischierebbe invece di aprire nuovi fronti giudiziari. "Ci esporremmo a possibili richieste di risarcimento sia da parte dei soggetti che hanno vinto le gare sia da parte della stessa Amaie Energia. Sarebbe una scelta che potrebbe arrecare un danno ben maggiore rispetto a quello che si vorrebbe evitare."

Il richiamo alla trasparenza. Pur respingendo integralmente la proposta di revoca, il sindaco ha però riconosciuto un punto sollevato dall'opposizione. "Non è possibile che non ci sia documentazione e passaggio di documentazione ai consiglieri, sia di maggioranza sia di minoranza. Non deve passare l'idea che il controllo non esista."

Un'affermazione che rappresenta probabilmente uno dei pochi punti di convergenza emersi nel corso della serata. Anche Figaia ha ricordato come il Comune disponga di strumenti di verifica sull'operato della partecipata, distinguendo tra il controllo esercitato dagli uffici sull'affidamento delle concessioni e il cosiddetto controllo analogo congiunto, previsto proprio per le società "in house".

L'ultima replica di Cascino. Nella dichiarazione finale di voto il consigliere di opposizione ha ribadito le proprie convinzioni. Ha insistito sul fatto che Amaie Energia, a suo giudizio, non avrebbe rispettato diversi obblighi previsti dal protocollo del 2022 e ha invitato tutti i consiglieri comunali a leggere attentamente quella documentazione. "Il mio problema non è il passato. Il mio problema è capire cosa succederà nei prossimi dieci anni se dovessero ripetersi situazioni analoghe."

Per Cascino il nodo resta sempre lo stesso: il rapporto privatistico instaurato tra la partecipata e i concessionari. "Io continuo a ritenere che questo sistema finisca per danneggiare sia il Comune sia Amaie Energia. Se dovessero verificarsi altri mancati pagamenti, i tempi della giustizia civile rischierebbero di diventare un problema per tutti."

Il consigliere ha inoltre ribadito che, a suo giudizio, le responsabilità non ricadrebbero sull'amministrazione comunale, bensì esclusivamente sulla gestione della partecipata.

La maggioranza conferma la linea. Al termine di oltre un'ora di confronto il Consiglio comunale è stato chiamato al voto. La maggioranza ha respinto la proposta di annullamento della deliberazione approvata il 13 aprile con nove voti contrari. Tre i voti favorevoli dell'opposizione, mentre un consigliere si è astenuto.

Il risultato conferma quindi la scelta dell'amministrazione di proseguire con il modello di gestione affidato ad Amaie Energia, ritenuto pienamente legittimo e coerente con gli obiettivi perseguiti dal Comune.

Andrea Musacchio

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